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LA STORIA
Catania, 11 settembre 2003: Salvatore
Crisafulli, 38 anni appena compiuti,
padre di 4 figli, a bordo delle sua vespa in
compagnia del figlio tredicenne si stava
recando a lavoro presso la Asl di Catania
dove prestava servizio; dopo aver effettuato
circa 2 km, vengono travolti da un furgone
gelati che taglia nettamente la strada,
causando un disastro. Salvatore non ha
potuto evitare l’impatto, andando a sbattere
violentemente facendo un salto di oltre 5
metri, con conseguenti lesioni celebrali
gravissime e diverse fratture in varie parti
del corpo. Salvatore venne trasferito presso
l’Ospedale Garibaldi; le condizioni
si presentavano gravissime. Viene sottoposto
a Tac cranio e a diversi Raggi x, i
risultati evidenziano gravissime lesioni
alla corteccia cerebrale, ed avendo un
ematoma epidurale viene sottoposto ad
intervento chirurgico.
Dopo
l’operazione, Salvatore viene trasferito in
Rianimazione, rimanendovi ben 53 giorni. Il
fratello Pietro, che vive in Toscana,
contatta ripetutamente l’Ospedale CTO di
Firenze, riuscendo a parlare con il
Primario Prof. Mennonna; dopo un
breve colloquio e a distanza di 11 giorni
dal trauma, il Professor Mennonna, su
richiesta dei parenti, giunse a Catania per
una visita a Salvatore; il Professore ci
riferì che le lesioni erano gravissime ma
assicurò che non ci sarebbe stata morte
immediata, consigliandoci di trasferire
Salvatore nel Nord Italia. Dopo essersi
stabilizzato, Salvatore viene sottoposto a
un altro intervento chirurgico, al femore
sinistro, e ingessato il braccio sinistro: a
distanza di 20 giorni dal sinistro,
Salvatore apre spontaneamente l’occhio
destro. Nel frattempo veniva effettuata
anche la Tracheotomia. Questa la diagnosi di
dimissione ovvero di trasferimento :
Diagnosi Coma di 4 grado severo ed acuto,
paziente non contattabile.
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Il 29
Ottobre Salvatore viene trasferito, ( Senza il nostro
consenso) con elicottero del 118 presso il Centro studi
Neurolesi di Messina. viene subito portato in
Rianimazione dove vi rimane per oltre 2 mesi; (lo vedavamo
dai vetri) dimesso dalla Rianimazione, Salvatore è
trasferito nella Sez. A: qui nascono i veri problemi.
Tutti, i familiari, i parenti e gli amici che venivano a
trovarlo constatarono che non veniva accudito correttamente,
non veniva stimolato, ma soprattutto non effettuava
riabilitazione, veniva totalmente trascurato.
In detto
centro venivano eseguite vari accertamenti, con paziente
quasi sempre a letto, in particolare tantissimi prelievi
ematici, Tac, e Rmn piu approfondite, di cui si è anche
accertata la frattura a decorso trasversale della
rocca petrosa sn, con associato massivo opacamente della
cavità timpanica e delle cellule mastoidee.
Svariate
volte noi familiari abbiamo chiesto di parlare con il
Primario di detto centro, ma per tutta la degenza di
Salvatore non si è mai visto.
La
parte più atroce è
stato possibile constatare che Salvatore veniva sempre
lasciato solo, per tantissime ore, lo trovavamo sempre
disteso supino, aveva sempre catarri che fuoriuscivano dalla
cannula della tracheotomia, la testa era sempre girata verso
sinistra, con cui gli procurò anche una lesione (piaga)
nell'orecchio sinistro, il predetto veniva sempre trovato
con le feci addosso. Il 18 Gennaio del 2004, avendo trovato
Salvatore nelle stesse condizioni del giorno precedente,
infuriati ed ormai stanchi di chiamare il personale che non
veniva a pulirlo, decidemmo di pulirlo noi, appena abbiamo
girato Salvatore verso destra, abbiamo notato che aveva
delle piaghe sulle spalle, Comunque sia appena tolto il
pannolone abbiamo visto una cosa da far paura, sul fondo
schiena aveva un vistoso ed enorme buco,(piaga) sembrava che
un cane lo aveva sbranato, strappandogli di netto la carne,
gli fuoriusciva persino l'osso sacrale, una cosa atroce ed
orribile ed indimenticabile; a questo punto, infuriati da
quanto notato e dopo non aver ottenuto nessuna risposta
adeguata in merito, decidiamo di firmare la dimissione
contro il parere dei medici. D'altronte non c'erano mai.
(dimesso 18 gennaio 2004).
Per
questi fatti, la famiglia nel Marzo 2004 presentò querela
nei confronti del centro. Dopo pochissimi mesi pervenne
richiesta del Pm, di archiviare il procedimento Penale, per
insufficienza di indizi. Nel Gennaio 2005 Pietro,
fratello di Salvatore, ha nominato un legale di
fiducia per il procedimento penale contro il
Centro studi Neurolesi di Messina, dove appunto
Salvatore fu ricoverato per 81 giorni. E stata fatta
opposizione contro la richiesta avanzata dal PM di
archiviare le indagini. A tutt'oggi il procedimento
penale non è stato archiviato.
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Nella
citata opposizione la famiglia chiede che vengano sentite 23
persone che conoscono i fatti e vengano altresì prese in
considerazione quattro foto scattate durante il ricovero. La
Magistratura deve accertare la responsabilità del personale
medico, paramedico ed infermieristico. In questo Centro
Salvatore non veniva trattato in maniera adeguata, anzi...
Aveva lesioni gravissime di quarto grado in sede sacrale che
potevano essergli fatali, oltre a piaghe all'orecchio
sinistro, ai talloni e alle spalle; veniva trascurato, non
faceva fisioterapia, ci impedivano addirittura di toccarlo!
Veniva persino trovato con la cannula tracheale secca, che
causava la formazione di catarri e muchi. In quasi tre mesi
di ricovero non abbiamo mai nemmeno conosciuto il Primario
del centro...
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Questa la
diagnosi finale: Stato vegetativo
post-traumatica.
Salvatore, dopo il Centro di Messina, fu ricoverato presso
l'ARKA, che si occupa della cura di piaghe, e vi
rimase circa un mese, dal 21 gennaio al 28 febbraio 2004,
sempre in attesa di trovare un centro per paraplegici nel
nord Italia. Di questo si occupò il fratello Pietro,
rientrato in Toscana. Dopo svariate telefonate, visite a
Centri specializzati, vari fax ecc, veniva trovato
finalmente un grosso centro di Imola il
Montecatone Rehabilitation
institute in Prov.
di Bologna
disposto a ricoverarlo, ma per il ricovero era
necessaria l’autorizzazione da parte dell’ASL 3 di Catania;
dopo aver ottenuta autorizzazione per 180
giorni di ricovero, improvvisamente però, dopo che
il Responsabile di Catania si mise in contatto con il Medico
Responsabile Dott. Loris Betti di
Imola, per avere ulteriori chiarimenti in
merito il ricovero di Salvatore saltò, per un motivo
banale: ci venne spiegato che Salvatore non era più un
soggetto Acuto (indica una persona dimessa entro 30 gg dalla
rianimazione) e dunque il ricovero non poteva essere fatto. 
Noi
familiari abbiamo cercato in tutti i modi di trovare una
soluzione per Salvatore, e dopo ripetute richieste scritte,
vengono individuate delle strutture nel nord Italia che
rispondono positivamente alla richiesta di ricovero;
decidiamo quindi di trasferirlo, per il momento a casa del
fratello Pietro a Monsummano Terme (PT). 
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IL VOLO DELLA SPERANZA |
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28
Febbraio 2004, volo Catania -
Bologna, definito da
noi familiari della speranza.
Salvatore viene portato in Ambulanza a casa di
Pietro, circondato dall'affetto di tutti i suoi cari, e
soprattutto della madre. Viene attivato il servizio
infermieristico domiciliare, nominato un medico curante,
attivato il servizio di riabilitazione domiciliare, concesso
dall'Asl di Pistoia per 2 volte la settimana, prescritto un
materasso antidecupito, che però dovevamo pagare noi
familiari, 21 euro al giorno. Nel frattempo salta pure il
ricovero presso il Centro Cardinal Ferrari di
Fontanellato di Parma, perché il quadro clinico di
Salvatore non lo permetteva. Altri centri Saltano, fra cui
il Centro Gavinana di Pistoia, perché temevano di non
essere rimborsati dall'asl competente di Catania, dove
Salvatore risultava residente.
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AIUTI RICHIESTI TRAMITE GIORNALI E TV
E' il
fratello Pietro in particolare che a questo punto, non
avendo ancora risolto la grave situazione, si rivolge ai
quotidiani regionali, alle tv private e
nazionali, manda lettere, e-mail, fax... Con
caparbietà riesce a far pubblicare diversi articoli sui
quotidiani locali, e anche apparire su tv pubbliche
locali. A livello nazionale però, solo il settimanale
Cronaca Vera pubblica un articolo. Alla fine noi
familiari veniamo lasciati soli, sia dalla
sanità che dalle istituzioni; diverse richieste di aiuto
sono state inviate alle autorià competenti e alla
Sanità, senza però che nessuna fosse accolta...
Durante tutto ciò, Salvatore veniva curato dai familiari
presso l'abitazione del fratello, veniva acquistata
diversa attrezzatura, veniva stimolato dai familiari.
Venivano istallate delle telecamere per tenerlo a vista,
fù creato un diario clinico dove venivano annotati tutti
i minimi particolari sullo stato di salute. A turno si
alternavano per accudire Salvatore. Viene infine
individuato un Ospedale in Austria, a Innsbruck.
Noi familiari per ben 3 volte ci presentiamo a colloquio
con il primario, Dott. Leopold Saltuari;
(definito un luminare della scienza medica in
particolare per danni neurologici) ci
riferisce che può visitare Salvatore, e se vi erano le
possibilità, lo avrebbe ricoverato presso la sua
struttura. Salvatore viene portato con il camper ad
Innsbruck per sottoporsi alla visita; il Dott Saltuari
però non ci dà buone notizie, questa la diagnosi:
Syndrom Apallisches (Sindrome Apallica), equivalente in
termini più moderni a Stato Vegetativo Permanente,
ed infine su richiesta, ci riferisce che non vi sono
possibilità di ripresa, i danni sono irreparabili, e
dunque irreversibili, e che probabilmente fra 3-4 anni
muore per insufficienza respiratoria...
Il mondo ci è crollato
addosso.
Passano svariati mesi, accudendo nei migliori modi
Salvatore pur sconfortati, dalla vicenda in Austria si
riesce ancora a sopravvivere trovandoci di fronte sempre
impedimenti ed ostacoli. Sempre a bordo del camper si
girovagana l'italia e l'estero, venivano individuate
altre strutture come il Centro di riabilitazione di
Haute Ville (Francia); il Centro di riabilitazione
neurologico di Lubiana (Slovenia); il Centro di
riabilitazione neurologico di Valens (Svizzera); ed il
Centro di riabilitazione logopedica di Torino. Tutto
perso, niente da fare per lui e finita come del resto è
finita per tutta la famiglia. Avremmo contattato circa
200 strutture sparse in Europa.
Forse
non accettavamo le reali condizioni di Salvatore.....Per
noi la vita è finita....
LA VICENDA DI TERRI SCHINDLER SCHIAVO
Con il caso dell'americana Terri Schiavo, si inizia a
riaccendersi anche il caso di Salvatore.
Marzo 2005, su tutti i giornali italiani in tutte le Tv
e le trasmissioni televisive, parlavano e venivano
trasmesse immagini di questa donna americana in cui il
marito a chiesto alla corte Americana di staccare la
spina che la tiene in vita. La vicenda viene seguita
attentamente anche dai familiari di Salvatore
Crisafulli.
In data 21/03/2005 disperati dalla grave situazione che
assillava tutta la famiglia, Pietro Crisafulli,
attraverso un intervista dichiarava: "Mio fratello come
Terri Schiavo, Vi supplico non lasciatelo solo",
raccontando la drammatica crociata di tutta la
famiglia.
Si apre una speranza, l'indomani Maurizio Costanzo
presentatore di vari programmi della TV Mediaset, invita
Pietro Crisafulli nel suo programma Televisivo "Tutte le
mattine" in quella occasione Pietro lancia un ennesimo
messaggio alle istituzioni "Aiutateci".
La storia di Salvatore inizia ad essere conosciuta quasi
in tutta italia, ricevemmo svariati messaggi di
solidarietà, ci furono anche segnalati altri centri e
specialisti, per aiutare il povero e sventurato
Salvatore. Ma la storia fu presto isolata da tutti i
media, per via dell'aggravamento delle condizioni di
salute del Papa Giovanni Paolo II. Nel frattempo Terri
Schiavo si trovava in agonia perche la corte Americana
aveva autorizzato di staccare il Sondino che alimentava
la povera Terri, che da anni si trovava in Stato
Vegetativo Permanente (come Salvatore?). Passano
pochissimi giorni che in data 31 Marzo Terri Schindler
Schiavo muore, di fame e di sete, questa la terribile
sentenza emessa della Corte Americana, un angoscia
terribile, ed ancora una terribile mazzata, con la morte
del papa Giovanni Paolo II avvenuta in data 2 Aprile
2005.
RITORNA
LA SPERANZA
Il 5 Aprile la dottoressa Cecilia Morosini di Milano
dopo una duratura ed intensa visita attesta con certezza
che Salvatore si presentava sveglio ed attento e che
addirittura potrebbe anche migliorare notevolmente.
Stilando una chiara relazione clinica ed indicava un
trattamento intensivo riabilitativo, che purtroppo
costava una cifra sbalorditiva. (Come del resto anche in
Austria le cifre sono super astronomiche).
LA NUOVA BEFFA
Passano giorni preziosi nonostante la nuova relazione
della Dottoressa Morosini non si riesce a trovare una
soluzione per Salvatore. Infatti
sono state individuate numerose strutture, per far
ricoverare Salvatore ma tutti chiudono le porte.
Alcuni chiedono cifre
sbalorditive, altri dicono che non si può fare niente,
altri ancora riferiscono che la Regione Sicilia non è
affidabile per pagare le eventuali prestazioni di cura
che verranno applicati nei confronti di Salvatore.
Il 25 Aprile, viene
spiegato alla famiglia di Salvatore Crisafulli, (in
particolare dal Ministero della Salute) che i
metodi e la tecnica riabilitativa intensiva indicata
dalla dott. Cecilia Morosini non è riconosciuta dalla
Sanità e dalla scienza Medica. (Ma non era così).
L’ULTIMATUM ALLE ISTITUZIONI
Appena due giorni
dopo ed esattamente in data 27 Aprile, Pietro Crisafulli
lancia l’ultimo suo disperato e drammatico appello alle
istituzioni “Se entro il 5 Maggio non si troverà una
soluzione per Salvatore staccherò la spina che lo tiene
in vita”
La notizia in pochi
secondi fece il giro di tutta italia. Vari telegiornali
annunciavano il drammatico appello, raccontando la
storia incredibile ma vera di Salvatore, vi furono
anche tante trasmissioni che occuparono ampio spazio
alla vicenda. Un attesa durata sette lunghissimi giorni
pieni di angoscia. Parole dure, ma concrete a sbloccare
una situazione veramente drastica. Intervenne
personalmente il Ministro della Salute Francesco
Storace.
A casa della
famiglia Crisafulli si recò una commissione di medici
specialisti inviati dal Ministero della Salute e dalla
Usl competente.
Anche tale
commissione dichiarò che Salvatore Crisafulli si trovava
in Stato Vegetativo, con minima responsività.
LA VERA SVOLTA
Il 5 Maggio 2005;
Salvatore Crisafulli venne ricoverato all’ospedale San
Donato di Arezzo, dove inizia una vera cura
riabilitativa, oltre due mesi di terapia intensiva, poi
l’uscita dal coma, viene accertato senza ombra di dubbio
che Salvatore Crisafulli e cosciente. Viene dimesso in
data 16 Luglio la diagnosi di Sindrome parzialmente
assimilabile alla Locked.in certifica la sua totale
capacità di capire.. Alla dimissione viene prescritto un
Comunicatore a scansione. Il 19 luglio con un volo, il
ritorno a Catania nella casa della mamma, dove viene
seguito costantemente. Incomincia una ripresa
comunicativa difficoltosa, ma Salvatore con grande
difficoltà giorno dopo giorno, inizia a raccontare e a
ricordare momenti allucinanti della sua agonia, il suo
abisso.
Il CAOS, IL SUO PRIMO RACCONTO, LA SUA PRIMA PAROLA
MA-MA
Si risveglia
dopo due anni di Stato Vegetativo, il Terri
Schiavo italiano....Stampa
Ottobre del 2005, Dopo quasi
cinque mesi Salvatore Crisafulli, con grandissima
difficoltà, e dopo oltre due anni riesce a pronunciare
la prima parola Ma-ma, la madre presente sviene dalla
gioia, ed attraverso una comunicazione sofisticata di un
Computer a scansione formato da lettere da individuare
attraverso il movimento del capo e degli occhi,
scegliendo il bersaglio giusto, racconta che nel suo
lungo silenzio sentiva e capiva tutto, si emozionava se
i familiari lo coccolavano, si disperava quando i medici
dicevano che il suo pianto erano solo riflessi
incondizionati. Il suo racconto fa il giro del Mondo. ..Si
risveglia dopo due anni di Stato Vegetativo, il Terri
Schiavo italiano....Stampa
Oggi Salvatore sta molto meglio, vive da paralizzato,
completamente cosciente, comunica con gli occhi, con il
movimento del capo, sorride e si emoziona....LA
STORIA FINISCE QUI......
Il resto lo potete leggere nel suo drammatico è
scioccante libro “Con gli occhi Sbarrati”
Libro
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