SALVATORE CRISAFULLI: IL CASO Benvenuti nel sito www.salvatorecrisafulli.it  
Salvatore, Giugno '92 Alcuni monumenti di Catania Copertina libro "Con gli occhi sbarrati"
Imposta come Home page Aggiungi ai preferitiAggiungi ai preferiti Manda un'email a Marco, grillo87@tiscali.it, webmaster   Traduci il sito in modo automatico (Google) in inglese
Prima Pagina   Storia   Diagnosi   Stampa   Immagini   Video   "Fratello mio"   Blog   Libro   Contatti
Eventi   Testimonianze   Appelli   Libri   Notizie   Altre storie   Ausili
Sei qui: Prima Pagina > Storia

LA STORIA

Catania, 11 settembre 2003: Salvatore Crisafulli, 38 anni appena compiuti, padre di 4 figli, a bordo delle sua vespa in compagnia del figlio tredicenne si stava recando a lavoro presso la Asl di Catania dove prestava servizio; dopo aver effettuato circa 2 km, vengono travolti da un furgone gelati che taglia nettamente la strada, causando un disastro. Salvatore non ha potuto evitare l’impatto, andando a sbattere violentemente facendo un salto di oltre 5 metri, con conseguenti lesioni celebrali gravissime e diverse fratture in varie parti del corpo. Salvatore venne trasferito presso l’Ospedale Garibaldi; le condizioni si presentavano gravissime. Viene sottoposto a Tac cranio e a diversi Raggi x, i risultati evidenziano gravissime lesioni alla corteccia cerebrale, ed avendo un ematoma epidurale viene sottoposto ad intervento chirurgico.

 

Dopo l’operazione, Salvatore viene trasferito in Rianimazione, rimanendovi ben 53 giorni. Il fratello Pietro, che vive in Toscana, contatta ripetutamente l’Ospedale CTO di Firenze, riuscendo a parlare con il Primario Prof. Mennonna; dopo un breve colloquio e a distanza di 11 giorni dal trauma, il Professor Mennonna, su richiesta dei parenti, giunse a Catania per una visita a Salvatore; il Professore ci riferì che le lesioni erano gravissime ma assicurò che non ci sarebbe stata morte immediata, consigliandoci di trasferire Salvatore nel Nord Italia. Dopo essersi stabilizzato, Salvatore viene sottoposto a un altro intervento chirurgico, al femore sinistro, e ingessato il braccio sinistro: a distanza di 20 giorni dal sinistro, Salvatore apre spontaneamente l’occhio destro. Nel frattempo veniva effettuata anche la Tracheotomia. Questa la diagnosi di dimissione ovvero di trasferimento : Diagnosi Coma di 4 grado severo ed acuto, paziente non contattabile.

 

Il 29 Ottobre Salvatore viene trasferito, ( Senza il nostro consenso) con elicottero del 118 presso il Centro studi Neurolesi di Messina. viene subito portato in Rianimazione dove vi rimane per oltre 2 mesi; (lo vedavamo dai vetri) dimesso dalla Rianimazione, Salvatore è trasferito nella Sez. A:  qui nascono i veri problemi. Tutti, i familiari, i parenti e gli amici che venivano a trovarlo constatarono che non veniva accudito correttamente, non veniva stimolato, ma soprattutto non effettuava riabilitazione, veniva totalmente trascurato.

In detto centro venivano eseguite vari accertamenti, con paziente quasi sempre a letto, in particolare tantissimi prelievi ematici, Tac, e Rmn piu approfondite, di cui si è anche accertata la  frattura a decorso trasversale della rocca petrosa sn, con associato massivo opacamente della cavità timpanica e delle cellule mastoidee.

Svariate volte noi familiari abbiamo chiesto di parlare con il Primario di detto centro, ma per tutta la degenza di Salvatore non si è mai visto.

La parte più atroce è stato possibile constatare che Salvatore veniva sempre lasciato solo, per tantissime ore, lo trovavamo sempre disteso supino, aveva sempre catarri che fuoriuscivano dalla cannula della tracheotomia, la testa era sempre girata verso sinistra, con cui gli procurò anche una lesione (piaga) nell'orecchio sinistro, il predetto veniva sempre trovato con le feci addosso. Il 18 Gennaio del 2004, avendo trovato Salvatore nelle stesse condizioni del giorno precedente, infuriati ed ormai stanchi di chiamare il personale che non veniva a pulirlo, decidemmo di pulirlo noi, appena abbiamo girato Salvatore verso destra, abbiamo notato che aveva delle piaghe sulle spalle, Comunque sia appena tolto il pannolone abbiamo visto una cosa da far paura, sul fondo schiena aveva un vistoso ed enorme buco,(piaga) sembrava che un cane lo aveva sbranato, strappandogli di netto la carne, gli fuoriusciva persino l'osso sacrale, una cosa atroce ed orribile ed indimenticabile; a questo punto, infuriati da quanto notato e dopo non aver ottenuto nessuna risposta adeguata in merito, decidiamo di firmare la dimissione contro il parere dei medici. D'altronte non c'erano mai. (dimesso 18 gennaio 2004).

Per questi fatti, la famiglia nel Marzo 2004 presentò querela nei confronti del centro. Dopo pochissimi mesi pervenne richiesta del Pm, di archiviare il procedimento Penale, per insufficienza di indizi. Nel Gennaio 2005  Pietro, fratello di Salvatore,  ha nominato un legale di fiducia per il procedimento penale contro il Centro studi Neurolesi di Messina, dove appunto Salvatore fu ricoverato per 81 giorni. E stata fatta opposizione contro la richiesta avanzata dal PM di archiviare le indagini. A tutt'oggi il procedimento penale non è stato archiviato.

Nella citata opposizione la famiglia chiede che vengano sentite 23 persone che conoscono i fatti e vengano altresì prese in considerazione quattro foto scattate durante il ricovero. La Magistratura deve accertare la responsabilità del personale medico, paramedico ed infermieristico. In questo Centro Salvatore non veniva trattato in maniera adeguata, anzi... Aveva lesioni gravissime di quarto grado in sede sacrale che potevano essergli fatali, oltre a piaghe all'orecchio sinistro, ai talloni e alle spalle; veniva trascurato, non faceva fisioterapia, ci impedivano addirittura di toccarlo! Veniva persino trovato con la cannula tracheale secca, che causava la formazione di catarri e muchi. In quasi tre mesi di ricovero non abbiamo mai nemmeno conosciuto il Primario del centro...

Questa la diagnosi finale:  Stato vegetativo post-traumatica.

Salvatore, dopo il Centro di Messina, fu ricoverato presso l'ARKA, che si occupa della cura di piaghe, e vi rimase circa un mese, dal 21 gennaio al 28 febbraio 2004, sempre in attesa di trovare un centro per paraplegici nel nord Italia. Di questo si occupò il fratello Pietro, rientrato in Toscana. Dopo svariate telefonate, visite a Centri specializzati, vari fax ecc, veniva trovato finalmente un grosso centro di Imola il Montecatone Rehabilitation institute in Prov. di Bologna disposto a ricoverarlo, ma per il ricovero era necessaria l’autorizzazione da parte dell’ASL 3 di Catania; dopo aver ottenuta autorizzazione per 180 giorni di ricovero, improvvisamente  però, dopo che il Responsabile di Catania si mise in contatto con il Medico Responsabile Dott. Loris Betti di Imola, per avere ulteriori chiarimenti in merito il ricovero di Salvatore saltò, per un motivo banale: ci venne spiegato che Salvatore non era più un soggetto Acuto (indica una persona dimessa entro 30 gg dalla rianimazione) e dunque il ricovero non poteva essere fatto.

Noi familiari abbiamo cercato in tutti i modi di trovare una soluzione per Salvatore, e dopo ripetute richieste scritte, vengono individuate delle strutture nel nord Italia che rispondono positivamente alla richiesta di ricovero; decidiamo quindi di trasferirlo, per il momento a casa del fratello Pietro a Monsummano Terme (PT).

IL VOLO DELLA SPERANZA

28 Febbraio 2004, volo Catania - Bologna, definito da noi familiari della speranza.
Salvatore viene portato in Ambulanza a casa di Pietro, circondato dall'affetto di tutti i suoi cari, e soprattutto della madre. Viene attivato il servizio infermieristico domiciliare, nominato un medico curante, attivato il servizio di riabilitazione domiciliare, concesso dall'Asl di Pistoia per 2 volte la settimana, prescritto un materasso antidecupito, che però dovevamo pagare noi familiari, 21 euro al giorno. Nel frattempo salta pure il ricovero presso il Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato di Parma, perché il quadro clinico di Salvatore non lo permetteva. Altri centri Saltano, fra cui il Centro Gavinana di Pistoia, perché temevano di non essere rimborsati dall'asl competente di Catania, dove Salvatore risultava residente.

AIUTI RICHIESTI TRAMITE GIORNALI E TV

E' il fratello Pietro in particolare che a questo punto, non avendo ancora risolto la grave situazione, si rivolge ai quotidiani regionali, alle tv private e nazionali, manda lettere, e-mail, fax... Con caparbietà riesce a far pubblicare diversi articoli sui quotidiani locali, e anche apparire su tv pubbliche locali. A livello nazionale però, solo il settimanale Cronaca Vera pubblica un articolo. Alla fine noi familiari veniamo lasciati soli, sia dalla sanità che dalle istituzioni; diverse richieste di aiuto sono state inviate alle autorià competenti e alla Sanità, senza però che nessuna fosse accolta...

Durante tutto ciò, Salvatore veniva curato dai familiari presso l'abitazione del fratello, veniva acquistata diversa attrezzatura, veniva stimolato dai familiari. Venivano istallate delle telecamere per tenerlo a vista, fù creato un diario clinico dove venivano annotati tutti i minimi particolari sullo stato di salute. A turno si alternavano per accudire Salvatore. Viene infine individuato un Ospedale in Austria, a Innsbruck. Noi familiari per ben 3 volte ci presentiamo a colloquio con il primario, Dott. Leopold Saltuari; (definito un luminare della scienza medica in particolare per danni neurologici) ci riferisce che può visitare Salvatore, e se vi erano le possibilità, lo avrebbe ricoverato presso la sua struttura. Salvatore viene portato con il camper ad Innsbruck per sottoporsi alla visita; il Dott Saltuari però non ci dà buone notizie, questa la diagnosi: Syndrom Apallisches (Sindrome Apallica), equivalente in termini più moderni a Stato Vegetativo Permanente, ed infine su richiesta, ci riferisce che non vi sono possibilità di ripresa, i danni sono irreparabili, e dunque irreversibili, e che probabilmente fra 3-4 anni muore per insufficienza respiratoria... Il mondo ci è crollato addosso.

Passano svariati mesi, accudendo nei migliori modi Salvatore pur sconfortati, dalla vicenda in Austria si riesce ancora a sopravvivere trovandoci di fronte sempre impedimenti ed ostacoli. Sempre a bordo del camper si girovagana l'italia e l'estero, venivano individuate altre strutture come il Centro di riabilitazione di Haute Ville (Francia); il Centro di riabilitazione neurologico di Lubiana (Slovenia); il Centro di riabilitazione neurologico di Valens (Svizzera); ed il Centro di riabilitazione logopedica di Torino. Tutto perso, niente da fare per lui e finita come del resto è finita per tutta la famiglia. Avremmo contattato circa 200 strutture sparse in Europa.

Forse non accettavamo le reali condizioni di Salvatore.....Per noi la vita è finita....

 

LA VICENDA DI TERRI SCHINDLER SCHIAVO

Con il caso dell'americana Terri Schiavo, si inizia a riaccendersi anche il caso di Salvatore.

Marzo 2005, su tutti i giornali italiani in tutte le Tv e le trasmissioni televisive, parlavano e venivano trasmesse immagini di questa donna americana in cui il marito a chiesto alla corte Americana di staccare la spina che la tiene in vita. La vicenda viene seguita attentamente anche dai familiari di Salvatore Crisafulli.

In data 21/03/2005 disperati dalla grave situazione che assillava tutta la famiglia, Pietro Crisafulli, attraverso un intervista dichiarava: "Mio fratello come Terri Schiavo, Vi supplico non lasciatelo solo", raccontando la drammatica crociata di tutta la famiglia. 

Si apre una speranza, l'indomani Maurizio Costanzo presentatore di vari programmi della TV Mediaset, invita Pietro Crisafulli nel suo programma Televisivo "Tutte le mattine" in quella occasione Pietro lancia un ennesimo messaggio alle istituzioni "Aiutateci".

La storia di Salvatore inizia ad essere conosciuta quasi in tutta italia, ricevemmo svariati messaggi di solidarietà,  ci furono anche segnalati altri centri e specialisti, per aiutare il povero e sventurato Salvatore. Ma la storia fu presto isolata da tutti i media, per via dell'aggravamento delle condizioni di salute del Papa Giovanni Paolo II. Nel frattempo Terri Schiavo si trovava in agonia perche la corte Americana aveva autorizzato di staccare il Sondino che alimentava la povera Terri, che da anni si trovava in  Stato Vegetativo Permanente (come Salvatore?). Passano pochissimi giorni che in data 31 Marzo Terri Schindler Schiavo muore,  di fame e di sete, questa la terribile sentenza emessa della Corte Americana, un angoscia terribile, ed ancora una terribile mazzata, con la morte del papa Giovanni Paolo II avvenuta in data 2 Aprile 2005.                      

                RITORNA LA SPERANZA

Il 5 Aprile la dottoressa Cecilia Morosini di Milano dopo una duratura ed intensa visita attesta con certezza che Salvatore si presentava sveglio ed attento e che addirittura potrebbe anche migliorare notevolmente. Stilando una chiara relazione clinica ed indicava un trattamento intensivo riabilitativo, che purtroppo costava una cifra sbalorditiva. (Come del resto anche in Austria le cifre sono super astronomiche).

 

LA NUOVA BEFFA

Passano giorni preziosi nonostante la nuova relazione della Dottoressa Morosini non si riesce a trovare una soluzione per Salvatore. Infatti sono state individuate numerose strutture, per far ricoverare Salvatore ma tutti chiudono le porte.

Alcuni chiedono cifre sbalorditive, altri dicono che non si può fare niente, altri ancora riferiscono che la Regione Sicilia non è affidabile per pagare le eventuali prestazioni di cura che verranno applicati nei confronti di Salvatore.

Il 25 Aprile, viene spiegato alla famiglia di Salvatore Crisafulli, (in particolare dal Ministero della Salute) che i metodi e la tecnica riabilitativa intensiva indicata dalla dott. Cecilia Morosini non è riconosciuta dalla Sanità e dalla scienza Medica. (Ma non era così).

 

L’ULTIMATUM ALLE ISTITUZIONI

Appena due giorni dopo ed esattamente in data 27 Aprile, Pietro Crisafulli lancia l’ultimo suo disperato e drammatico appello alle istituzioni “Se entro il 5 Maggio non si troverà una soluzione per Salvatore staccherò la spina che lo tiene in vita”

La notizia in pochi secondi fece il giro di tutta italia. Vari telegiornali annunciavano il drammatico appello, raccontando la storia incredibile ma vera di Salvatore,  vi furono anche tante trasmissioni che occuparono ampio spazio alla vicenda. Un attesa durata sette lunghissimi giorni pieni di angoscia. Parole dure, ma concrete a  sbloccare una situazione veramente drastica. Intervenne personalmente il Ministro della Salute Francesco Storace.

 A casa della famiglia Crisafulli si recò una commissione di medici specialisti inviati dal Ministero della Salute e dalla Usl competente.

Anche tale commissione dichiarò che Salvatore Crisafulli si trovava in Stato Vegetativo, con minima responsività.

LA VERA SVOLTA

Il 5 Maggio 2005; Salvatore Crisafulli venne ricoverato all’ospedale San Donato di Arezzo, dove inizia una vera cura riabilitativa, oltre due mesi di terapia intensiva, poi l’uscita dal coma, viene accertato senza ombra di dubbio che Salvatore Crisafulli e cosciente. Viene dimesso in data 16 Luglio la diagnosi di Sindrome parzialmente assimilabile alla Locked.in certifica la sua totale capacità di capire.. Alla dimissione viene prescritto un Comunicatore a scansione. Il 19 luglio con un volo,  il ritorno a Catania nella casa della mamma, dove viene seguito costantemente. Incomincia una ripresa comunicativa difficoltosa, ma Salvatore con grande difficoltà giorno dopo giorno, inizia a raccontare e a ricordare momenti allucinanti della sua agonia, il suo abisso.

 

Il CAOS, IL SUO PRIMO RACCONTO, LA SUA PRIMA PAROLA MA-MA

Si risveglia dopo due anni di Stato Vegetativo, il Terri Schiavo italiano....Stampa

Ottobre del 2005, Dopo quasi cinque mesi Salvatore Crisafulli, con grandissima difficoltà, e dopo oltre due anni riesce a pronunciare la prima parola Ma-ma, la madre presente sviene dalla gioia, ed attraverso una comunicazione sofisticata di un Computer a scansione formato da lettere da individuare attraverso il movimento del capo e degli occhi, scegliendo il bersaglio giusto, racconta che nel suo lungo silenzio sentiva e capiva tutto, si emozionava se i familiari lo coccolavano, si disperava quando i medici dicevano che il suo pianto erano solo riflessi incondizionati. Il suo racconto fa il giro del Mondo. ..Si risveglia dopo due anni di Stato Vegetativo, il Terri Schiavo italiano....Stampa

Oggi Salvatore sta molto meglio, vive da paralizzato, completamente cosciente, comunica con gli occhi, con il movimento del capo, sorride e si emoziona....LA STORIA FINISCE QUI......

 

Il resto lo potete leggere nel suo drammatico è scioccante libro “Con gli occhi Sbarrati” Libro