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Dopo la svolta del caso Crisafulli
L’opinione pubblica si chiede!
e vorremmo sapere!
Dopo quasi due anni, si può uscire dallo Stato Vegetativo?
Dal caso in questione si direbbe di si.
Oppure tutte le diagnosi erano errate?
Non siamo noi a giudicare.
La scienza medica dice che, dopo un anno di Stato
Vegetativo Persistente, si passa allo Stato PERMANENTE.
Le date parlano chiaro: Settembre 2003, fino a
Luglio 2005 (vedi diagnosi)
anni 1 mesi 10 = Stato Vegetativo Permanente =
(irreversibile).
Bene: ecco si riportano alcune parti delle diagnosi e delle relazioni.
Si riportano anche TAC ed RMN
L’11 settembre 2003, a seguito di incidente
Stradale Stato di Coma ed insufficienza respiratoria, trasferito
mediante 118 presso la rianimazione dell’Ospedale Garibaldi di
Catania, Ove rimane fino al 29/10/2003 data del suo trasferimento.
Ancor prima del trasferimento il Primario Dott.
Sergio Pintaudi in data 22-10-2003 rilasciava su richiesta dei
familiari un attestazione Scrive: Su richiesta dei familiari, si
attesta che il Sig. Crisafulli Salvatore nato a Catania il ///// dal
11/09/2003 a tutt'oggi, si trova ricoverato presso questo reparto di
Rianimazione, in stato di Coma e in totale incapacità di intendere e
di volere...
Relazione di trasferimento:
Ospedale Garibaldi di Catania 29/10/03 Reparto
Anestesia e Rianimazione.
Permanenza in struttura 53 giorni.
Si richiede trasferimento con elisoccorso del
paziente Crisafulli Salvatore per trattamento riabilitativo. Il Pz
in data 11/09/03 a seguito di incidente stradale entra nella nostra
struttura in stato di coma ed insufficienza respiratoria. Tac
encefalo all’ingresso: in sede temporo-polare sinistra una falda
emetica extra durale acuta associata a soffusione emetica
subaracnoidea diffusa. Sono presenti fratture multiple del seno
mascellare sinistro con emoseno della parete laterale dell’orbita
sinistra e della teca frontale con emoseno frontale bilaterale.
Tac addome: in corrispondenza del lobo destro del
fegato ampia, irregolare ipodensidà, che si porta in sede perilare,
da riferire ad estese lacerazione epatica. Si associa minuta falda
ipodensa, come da versamento presumibilmente ematico, in
corrispondenza della tasca del morrison. Una minuta ipodensità
interessa anche il polo superiore del rene destro come per fatti
contusivi.
Tac torace: si rileva piccolo versamento che
interessa lo sfondato pleurico posteriore di destra; rilevate in
oltre fratture multiple pluriframmentaria della scapola destra e
sotto capitata del femore sinistro, frattura pluriframmentaria del
corpo di T5 e del corpo di L3 con distacco dell’apofisi traversa di
sinistra e frattura pluriframmentaria 4 e 5 dito della mano destra,
nonché ferite lacero contuse in sede frontale e al mento, ecchimosi
orbitarla sinistra escoriazioni multiple in tutto il corpo otorragia
sinistra.
Il paziente giungeva con una GCS 4/15 veniva
quindi posto in ventilazione assistita. Successivamente veniva
effettuata craniotomia temporale con evacuazione di ematoma
epidurale.
In data 29/09/03 veniva eseguita RMN encefalo che
rileva: presenza di multiple aree di alterato segnale che interessa
la ragione ponto-mesencefalica bilateralmente da probabile danno
assonale diffuso. Presenza di esiti di focolaio L-C con piccola
soffusione emorragica nel contesto a sede fronto-basale
bilateralmente che raggiunge la regione frontale posteriore
prevalentemente dal lato sinistro. Emoseno mascellare sinistro ed
esiti controlateralmente ed a livello delle celle etmoidali.
Il 30/09/03 veniva eseguita tracheotomia secondo
fantoni. Il 20 giornata il paziente presentava apertura spontanea
dell’occhio di destra. In data 08/10/03 il paziente veniva
sottoposto ad intervento ortopedico di riduzione e osteosintesi
della frattura femorale, nonché riduzione e confezionamento di
apparecchio gessato antibrachio-mano destra con 4 e 5 dito incluso.
Va segnalato che durante la decenza in rianimazione vi è stata
comparsa di ipertemia prolungata e turbe neurovegetative con
tachicardia trattate con beta-bloccante, e la presenza di ulcera
corneale in occhio sinistro con interessamento della zona inferiore
della cornea.
Diagnosi: coma di 4 grado severo ed acuto,
paziente non contattabile*
1 Osservazioni: il Pz non è contattabile. Vorremmo
spiegazioni in merito. Saremo non competenti, ma se il pz non è
contattabile in che stato si trova? In coma? In stato vegetativo? La
parola non contattabile non è un termine corretto. (Sembra che sia
non contattabile, perché non raggiungibile) Ma occorre verificare le
successive diagnosi per dare risposta a tutto.
2
Al Garibaldi Salvatore rimane ben 53 giorni, senza accorgersi di un
ulteriore frattura della Rocca Petrosa accertata a seguito di nuova
RMN a Messina.
Relazione di dimissione ospedale Centro Studi
Neurolesi di Messina del 19/01/04
Permanenza in struttura 81 giorni.
Esame neurologico all’ingresso: Paziente vigile
con apertura spontanea degli occhi. Decubito sipino obbligato.
Trofismo muscolare diffusamente scaduto. Deficit del III n.c di
sinistra con ptosi palpebrale ed anisocoria e del VII n.c. di
sinistra. Disfagia, tretraplegia flaccida. ROT vivaci agli arti
superiori per dx-sn. Flacchi agli arti inferiori i rotulei, assenti
gli achillei.
Valutazione logopedia: paziente vigile, non
cosciente non collaborante, portatore di cannula tracheostomica
cuffiata e SNG. Si evidenziano bruxismo e sclalorea. Si rimanda la
valutazione delle funzioni vitali fisiologiche poiché lo stato di
coscienza non permette allo stato attuale tale valutazione.
Controllo valutazione Logopedia: allo stato
attuale il paziente non è responsivo a nessun stimolo. Il livello di
funzionamento cognitivo corrisponde al I livello della scala LCF.
Durante la decenza sono state eseguite Tac ed RMN
più approfondite di cui si è anche accertata la frattura della
rocca petrosa di sn, scapola dx, femore sn, del corpo di D5
ed L3 con distacco apofisi traversa, 4 e 5 dito ridotte e
immobilizzate con gesso. Lacerazione e contusione di organi
interni. Il paziente attualmente in decubito subito obbligato,
apre spontaneamente l’occhio dx, non contattabile. Molto
scaduto il tono-trofismo muscolare.
Ecotomografia computerizzata tac del cranio del
04/11/03: frattura a decorso trasversale della rocca petrosa sn, con
associato massivo opacamente della cavità timpanica e delle cellule
mastoidee. Si segnala anche opacamente dei seni mascellari
bilateralmente delle cavità timpaniche e delle cellule mastoidee a
dx. In sede frontale cortico-sottocorticale bilaterale si rileva
ipodensità disomogenea nel cui contesto è apprezzabile minima
quantità di sangue in sede fronto-basale dx, compatibile con esiti
del pregresso trauma.
Tomografia computerizzata Tac del rachide
03/12/03: frattura pluriframmentaria dei 2/3 anteriori del corpo di
D5, con dislocazione ventrale dei frammenti ossei. Frattura
pluriframmentaria della metà anteriore del corpo L2 con dislocazione
ventrale dei frammenti ossei.
RMN Nucleare del cervello e del tronco encefalico
del 07/01/04: Sono state eseguite scansioni SE e GE. In sede
ponto-mesencefalica sono apprezzabili numerosi e plurimi focolai
lesionali ipointensi in T1, iperintensi in T2, da esiti di lesioni
traumatiche. Vaste lesioni traumatiche sono in oltre apprezzabili in
sede frontali cortico-sottocorticale bilaterale ed in sede temporale
sn. Il sistema ventricolare a dimensioni lievemente aumentate in
toto.
Alla dimissione diagnosi: Stato vegetativo
post-traumatica.
Certificazione e relazione del Professor Domenico
D’Avella
(medico fatto intervenire dai familiari) presso
RSA Arka di Catania il 25/01/04. Il predetto scrive: Si richiede
ricovero di Crisafulli Salvatore in una struttura riabilitativa ed
indica il paziente in stato vegetativo persistente
Relazione di dimissione della casa di cura RSA
Arka del 28/02/04: in data odierna si dimette il paziente Crisafulli
Salvatore affetto da esiti di stato vegetativo persistente in
tracheotomia con presenza di peg gastrico per nutrizione enterale
con piaga sacrale di III grado.
Relazione di dimissione ricovero periodo dal
04/02/04 al 07/02/04, presso l’ospedale Ferrarotto di Catania
diagnosi: sospetta broncopolmonite in paziente in stato vegetativo
persistente.
Relazione di dimissione Ospedale di Pistoia dal
07/03/04 al 13/03/04 ricovero per accertamenti sospetta
broncopolmonite. Diagnosi: paziente in coma vegetativo.
Relazione di dimissione Ospedale Arezzo ricovero
per tentativo rimozione cannula tracheostomica dal 10/05/04
al22/05/04. Diagnosi: non è stato possibile estrarre cannula per
tentativi infruttuosi, paziente in stato vegetativo persistente.
T.C. Cranio Diretto: Ospedale di Pistoia del
07/04/2004 provenienza esterno: Tac richiesta dai familiari referto:
Esiti craniotomici in sede temporale sinistra. Estese aree di
disomogenea ipodensità cortico-sottocorticale di aspetto malacico in
esiti in sede fronto-basale e fronto-polare bilateralmente e
temporo-polare sinistra. Plurime aree ipodense in esiti si rilevano
a livello del ponte ed in sede mesencefalica sinistra. Marcate
ipodensità di significato degenerativo a livello dei peduncoli
cerebellari medi e degli emisferi cerebellari bileteralmente, con
lieve maggiore evidenza a sinistra. Piccole sfumate ipodensità della
sostanza bianca peritrigonale. Ampliamento delle cavità
ventricolari, particolarmente del VI ventricolo. Strutture mediane
in asse. Materiale denso disomogeneo a livello del seno sfenoidale.
Irregolarità del pavimento sellare e rilievo di linea di soluzione
di continuità strutturale della porzione posteriore del corpo
sfenoidale compatibili con esiti fratturativi.
Relazione del Professor Loepold Saltuari del
25/05/04 presso clinica in Austria: definisce il paziente in
sindrome apallica (equivalente in termini più moderni a STATO
VEGETATIVO PERMANENTE). Tuttavia consiglia di estrarre cannula.
26/07/04 Relazione Ospedale di Siena: paziente in
coma vigile
Certificato medico del Dottor Luigi Sidoti del
03/09/04 diagnosi: stato vegetativo persistente, in esiti di
gravissimo trauma cranico encefalico. Pregresse fratture multiple.
Paziente in stato generale scadente. Numerose piaghe. Respiro
spontaneo con ossigeno terapia mediante tracheotomia pregressa.
Relazione di visita medica effettuata in data
03/06/04 diagnosi: grave trauma con stato vegetativo post
traumatico.
Verbale della commissione medica per gli invalidi
civili n.5 componenti di Catania. Visita del 26/02/04, verbale
ricevuto il 28/09/04 diagnosi: coma vegetativo.
Certificazione medica del Dottor Paolo Brizzi del
20/04/05 diagnosi: stato vegetativo persistente post traumatica, per
esiti trauma cranico-encefalico. il Pz è nutrito tramite Peg,
presenta tetraplegia, necessita di assistenza continua.
Certificazioni del Dottor Leonardo Caruso del
05/02/05 consulto. Definisce il paziente in stato vegetativo.
Certificazione del dottor Paolo Brizzi del
20/03/05: Certifico che Salvatore Crisafulli dom. in …….. a seguito
del sinistro accorsogli il 11/09/2003, si trova in condizioni di
Stato Vegetativo Persistente, per esiti di trauma cranio-encefalico.
Il paziente è nutrito tramite Peg, poiché presenta
tetraplegia, necessita di assistenza continua.
Si rilascia su richiesta per gli usi di legge.
Relazione dalla Dottoressa Cecilia Morosini fatta
a Milano in data 05/04/05 il paziente si presenta sveglio ed
attento. indica un concreto piano di intervento riabilitativo
integrato sul piano neuromotorio del linguaggio delle funzioni
cognitive e relazionali recuperando eventuali capacità residue
motorie.
Relazione di esperti, inviati dal Ministero della
Salute e dalla Usl, presso l'abitazione di Salvatore Crisafulli il
02/05/2005
Vengono riportati i dati anamnestici. Esame
clinico attuale: in data odierna il paziente è stato sottoposto a
valutazione neurologica, fisiatrica e psicologica. Le condizioni
cliniche generali appaiono buone, le funzionalità cardiaca e
respiratoria sono nella norma, sono assenti fenomeni di ipotensione
posturale nel passaggio dal clinostatismo alla posizione seduta, non
sono presenti piaghe da decubito ( decubito sacrale del tutto
guarito con cicatrice residua ). Portatore di "conveen" vescicale e
PEG. Craniotomia fronto temporale sx. Richiede clismi evacuativi
trisettimanali per eliminazione feci. Il paziente appare
parzialmente vigile; i familiari riferiscono la presenza del ciclo
sonno/veglia; presenta reazioni appropriate di "arousal" agli
stimoli visivi, uditivi e sensitivi tattili e dolorosi. Il paziente
si presenta ad occhi aperti (lieve ptosi palpebrale sx), apre e
chiude gli occhi su comando, fissa oggetti e volti, segue
volontariamente oggetti in movimento nel campo visivo, rivolge gli
occhi a ds ed a sn su richiesta, la pupilla ds isociclica risponde
allo stimolo fotomotore, a sn opacamento corneale, sono presenti
movimenti involontari dei globi oculari ( nistagmo spontaneo
bidirezionale, facilitato dallo sguardo laterale ), è presente
oftalmoplegia internucleare. Presenta riflesso di ammiccamento in
risposta a stimoli visivi e uditivi. Si rilevano modeste mioclonie
del mento, protrude parzialmente o tenta di protrudere la lingua su
comando, vengono riferiti come presenti tentativi volontari di
deglutizione. Se stimolato verbalmente rivolge il capo verso la
voce. A livello dell'arto superiore destra presenta ipertono e su
richiesta semplice movimenti volontari a range ridotto su spalla e
gomito. L'arto superiore sn appare in ipertono spastico molto
spiccato con atteggiamento in pronazione e flessione del polso, è
presente clono inesauribile del polso e gomito. E' presente
spasticità anche agli arti inf. con ipertono in estensione, il
riflesso plantare cutaneo è in estensione. Le risposte motorie
appaiono orientante ad uno scopo finalistico sia spontaneamente che
in risposta a stimoli verbali e sensitivi. Il paziente pare capace
di percepire sensazioni elementari ( stimoli dolorosi alla faccia,
agli arti ed al tronco ) ma offre anche risposte coordinate come
avviene per esempio in risposta alle manovre di accudimento dei
familiari o del personale infermieristico. Oltre a seguire con gli
occhi gli stimoli visivi e le facce familiari, riconosce le voci dei
parenti e degli operatori ed esprime contenuti emotivi attraverso
riso o pianto. I familiari riferiscono che sembra essere capace di
ascoltare ed apprezzare alcuni brani a lui graditi prima del grave
trauma cranico che ha determinato le condizioni attuali. La
valutazione delle attuali condizioni cliniche, considerando le due
componenti principali dello stato di coscienza, cioè vigilanza e la
consapevolezza di sè e dell'ambiente circostante ( c.d. Arousal e
Awareness ), permette di confermare la diagnosi di "stato
vegetativo" con "minima responsività". Pertanto la definizione
clinica più corretta sembra quella che gli Autori Anglosassoni
definiscono "MINIMALLY CONSCIOUS STATE". Si tratta di uno stato
clinico conseguente ad un grave danno celebrale in cui il paziente
appare avere una limitata coscienza di sè e dell'ambiente che lo
circonda. La prognosi quindi permette di lasciare aperte alcune
possibilità legate ad un ulteriore tentativo di intervento
riabilitativo finalizzato adl recupero di ogni possibile residua
capacità. Infatti, nel caso specifico del Sig. Crisafulli la grave
tetraparesi spastica, esito della encefalopatia post traumatica con
focolai lacero contusivi multipli, potrebbe, oltre ad essere un
ulteriore impedimento al recupero funzionale, mascherare l'eventuale
presenza di residue competenze cognitive e comunicative. Per questi
motivi, nel caso specifico, riteniamo opportuno un trattamento
riabilitativo integrato multidisciplinare intensivo - motorio,
cognitivo, logopedico o comunicativo non verbale - finalizzato al
recupero delle abilità residue, nel quale siano previste periodiche
valutazioni dei risultati ottenuti in funzione degli obiettivi
programmati sia a medio che lungo termine.
Relazione di dimissione Ospedale S. Donato del
15/07/05 (ricoverato dal 06/05/2005) diagnosi: paziente affetto da
sindrome parzialmente assimilabile alla locked.in*. Transitante da
risposta generalizzata a risposta localizzata, doppia emiplegia
disfagia parziale in portatore di peg, come esiti di politrauma
caratterizzato a livello del sistema nervoso centrale da presenza di
estesa lesione malacica mesencefalica di sx.
In questa struttura sono stati eseguiti numerosi
accertamenti e visite specialistiche, Es laboratorio, es culturali,
Ecg, Eeg, rx torace, bacino, femore sx, tibiotarsica dx, sx, torace,
studio dinamico tratto faringo-esofageo, scintigrafia ossea
trifasica della ossificazione eterotopica, Tac anca dx e sx, Rmn
encefalo e cervicale, potenziali evocati uditivi, tronco-encefalici,
e potenziali evocati somatoestesici, ecocolordoppler venoso arti
inferiori, Visita Ortopedica, chirurgia plastica, dermatologica,
odontoiatrica, nutrizione clinica, valutazione psicologica,
logopedica, neuroradiologico.
Valutazione fisioterapica alla dimissione
15/07/2005: Durante la degenza nel nostro reparto è stato possibile
ottenere dei risultati migliori del previsto. il Pz è più responsivo
nei confronti dell'ambiente, ruota in modo deciso la testa a dx, ed
a sinistra ha iniziato ad oltrepassare la linea mediana a seguito
della proposizione di stimoli da questo lato, l'utilizzo degli
ausili per la comunicazione è promettente ed il pz riesce a
rispondere in modo adeguato premendo un pulsante in risposta a
stimoli visivi semplici (da incrementare). La collaborazione nelle
attività motorie resta in tracce e sporadica anche nei rotulamenti e
nei passaggi posturali, ma si è ridotta notevolmente la tendenza
dello schema estensorio riflesso e le stimolazioni tattili al palmo
delle mani e dei piedi innescano ormai solo raramente una risposta
riflessa in schema patologico.
Relazione di osservazione alla comunicazione
alternativa 11/05/2005, durante le osservazioni sull'utente
Crisafulli Salvatore, condotte presso il reparto di
neuroriabilitazione Ospedale S.Donato, dove è attualmente
ricoverato, sono state valutate le capacità motorie e sensoriali
presenti ai fini di un programma di comunicazione alternativa. il
quadro motorio conseguente al trauma subito dal paziente è molto
grave tanto da non permettere l'uso degli arti sia superiori che
inferiori. il movimento della testa è abbastanza agevole in
flessione sinistra, più difficile a destra. Da prove effettuate
dalla logopedista e dai famigliari emerge una parziale
compromissione del linguaggio. Risponde a semplici consegne come la
scelta tra due colori o di due lettere posti a distanza di 70 cm. La
risposta di Salvatore si articola nella flessione della testa dal
lato della scelta individuata. Riteniamo utile iniziare un programma
di comunicazione alternativa organizzato a step successivi, mediante
l'utilizzo di un sistema di comunicazione a scansione pilotato da
sensori.
La flessione della testa attiverà i sensori, che a
l'oro volta piloteranno la scansione e quindi la scelta del
bersaglio.
il primo obiettivo ai fini comunicativi sarà
quello di raggiungere la capacità di azionare un solo sensore con la
scansione a due elementi nello schermo del pc, che possono essere
colori diversi, lettere, ma anche immaggini di famigliari ho amici.
Successivamente potranno essere aumentate le
scelte includendo anche intere parole. Una volta acquisita la
capacità di scegliere tra un certo numero di bersagli sarà possibile
cominciare ad organizzare una vera e propria comunicazione
alternativa, partendo dai bisogni fisiologici e scelte di vita
quotidiana. in seguito se le capacità di Salvatore lo renderanno
possibile potremmo arrivare ad una comunicazione libera. il sistema
di ausilio è composto di 1 computer portatile 2 sensori Spechs 1
software di comunicazione a scansione 1 interfaccia a sensori.
Relazione clinica di controllo, del 13/06/2005 a
seguito della consulenza del 11/05/2005, per Crisafulli Salvatore
abbiamo indicato come possibile sistema di comunicazione un computer
equipaggiato con software a scansione clicker 4 e sensori a
pulsante. Nell'occasione abbiamo configurato il software in modo da
replicare gli esercizi che in precedenza il fratello sottoponeva al
paziente. Salvatore esprimeva la scelta tramite rotazione della
testa a destra o sinistra. Abbiamo spiegato qual'era il compito da
svolgere e regolato il tempo di scansione in maniera tale da
agevolare la scelta. Altresì abbiamo collegato il pulsante ad un
cicalino elettronico sonoro, in modo da semplificare al massimo il
compito. Salvatore ha azionato più volte il sensore, seguendo la
richiesta di scegliere la lettera indicata. Salvatore ha mostrato di
capire immediatamente la richiesta ed è riuscito ad azionare
ripetutamente il pulsante mostrando di controllare, anche se ancora
con qualche difficoltà, i tempi di attivazione del sensore. Queste
prove ci hanno mostrato che sicuramente vale la pena proseguire
nell'introduzione di questo sistema di comunicazione, anche se tale
percorso richiederà molto tempo prima di poter significatamente
entrare nella pratica quotidiana di comunicazione. il percorso da
seguire per aumentare le capacità comunicative di Salvatore passa
attraverso tappe successive: 1-miglioramento capacità di controllo
sensore. 2- Utilizzare il pulsante come richiesta di aiuto (sempre
collegando il pulsante al cicalino) 3- Allenare la capacità di
utilizzare il sistema a scansione. Questo passo contemporaneo ai
primi due, sarà svolto creando delle griglie con un numero massimo
di tre celle, visualizzando lettere, numeri, o foto di famigliari.
4- Aumentare il numero di celle introducendo delle scelte relative
alla vita quotidiana come indicazione della sensazione del dolore,
bisogni fisiologici. 5- Arricchire di volta in volta il vocabolario
di comunicazione significativa ed autonoma. Queste attività dovranno
avere una frequenza quotidiana e possono essere svolte direttamente
dai famigliari (significativi in questo caso).
Su quest’ultima diagnosi non siamo d’accordo.
Per i seguenti fattori: Abbiamo effettuato
numerose ricerche affinché potevano capire esattamente la Sindrome
Locked-in, non abbiamo riscontrato nessun elemento utile che si
possa comparare a tale diagnosi.
Va precisato che un paziente affetto dalla
Sindrome Locked-in. Non avrebbe nessun movimento volontario
Salvatore esegue movimenti spontanei del capo,
ruotando a dx e a sx, abbassando e sollevando il capo.
Muove minimamente ed a comando un braccio, ci sono
dei riflessi volontari a movimento della spalla sx.
Ed infine si nutre dalla bocca.
Tutti questi elementi ci inducano ad escludere una
diagnosi di Sindrome Locked-in.
Ma una disabilità Grave. |