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COMUNICATO STAMPA

NASCE A CATANIA L'ASSOCIAZIONE “SICILIA RISVEGLI ONLUS”

Dedicata a Salvatore CRISAFULLI

(in collaborazione con la fondazione Terri Schindler Schiavo)

Io, ci sono”. E' uno slogan, ma anche quella voce che affoga nella gola. Quelle parole che spesso nessuno vorrebbe sentire, ma che dimostrano che quei corpi immobili, spesso scambiati per vegetali, dentro hanno una vita. Si portano sogni e pensieri, sofferenza per non essere ascoltati e felicità per essere ancora presenti a questo mondo.

Quella voce che loro non hanno per parlare oggi si chiama “Sicilia risvegli”, associazione onlus nata a Catania, per volontà di Salvatore Crisafulli, in coma dall'11 settembre del 2003 a causa di un gravissimo incidente stradale e che da anni si batte nella lotta per la vita. La storia di Salvatore, contenuta nel libro “Con gli occhi sbarrati”, è salita alla ribalta delle cronache dopo il clamoroso risveglio, quando ormai i medici non davano più speranze per un miglioramento della sua condizione. Oggi si trova nello stato definito “Locked in” (uomo imprigionato nel proprio corpo). Parla grazie al software di un computer, è immobile in un letto, ma pensa e sogna.

L'ultimo sogno era proprio questa associazione che si è avverato anche grazie al lavoro dei suoi familiari e del fratello Pietro che è il presidente.

La conferenza stampa di presentazione (con il gratuito Patrocinio della Provincia Regionale) si terrà a Catania presso una sala “Le Ciminiere” Mercoledi 18 Novembre 2009 alle 18, ospiti d'eccezione saranno Salvatore Crisafulli, e la famiglia di Terri Schiavo (in videoconferenza dalla Florida), la ragazza lasciata morire di fame e sete.

L'associazione “Sicilia risvegli” si pone l'obiettivo non lasciare più sole queste persone abbandonate dallo stato e in special modo dalle istituzioni sanitarie. “Non lasciateci soli, abbiamo bisogno di aiuto, di operatori, servizi sanitari tutti i giorni per poter continuare a vivere”. Sono queste le parole di Salvatore Crisafulli, che aggiunge – fisioterapista, logopedista, psicologo e operatore sanitario a carico del Sistema sanitario nazionale per tutti coloro che si trovano in stato vegetativo persistente. In questi anni di lotta sono venuto a conoscenza di 1200 casi come il mio anche se so che in Italia siamo circa 3500. Ho pensato che era arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, contro questo abbandono dello stato".

Sicilia risvegli onlus” ha tra gli scopi principali la realizzazione di tre nuovi progetti per il sud Italia e centro Italia: costruzione di un centro risvegli, una casa d'accoglienza per le persone in stato vegetativo e la creazione di una adeguata e moderna assistenza domiciliare quando queste persone tornato a casa (h 24).

In più “Sicilia Risvegli onlus” si impegnerà sempre a sensibilizzare l'opinione pubblica, i mass media, le autorità politiche amministrative, il mondo scientifico, accademico e personale medico e paramedico con il fine di aiutare chi si trova in condizioni di estremissima disabilità e per sorreggere famiglie che si trovano spesso in situazioni disperate.

Salvatore Crisafulli, presidente onorario, insieme a tutti gli altri fondatori, si impegnerà a promuovere ogni iniziativa per la tutela dei soggetti deboli, malati estremi e vigilando affiché sia garantito il rispetto della vita umana, in modo che non si ripetano casi tragici come quelli di Eluana Englaro.

All'evento di presentazione interverranno: Pietro Crisafulli (fratello di Salvatore) Presidente dell'associazione “Sicilia Risvegli Onlus”. L'avv. Anna La Rana, Presidente Nazionale AGI, (associazione giuristi italiani), La giornalista di Vanity Fair, Tamara Ferrari, coautrice del libro “Con gli occhi sbarrati”. Il giornalista del Settimanale “Visto” Andrea Spadoni ed ex concorrente del GF7.

Sono stati ufficialmente invitate la massime Autorità Politiche Nazionali e Regionali, Alcuni ci hanno segnalato che ci faranno pervenire dei messaggi, che eventualmente saranno letti, come per esempio quello del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, e dell'onorevole Domenico Di Virgilio.

L'associazione "Sicilia Risvegli Onlus" ha sede a Catania in via S. Orsola, 40 ed una succursale in Toscana. Per contatti è possibile telefonare al numero: 392 4802536 oppure si può consultare il sito internet www.siciliarisvegli.org

Catania 10 Novembre 2009

Il Presidente

Pietro Crisafulli

Pubblichiamo la lettera di risposta dell'INPS di Catania che abbiamo "molto apprezzato".

23 Aprile 2009

Ai Familiari del Sig. Salvatore Crisafulli

Gent.ma Famiglia Crisafulli, facendo seguito alla mia odierna telefonata ed alle dichiarazioni e scuse del Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, già apparse sulla stampa,  in merito alla vicenda della clamorosa quanto “involontaria” chiamata a visita di revisione sanitaria, da parte della Commissione medica provinciale di verifica della Sede di Catania dell’Ente previdenziale, nei confronti del sig. Salvatore Crisafulli, in coma da sei anni a seguito di un tragico incidente stradale, desidero rinnovare le scuse per l’accaduto anche da parte della Direzione provinciale INPS di Catania.

Si consenta comunque di precisare doverosamente che la chiamata a visita di revisione è avvenuta esclusivamente e casualmente per un fatto “tecnico” all’interno di elenchi nominativi e senza alcuna conoscenza personale del caso (noto presso l’opinione pubblica, ma certamente non alle procedure informatiche) nell’ambito di un programma complessivo che su disposizioni governative vedrà nel 2009 l’INPS impegnato in un piano straordinario di verifica sulle invalidità civili, inviando circa 200mila richieste di verifica ad altrettanti soggetti titolari di pensione di invalidità (di cui più di tremila nella sola provincia di Catania), su un totale di circa 2 milioni e mezzo di pensionati di invalidità civile.

Il Sig. Salvatore Crisafulli non rischia pertanto di perdere la pensione di invalidità, così come temuto dalla famiglia alla ricezione della lettera e subito balzato ai clamori della pubblica opinione. La richiesta non era affatto mirata o personalizzata, e nasceva appunto da un “campione” di migliaia di pensionati (tra cui molti omonimi o sinonimi) certamente non conosciuti personalmente dall’Istituto; era praticamente impossibile per l’INPS di Catania, dal cognome e nome di ciascun invalido destinatario, risalire alla specifica persona ed al tragico caso noto alle cronache.

“Ci spiace che il piano straordinario di verifiche avviato dall’Istituto abbia prodotto nuovo dolore nella famiglia che già è stata tanto provata dal dolore” ha subito dichiarato il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua. “Casi come quello della famiglia Crisafulli purtroppo possono ancora verificarsi perché non esiste una banca dati in cui siano condivise le diagnosi che consentono la riscossione del sussidio. Per questo abbiamo avviato il piano straordinario di verifica sulle invalidità civili. Sono le Asl che ci devono fornire le cartelle cliniche dei soggetti dichiarati invalidi. Fino ad oggi la trasmissione di questi dati non è avvenuta, pertanto accade che la procedura di verifica venga avviata basandosi solo su elenchi nominativi, privi della necessaria diagnosi. Ci scusiamo quindi con la famiglia Crisafulli e ci scusiamo con tutte le altre famiglie che potranno ricevere queste richieste. Si tratta di incidenti che potranno essere evitati solo quando tra Asl e Inps ci potrà essere una banca dati condivisa”.

Sperando di avere almeno chiarito le motivazioni e le dinamiche dell’increscioso incidente, frettolosamente denunciato dalla stampa come esempio di “cattiva previdenza”, desideriamo formulare al Sig. Crisafulli ed alla sua famiglia, assieme alle scuse doverose, anche i migliori auguri. Con i più cordiali saluti

                                                                  Il direttore provinciale

                                            (Dott. Domenico Busciglio)

Catania 21 Aprile 2009

 

COMUNICATO STAMPA

CLAMOROSO: “E’ in coma da sei anni e lo chiamano l’anti Welby, ma secondo l’inps di Catania potrebbe essere un falso invalido”.

Nei giorni scorsi, per mezzo di una raccomandata (datata 3 aprile 2009), ci è stata inviata una clamorosa comunicazione da parte della Commissione medica superiore dell’Inps di Catania.

Precisamente la richiesta per Salvatore, di presentarsi il prossimo 15 maggio, per una visita di controllo per valutare la possibilità di prolungare la pensione di invalidità e per verificare la permanenza dello stato di invalido.

Si legge: La informo che l'istituto superiore deve realizzare un piano di verifica straordinarie nei confronti di titolari di prestazioni di invalidità civile, per accertare la permanenza dello stato invalidante (..)

Le raccomando di presentarsi puntualmente all'appuntamento, in quanto se risulterà assente, (...) si dovrà procedere alla sospensione della prestazione.

Siamo rimasti sorpresi, ma anche molto amareggiati dalla comunicazione dell’Inps, che non ha nessun senso e nessuna connessione con la realtà dei fatti!

Salvatore Crisafulli, per l’Inps di Catania potrebbe essere quindi un falso invalido?

Nella comunicazione ufficiale, si fa anche riferimento alla possibilità di perdere tutti i diritti nel caso in cui in 90 giorni Salvatore non si presentasse all’appuntamento fissato.

Ma come fa Salvatore ad andare alla visita? E’ inchiodato a un letto. Immobile. Non cammina, non parla senza l’ausilio del software. E quindi poterebbe essere un falso invalido e non avere i requisiti per riscuotere il contributo statale?

Questo fatto ha dell’incredibile e ci lascia amareggiati anche perché dimostra il malfunzionamento della macchina della sanità e della previdenza, infatti qualche mese addietro un altra Inps questa volta quella di Lecce, inviò una lettera a Emanuela Lia (da 16 anni vive "stato vegetativo"), chiedendo addirittura i redditi annuali. Questa volta con Salvatore è andata molto peggio.

Il nostro caro Salvatore oggi è considerato in uno stato di “locked in” (imprigionato nel proprio corpo) e puo’ andare a fare una visita?

Nel 2003 ricordiamo che è stato vittima di un tragico incidente stradale, rimanendo tra la vita e la morte e successivamente in coma vegetativo. Oggi, dopo il clamoroso risveglio, combatte attivamente per quelli che, come lui, credono nel valore della vita.

Nel corso degli anni è stato chiamato prima “Il Terry Schiavo italiano”, poi “l’anti Welby” e si è impegnato anche per il caso di Eluana Englaro.

E ora hanno il sospetto che sia in perfette condizioni fisiche? Come fanno a non "sapere" come vive Salvatore? La sua storia è talmente conosciuta in italia (ed anche all'estero), che non possa essere passata inosservata dai vertici dell'inps, è vorremmo ricordare che sul caso di Salvatore Crisafulli sono intervenuti le massime istituzioni politiche, (presidente della repubblica, del consiglio, ministri della Salute etc, etc).

E se non si presenta alla visita il 15 maggio perde il diritto alla pensione?

Ci aspettiamo immediatamente le scuse pubbliche da parte dell’Inps di Catania e da parte degli addetti ai lavori della commissione medica superiore, sperando che si sia trattato soltanto di un errore tecnico, invitandoli (crediamo sia il caso) a leggersi il libro "con gli occhi sbarrati" citato da Silvio Berlusconi in merito al decreto salva-eluana.

LA FAMIGLIA DI SALVATORE CRISAFULLI

Catania 20 Aprile 2009

 

Il dopo Eluana:

Questo è terrorismo radicale

Le barbarie sono quelle di Englaro

Prima del testamento biologico, il Parlamento deve fare una legge urgente sull'assistenza DIGNITOSA delle persone in stato vegetativo e con disabilità gravissima.

Le famiglie italiane con familiari in coma, in stato vegetativo e affetti da altre patologie gravi e che vivono con gravissima disabilità (per gravissima si intende sulla soglia limite della morte), da svariati e svariati anni aspettano una legge che garantisca una volta per tutte l'assistenza dignitosa.

Noi non abbiamo bisogno del testamento biologico, ma di cure. La politica deve obbligatoriamente concentrarsi su questo, sulle centinaia e centinaia di famiglie che vivono questo dramma disumano.

Qui bisogna reagire.

Basta concentrarsi sul caso Englaro. Eluana è morta, bisogna guardare avanti.

Le 34 associazioni che optano per la vita e che fecero il ricorso congiunto a Strasburgo proprio sul caso Englaro, si facciano sentire, si uniscano a noi.

Facciamoci sentire, è il momento di reagire. Non possiamo stare a guardare mentre Englaro, i Radicali e chi segue le loro strategie di morte vanno avanti per la loro strada, che avrà come unico risultato farci assistere ad altri omicidi e suicidi.

Anche noi dobbiamo scendere in piazza con cartelli e slogan per la vita, per essere liberi di amare e stare accanto ai nostri cari con tutto l'affetto ricompensati dai risultati, lontani da ogni strumentalizzazione di politici senz'anima (gli slogan contro il Papa non ci servono).

Chiediamo tutti insieme e subito al Parlamento di annullare questo decreto legge sul testamento biologico, senza senso per chi vive in Coma e in stato vegetativo, e di affrettarsi a fare un vero decreto legge che garantisca la nostra vita, anche da paralizzati, intubati, febbricitanti e piagati.

Chiediamo a tutti di unirsi a noi e annunceremo una protesta ad oltranza, con manifestazioni, fiaccolate e quant'altro possa essere utile per ottenere le cure adeguate per i nostri cari.

Il signor Englaro e i Radicali hanno voluto a tutti i costi una legge sul fine vita, scoperchiando il vaso di Pandora che ha spaccato il Paese e lacerato le coscienze.

“Oggi la vita di ciascuno di noi, si trova in imminente pericolo di vita".

Basta con queste torture, questo è vero terrorismo radicale.

Noi non abbiamo voce, perché sempre chi grida il diritto di morire viene ascoltato? Perché noi no? Noi ci sentiamo offesi, da questo individuo, che ci offende tutti, lui è un incivile, non noi.

Bisogna manifestare per la vita, noi ci sentiamo rattristati, per come veniamo trattati, siamo feriti. Noi ci sentiamo morire in silenzio, esiste solo il diritto a morire? E chi vuole vivere? Bisogna reagire alla sfida di Englaro e dei politici che hanno usato e continuano a usare lui e sua figlia. Da Nord a Sud svegliamoci.

Noi abbiamo diritto alla serenità, invece Englaro ci offende continuando a parlare di morte, ci fa star male. Nonostante abbia detto falsamente che dopo la morte della figlia non avrebbe più parlato, appare giornalmente sulle Tv e sui giornali, offendendo ripetutamente e con accanimento radicale tutti gli italiani, definendo noi "incivili".

Noi incivili? Ma dove stiamo arrivando? Noi vogliamo soltanto stare accanto a chi soffre con amore e affetto. Noi vogliamo solo risorse per aiutare i nostri cari. E saremmo degli incivili? Chi è più incivile?

Englaro su tutte le tv per lungo tempo, noi lasciati "morire in silenzio" soli, senza aiuti.

Ora basta! Dobbiamo reagire perché ci sia maggiore responsabilità e giustizia.

Non c'è solo il diritto a morire, non può il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani.

Chiediamo un immediato intervento del Parlamento e chiediamo in particolare al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di intervenire immediatamente per far tacere i media e le tv, che si concentrano ripetutamente e con accanimento mediatico sull'eutanasia, sul testamento biologico e sul fine vita.

Catania - Lecce - Verona  23 Febbraio 2009

Redatto da:

Fam. di Salvatore Crisafulli Fam. di Emanuela Lia Maria Adduci moglie di Bepy

Sottoscritto da

983 famiglie

NB: Chi volesse aderire alla manifestazione e protesta (data ancora da fissare), può inviare una e-mail citando, nome cognome indirizzo n. di Tel; al seguente indirizzo di posta elettronica: esp@salvatorecrisafulli.it

 

Video dell'annuncio del decreto: Salva-ELUANA da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Da Youtube video di Rainews

Video stralcio della conferenza stampa fatta a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi in merito al decreto Salva-Eluana, Berlusconi ampiamente sosteneva le sue ampie perplessità e motivazioni sul caso di Eluana Englaro. Silvio Berlusconi contestualmente citava anche il libro "Con gli occhi sbarrati" la straordinaria storia di Salvatore Crisafulli, consigliando a tutti la lettura di questo straordinario capolavoro.

Ho letto alcune parti di un libro dal titolo Con gli occhi sbarrati di Salvatore Crisafulli, che racconta come muoveva gli occhi e capiva tutto ciò che si muoveva intorno a lui, ma questo movimento degli occhi veniva considerato dai medici un riflesso nervoso», ha aggiunto Berlusconi. «Consiglio la lettura di questo libro a chi avesse dubbi al riguardo» ha sottolineato il premier. Non sappiamo quanto irreversibile sia lo stato vegetativo.

   

Una grande sconfitta fatta all'italiana

CIAO ELUANA

Catania 09 Febbraio 2009

 

Video: Le nostre Eluane d'italia in stato vegetativo

Con questo video siamo in grado di mostrarvi due "Eluane" che da oltre 15 anni si trovano sulle spalle una "sentenza di irreversibilità", ma vengono accudite in casa, con tanto affetto ed immenso amore, scoprirete alla fine che non esiste l'irreversibilità dello stato vegetativo.

 

Comunicazione

Lo scorso 8 Febbraio 2009 durante il programma  "Telecamere" trasmesso da Raitre condotto da Anna La Rosa Pietro Crisafulli è stato pesantemente calunniato in TV  dal Radicale Marco Cappato.

“Pentito”, probabilmente perché dalla situazione iniziale di disperazione e ribellione per l’indifferenza delle istituzioni, lottando ferocemente è poi approdato ad una reazione di cristiana speranza e di estrema dedizione al fratello Salvatore.

“Parassita”, invece suona come un insulto gravemente infamante, perché sottende una precisa accusa di vivere alle spalle del fratello Salvatore e trarre da lui e dalla sua terribile ed estrema inabilità i mezzi della propria sussistenza. Non dimentichiamo che, urlato nel contesto di quella trasmissione in cui si contrapponeva il comportamento della famiglia Crisafulli a quello opposto del papà Englaro spalleggiato dai radicali di cui l’on.le Cappato è esponente di spicco, quell’epiteto è altamente offensivo e sinonimo di cinico sfruttatore della disgrazia del fratello, e verme (il parassita per antonomasia).

Al riguardo Pietro Crisafulli si riserva di incaricare un legale affinché, al fine di tutelare la propria reputazione, valuti se ci sono gli estremi per una querela per diffamazione a mezzo TV contro l’onorevole Cappato. Ma per rendersi conto di quanto sia grave mantenere un deputato del genere, già recidivo di altre offese quando l'11 novembre scorso la famiglia Crisafulli scrisse a Beppino Englaro, chiedendogli di concedere la "grazia" ad Eluana, rispose sempre lo stesso radicale Marco Cappato (basta leggersi la precedente missiva), per rendersi conto, di cosa quest'uomo riesce a fare alla nostra nazione.

Catania 10 Febbraio 2009

 

Risposta al deputato radicale Marco Cappato

(l’uomo che assisti in diretta alla morte di Welby)

Veramente un macabro spettacolo, fatto di sdegno, delusione, vergogna, dolore, fino a farci cadere le braccia. Queste le immediate sensazioni dopo aver letto l'intervento di Marco Cappato, deputato al parlamento europeo per il Partito Radicale. Tutti i componenti della famiglia Crisafulli, compreso ovviamente Salvatore, sono rimasti veramente increduli di come un parlamentare europeo, eletto da tutti gli italiani, per rappresentare la nostra nazione in Europa, abbia perso il senso del rispetto umano.

Nell'intervento  (Dopo Barragan, "la famiglia Crisafulli") addirittura veniamo accusati di "speculare sul dolore altrui", di "falsa comprensione umana", quando da oltre cinque anni ormai viviamo un dolore quotidiano, accudendo giorno dopo giorno il nostro amato Salvatore, rimasto immobile su un letto a causa di un gravissimo incidente stradale.

Da sempre abbiamo cercato di dar voce a Salvatore, ai suoi pensieri, alle sue battaglie per dimostrare la sua coscienza, la sua voglia di vivere.

E le sue urla sono state, da sempre, un esempio e la speranza per molte persone che soffrono ogni giorno, vivendo in condizioni disperate, senza essere ascoltati da nessuno e senza un minimo di assistenza da parte dello Stato.

Caro Deputato, questa è stata da sempre la nostra battaglia, mettendo a repentaglio la nostra stabilità familiare, tutto solo per amore di Salvatore e per le persone che, come lui, non hanno la possibilità di far sentire la propria voce a uno Stato sordo e inerte, davanti a tantissimi casi disperati come il nostro.

Lei ci accusa di fantomatiche ed inesistenti cure all’estero per Eluana, ma sappia caro Cappato che le cure da noi indicate non sono fantomatiche, ma sono del tutto veritiere, noi nella nostra lettera ad Englaro, (sarebbe utile che la leggesse attentamente) abbiamo suggerito il “forse” potranno migliorare la vita della stessa, aggiungendo anche che Salvatore dovrebbe farla, vari bambini ed adulti già la fanno, con esiti di miglioramenti nemmeno previsti.

Per quanto riguarda la vigilanza alla garanzia delle comunicazioni sulle tv ed i media in generale, dovrebbero certamente intervenire, per porre fine al vostro macabro spettacolo teatrale fatto solo di inganni, dando ascolto solo ad un campana, radicali ed associazioni tra loro intrecciate.


Caro deputato, lei non può sapere quali sono i nostri sentimenti, l'amore, il dolore quotidiano che proviamo e la disperazione, che ci portano a dar voce alle parole di Salvatore e a voler combattere perché sia la vita il primo valore assoluto. Perché questi uomini, queste donne, queste migliaia di persone "non sono foglie di insalata", ma provano emozioni, soffrono e gioiscono come noi.

Ma si rende conto il legislatore, sia pure europeo, che se dopodomani la scienza, dovesse trovare il sistema di rimettere in piedi i nostri malati, egli, con le sue convinzioni, avrebbe condannato a morte chi avrebbe potuto vivere ed anche a lungo?

Ma si rende conto il legislatore, sia pure europeo, che non si ha conferma della volontà di Eluana in questo momento di cosa vuole che si faccia della sua vita, trascurando quanto si dice che lei volesse sedici anni addietro? Il cervello di Eluana è stato dichiarato piatto? Se non lo è stato, vuol dire che lei elabora, ragiona, nel suo silenzio mentalmente decide. E se nel suo intimo, oggi e non sedici anni fa, stesse decidendo di vivere, il deputato Cappato farebbe l’assassino come per Ettore Fieramosca? Anche quello era un uomo morto, ma voleva morire in modo naturale non con un colpo di grazia!

La famiglia Crisafulli, con tutta la sua esperienza e con tutta la sua autonomia (ed abbiamo ribadito nella lettera, di non essere legati a partiti di alcun genere, né alla Chiesa, né ad organizzazioni) è sicura, come tante altre famiglie italiane che si trovano nelle stesse condizioni, che Eluana vuole vivere. Lo dice Salvatore, uscito dal coma, lo ha detto e scritto a Welby, che aveva la stessa capacità di comunicare e lo dice ora, quando ascolta le notizie dei media.

Non si può portare avanti il problema dell’eutanasia prospettando agli italiani situazioni dette irreversibili e speculando chiaramente sulle condizioni dei malati.

Lei, che professa la droga libera e l'eutanasia come valori assoluti della sua politica e che offende e insulta chi, come noi, combatte per la vita, per dar voce alla disperazione e una speranza a chi vede solo nella morte la soluzione allo strazio di una gravissima e forse irreversibile disabilità, non può assolutamente rappresentare il nostro paese in Europa.

Non può chiedere voti e consensi a una popolazione di esseri umani che hanno un cuore e sentimenti. Non può vivere da benestante grazie a uno stipendio di migliaia di euro, che noi esseri umani che lei non rispetta, le paghiamo.

Caro Cappato, la vita è il primo valore della nostra società, da qualsiasi visione politica la veda, religiosa o laica. E noi, non interveniamo sulle questioni di Welby o di Eluana per speculare o per creare uno show mediatico, come avete e continuate a fare voi, ma solo per dar voce al nostro Salvatore e all'impegno della nostra famiglia, in modo che lo stato non continui a dimenticarci e che anzi, prima o poi, possa garantire un'assistenza dignitosa a tutti quelli che, come Salvatore, si trovano in queste tragiche condizioni.

E' proprio per questo che noi continuiamo a "urlare" contro a chi invece sceglie la morte come unica soluzione, perché non può un apparato statale lavarsi le mani in modo che la disperazione prenda il sopravvento e "uccida" chi soffre nel suo silenzio, ma capisce e vede tutto ciò che gli gira intorno.

Bisogna dire la verità, e la verità non la può conoscere certamente lei caro Cappato, che non ha vissuto il dramma quotidiano dell’assistenza ad un comatoso.

La può conoscere solo chi, partendo dallo stato di coma, ha visto migliorare il proprio assistito fino a riuscire a farlo scrivere sia pure con gli occhi. Questa è la scienza di oggi e questa è vita!

Quando però, sentiamo parole come le sue, ci cadono le braccia e comprendiamo perché lo Stato non ci ascolta, forse perché deve pagare stipendi a inutili parlamentari come lei.

E si ricordi che tutti noi, viviamo in un inferno micidiale.

Catania 14 Novembre 2008

Fam. Crisafulli

Dichiarazione di Salvatore Crisafulli al deputato Cappato

(uscito da un coma giudicato dai medici permanente)

Mi sembra di potere dire che Lei appartiene alla schiera di coloro, disegnata da Gramsci, che sono “così corrivi e facili nel fare ipotesi insultanti quanto gratuite”. Lei tenta di dividere il mio pensiero da quello della mia famiglia. E’ l’amore della mia famiglia che ha contribuito al mio risveglio. Il suo è anche un tentativo classico degli agitatori: essi si rendono stupidi quanto i loro abituali sodali, i quali per questa via possono credere di essere intelligenti come Lei.

Ed andiamo al sodo: io ho infinitamente più titoli di Lei per valutare, ancorché sia sfornito di mandato parlamentare. E dico allora, che è degradante quello che lei scrive, voi non avete assolutamente rispetto al significato delle nostre vite”. Ormai è tutto “mercato”: la vita e la morte hanno quotazioni che non risentono della crisi dei mutui. Nel caso in cui Lei sia stato bambino avrà udito favole e miti dove la bella addormentata alla fine si è risvegliata da un bacio, da immenso Amore, si legga la favola. Io chiudo invitandola a credere che “I racconti mitici non sono tanto reperti del passato, quanto «lunghe ombre» che il futuro proietta sul nostro presente’’. Si abbia Le sue orride certezze.

Salvatore Crisafulli

Catania, 14 nov 2008

 

Tratto dal sito di Tgcom la lettera di Pietro Crisafulli

"Le bugie del padre Beppino"

In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il "viaggio della morte" di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.

Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione "Porta a Porta". Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente (
la foto in alto a destra lo testimonia, ndr).

Dopo l'appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero.

All'epoca anch'io ero favorevole all'eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.

Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che 'non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire'. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entro' anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l'unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.

In quella circostanza anch'io ero favorevole all'eutanasia e gli risposi che l'unica soluzione poteva essere quella di portarla all'estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.

Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l'aiuto del partito dei Radicali ce l'avrebbe fatta. (...)

Questa è pura verita'. Tutta la verita'. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un'assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.


E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell'epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito internet
www.salvatorecrisafulli.it

Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l'inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza.
Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l'individuo, non per ucciderlo.

Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi"

Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri.

Pietro Crisafulli


Catania, 04 Febbraio 2009

 

Lettera aperta a Beppino Englaro

Carissimo Beppino, ti scrivo pubblicamente a nome di tutta la famiglia Crisafulli. Teniamo a precisarti che non apparteniamo a nessuna associazione (sappiamo che per aiutare fanno poco e niente), non facciamo parte di nessun schieramento politico, e per quanto riguarda la Chiesa, il Vaticano e tutto cio' che gira attorno al mondo cattolico, che parlano tanto, ma non sanno niente delle nostre sofferenze, e per giunta non fanno niente. E' che la nostra pregressa fiducia nella Chiesa in questi anni è volata via, pertanto ti comunichiamo che non siamo influenzati da nessuno, siamo io, noi e solo la nostra famiglia a scriverti.

In extremis ti chiediamo di concedere la grazia ad Eluana: la tua lotta e la tua dolorosa e lunghissima battaglia giudiziaria l'hai già vinta.

Con la presente lettera, ti chiediamo anche un cordiale incontro, nelle modalità e nei tempi, che ritieni opportuni. Sappi che non cambia nulla nella sofferenza e nelle condizioni di Eluana e Salvatore, anzi se consideriamo (e presumiamo) che Eluana non sente nulla, mentre Salvatore è cosciente, potrai sicuramente capire che lui soffra molto più di lei.


Beppino, volevamo anche dirti che (forse) esiste uno spiraglio di luce, nessuno ne parla perche non conviene, esiste una terapia particolare che potrebbe far migliorare la condizione di vita di tua figlia. Salvatore dovrebbe farla.

Ti chiediamo di provare a sottoporre anche Eluana a questa nuova terapia scientifica Americana, (terapia non concessa e non riconosciuta da questo "sordo" stato italiano).

Come ben sai io e tutta la mia famiglia siamo entrati in un tunnel senza apparente uscita. Conosciamo centinaia e centinaia di casi, per essere più precisi quasi un migliaio di motori immobili, (la maggior parte vivono in casa propria), posso confermarti che ci sono persone come Eluana, ed anche molto peggio, (con respiratore Peg e similari), che scientificamente sono stati, e continuano ad essere giudicati dei Vegetali, in pratica delle foglie d'insalata.


La verità invece è, che queste persone capiscono e recepiscono tutto quello che accade loro intorno, ma non riescono in alcun modo a comunicarlo e dimostrarlo, alcuni invece si fanno capire solo con gli occhi.


Partendo proprio da Salvatore, siamo entrati in un argomento che prima non conoscevamo assolutamente. Solo la mia e la nostra forza, il nostro amore, ci ha dato la voglia di informarci e studiare il coma e lo Stato Vegetativo. Abbiamo girato l’italia, e anche paesi d'Europa, per dare un vero aiuto a mio fratello, e alla fine siamo stati premiati dal terribile racconto del nostro amato, e adorato Salvatore.

Salvatore nel suo silenzio sentiva e capiva, ma quello che troviamo significativo è che lui sentiva ed avvertiva anche di avere fame e sete, nonostante si trovasse intubato.


Beppino sappi che la vita è sacra. Ritengo che questo nostro dialogo, debba poter far riflettere e che arrivi anche nelle orecchie dei magistrati della corte di Roma.

Noi abbiamo fatto di tutto, anche l'impossibile per Salvatore, ci conosci, è conosci ampiamente la nostra storia, come ben sai, Salvatore fu ampiamente giudicato dai grandi della medicina, un vegetale, in pratica una pianta d'annaffiare.

Non c'è stato nessun errore medico, (come cercano di farci capire), nessuna diagnosi errata, sono state tante le diagnosi, sulla sua pelle, e sul suo corpo immobile, tutti paroloni. Oggi seppur nella sua gravissima disabilità che lo accompagna in questa lunga ed atroce sofferenza, lui è ritornato in qualche modo alla vita, lui vive per noi, e noi per lui.

Sappiamo di certo che la pensiamo in modo diverso. Ho avuto la fortuna di conoscerti personalmente, sia in vari programmi televisivi, che presso la tua abitazione, dove in quell'occasione sei stato un uomo veramente straordinario, non posso dimenticarmi le passeggiate, la bellezza del lago e del centro storico di Lecco, non posso neanche dimenticare le parole di affetto che hai rivolto a mia madre, poi il nostro allontanamento con idee diverse.

Entrambi abbiamo dovuto lottare, io per il diritto alla cura ed all'assistenza, tu per il diritto e la libertà di morire. Senza offenderti, sappi che non può il diritto a morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani.

Infine ti comunico alcuni dati, che forse ti potranno essere utili, il quasi migliaio di motori immobili che vivono in stato vegetativo prolungato (c'è ne sono tanti anche da oltre 20 anni) e le loro rispettive famiglie, che vivono ed  accudiscono i propri cari in casa propria, il 99,9% si dichiarano completamente contrari all'eutanasia, fatta eccezione di un solo caso che indica come soluzione definitiva la morte, dopo la sua. Precisiamo che la disabile vive da oltre 27 anni in SVP, con il padre oggi 82 anni, e la paura di lasciarla da sola, gli da' sconforto ed angoscia.

Le richieste di morire sono del tutto rare, noi personalmente sappiamo cosa significa essere stanchi disperati e dipendere da un assistenza fiacca e burocratica, e alla fine prevale il desiderio di farla finita.


Mi auguro di sensibilizzarti ed accogliere questo nostro grido di sofferenza, ed umana partecipazione al tuo dolore.
Accogli le nostre richieste, ed incontriamoci.


Fiduciosi al nostro ascolto ed incontro.

 
Catania 11 Novembre 2008


Pietro Crisafulli e famiglia

Eutanasia: 99% italiani (disabili) vuole essere tenuto in vita come Eluana Englaro

il 99 per cento degli italiani che vivono una situazione simile (addirittura anche peggio) a quella di Eluana Englaro, (che vengono nutriti  attraverso un tubo SNG o PEG ed aiutati dal respiratore) vogliono essere tenuti in vita. Leggi tutto>>> 

DIVENTERANNO TUTTI ENGLARO?

Dopo la sentenza della Corte di Appello di Milano e la pilatesca decisione della Suprema Corte di Cassazione, gran parte dei 3.800 casi di coma vegetativo (?) in Italia seguiranno Englaro? Leggi tutto>>> 

il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi risponde pubblicamente a Salvatore Crisafulli

Caro Crisafulli,

ho letto con emozione ed angoscia la sua lettera accorata: emozione per l'esperienza tragica che lei e la sua famiglia avete attraversato e continuate a vivere, ed angoscia per la sua disperazione: non voglio quindi darle risposte di circostanza ma concrete, pubbliche ed immediate, innanzitutto con queste righe.

Lei ha scritto: "Non può il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani". Le sue parole, sono anche le mie. Personalmente, non credo affatto nel "diritto a morire", ma in quello di essere curato e tutelato dallo Stato e dalle sue Istituzioni, diritto che deve valere per tutti i cittadini, in tutte le condizioni e in tutti i momenti della vita. Leggi tutto>>> 


Lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

"Sono stanchissimo di lottare ed optare ancora per la vita"

Carissimo Presidente Berlusconi, scrivo a lei che considero "la mia ultima spiaggia". Sono un uomo che vive da paralizzato, la mia patologia viene definita Sindrome Assimilabile alla Locked.in ovvero "uomo incatenato" o meglio ancora "uomo imprigionato", imprigionato nel mio stesso corpo. Mi sento murato vivo, vivendo in un abisso. Potrà capire le mie angoscianti e terrificanti pene: questa patologia comporta la totale paralisi del mio corpo. A differenza di chi vive in Stato Vegetativo (io lo sono stato), sono riuscito a recuperare la coscienza e a comunicare il mio pensero con il computer grazie a un sofisticato software muovendo lo sguardo, la testa e in particolare gli occhi.

Mi chiamo Salvatore Crisafulli (disabile gravissimo), 43 anni, di Catania, e sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale avvenuto a Catania la mattina dell’11 settembre del 2003. Sono entrato subito in coma e successivamente in stato vegetativo permanente (almeno così sentenziava la scienza medica per due anni). Poi, incredibilmente, nel 2005 riesco a raccontare che dopo circa sette mesi dal trauma (quando per i medici ancora ero in stato vegetativo) ho ripreso coscienza e sentivo e capivo tutto, sentivo ed avvertivo anche di avere fame e sete, ma non riuscivo a dimostrarlo perché non potevo muovermi e i medici erano convinti che fossi un vegetale (in pratica una foglia d'insalata), vivevo nel terrore. Leggi tutto>>> 

Lettera Aperta

Ai Sigg.ri direttori, del Corriere della Sera, del Messaggero, La Repubblica, La Stampa, il Giorno, Avvenire, il Giornale, La Padania, il Mattino, il Foglio, Libero, e alle agenzie di stampa.

"Eluana Englaro non è una foglia d'insalata"

La famiglia Crisafulli si pregia di intervenire nel dibattito sulla vicenda della povera Eluana Englaro, non per giudicare l'operato dello sventurato padre di Eluana, bensì per dare un piccolo (forse grande) contributo da parte di chi ben conosce cosa significhi sentirsi dire che il proprio caro è un "vegetale". 

A noi la speranza non è mai venuta meno e siamo stati premiati dalla confessione del nostro Salvatore, il quale ci ha ripetuto mille volte che, mentre tutti i più grandi luminari d'Europa lo reputavano una "foglia d'insalata", lui si sentiva vivo e partecipe e soffriva terribilmente senza poter comunicare all'esterno la sua atroce ed agonizzante pena. La sua storia è stata trascritta nel libro "Con gli occhi sbarrati" l'airone editrice. Leggi tutto>>> 


La condanna a morte di Eluana Englaro

"Cancella le nostre speranze"

La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi, mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? di cosa si sono accertati? esistono dei parametri! e dei criteri validi per confermarne l'irreversibilità? Assolutamente NO.

Rimango scioccato dal duello che appare solamente tra il Sig Englaro e la Chiesa, e noi protagonisti direttamente coinvolti, nulla di tutto ciò. Leggi tutto>>> 

 

 Notizie - Eventi

RECENTE SCOPERTA SCIENTIFICA AMERICANA 

Determinante è molto interessante è stato il Meeting dello scorso 24 Giugno 2008 eseguito presso la sede generale UNICEF di Roma, (evento organizzato dall'associazione amici del risveglio onlus www.amicidelrisveglio.org), al fine di far conoscere la più recente scoperta scientifica americana in campo di danno cerebrale e del coma, che è stata introdotta nella medicina ufficiale ed internazionale, in particolare sui bambini ma anche per adulti, (Terapia iperbarica, Terapia intensiva, Terapia cranio sacrale ecc. ecc.) Al Convegno erano presenti i proprietari di quattro centri di Terapia intensiva iperbarica (USA), diversi bambini disabili con le loro famiglie, presente anche Pietro Crisafulli, e diverse associazioni. In tale occasione sono state consegnate diverse cartelle cliniche, tra cui anche quella di Salvatore Crisafulli.

Per info: www.amicidelrisveglio.it/fort.html

www.therapies4kids.com

data pubblicazione 30 Giugno 2008

Notizie

"L'ingiustizia è stata fatta"

il caso Centro Studi Neurolesi Bonino Pulejo di Messina

"Dopo oltre 4 anni il GIP di Messina dispone l'archiviazione"

A seguito, della comunicazione del decreto di archiviazione emesso dal GIP del Tribunale di Messina, del procedimento penale, instaurato nei confronti del Centro Studi Neurolesi Bonino Pulejo di Messina... Leggi tutto>>> 

data pubblicazione 17 Giugno 2008

Notizie

IL SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA RISPONDE A NOME DEL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO

Gentile Signor Crisafulli, Le rappresento i sensi della partecipe attenzione del Presidente Giorgio Napolitano per quanto lei torna ad esprimere nella Sua più recente lettera. La più ampia considerazione pubblica delle questioni da lei nuovamente evocate appare certamente necessaria. Il Capo dello Stato non può che riconfermare l'impegno manifestatole nella sua lettera dello scorso 5 aprile, del quale non manca riscontro anche nei diversi interventi volti a sollecitare e sostenere l'azione dei pubblici poteri, nazionali e locali, sia per dare attuazione a quanto già disposto, sia per promuovere gli ulteriori provvedimenti necessari a garantire efficaci cure e sostegno alle persone - e alle loro famiglie - colpite da gravi e prolungate sofferenze, nel pieno rispetto di quanto sancito dall'art. 32 della Costituzione. Nel rinnovare a lei e alla sua famiglia il saluto del Presidente Napolitano, l'occasione mi è grata per associare di cuore il mio personale.

Il Segretario Generale del Presidente della Repubblica

Donato Marra

data di ricevimento e di pubblicazione 04 Giugno 2008

Notizie

Lettera aperta:

 Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Data di Pubblicazione 20 Maggio 2008

Caro Presidente,                                                                   adesso che la Nazione ha un nuovo Parlamento e un nuovo Capo del Governo, voglio rispondere alla Sua lettera ricevuta lo scorso 8 Aprile e da me resa pubblica. Aver ricevuto la Sua lettera mi ha riempito il cuore di felicità.

Premesso ciò, vorrei innanzitutto chiarirle chi sono.

Mi chiamo Salvatore Crisafulli di 43 anni, vittima di uno spaventoso incidente stradale avvenuto a Catania l’11 settembre del 2003, entro in coma, successivamente trapasso lo stato vegetativo permanente (sentenziato dalla scienza medica per due anni), e poi, incredibilmente nel 2005, riesco a raccontare che dopo circa sette mesi dal trauma, (quando ancora ero in coma), mi risveglio ed io sentivo e capivo tutto. La mia storia in pochi secondi fece il giro del mondo. Le ho scritto altre volte senza aver ricevuto risposta. La mia incredibile storia e stata anche trascritta in un libro dal titolo “Con gli occhi sbarrati”.

Oggi vivo da paralizzato, la mia patologia è quella che si chiama sindrome assimilabile alla Loked.in “uomo incatenato” ma con una straordinaria voglia di vivere, che trasmisi anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo “inutilmente” di lottare per la vita.

Per far sentire la nostra voce “silenziosa”, a tutta la classe politica ho bisogno del suo aiuto.

Pertanto vorrei che si aprisse un dibattito sulla nostra condizione e sulla mancata attuazione di varie leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

Caro Presidente noi amiamo la vita! La morte per noi rappresenta un “orrore” e vorremmo vedere garantita la nostra voglia di vivere.

Perché i mass media parlano solo di eutanasia senza andare in fondo al problema? Perché le discussioni si infiammano quando vengono sollevati casi come quello di Piergiorgio Welby? Si deve avere il coraggio di andare oltre le motivazioni secondo le quali ad alcuni di noi conviene fare ricorso alla “dolce morte”. Non può il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani.

Se lo Stato riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni sua fase della malattia e della disabilità ed anche nella fase insostenibile, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia, certo, poi, quando, si arriva alla disperazione, si spegne quella fiamma della speranza, che, non trovando concrete risposte assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di fine vita.

In Italia da anni si discute del testamento biologico, sembra che lo Stato sia orientato al riconoscimento del diritto di morire, anche perché non conviene spendere soldi per uno che si trova in cattive condizioni di salute.

Presidente sa cosa temo? Che non si voglia più prendere cura delle persone deboli. Ecco perché parlo di eutanasia passiva dello stato italiano”. La dolce morte trova spazio dove c’è disperazione, dove c’è un grande senso di abbandono e di sofferenza.

Dove invece, c’è volontà di vivere come in noi, le cose stanno in modo inverso. Senza avere la forza di prendere una penna in mano, ma aiutato e sostenuto dalle mani di altre 90 famiglie che vivono sulla loro pelle questo terremoto capitato (forse non a caso) nella loro vita, divento io il portavoce di questa lotta “silenziosa”. Tutti conoscono il mio caso, da più tempo perché ho la fortuna di poter parlare attraverso un computer, usando la sola cosa che riesco a comandare: “gli occhi”, oltre al movimento del capo.

Al tutt’oggi il nostro problema è ancora privo di attenzione soprattutto nel considerare che le persone nel mio stato col tempo migliorano, (la mia storia ne è la prova tangibile). “Lo stato vegetativo”, è il risultato di raffinate tecniche di rianimazione, che riescono a salvare dalla morte. E’ il limbo, che non è morte nel quale si può vivere se assistiti e uscire se la medicina riuscirà a farci superare le gravissime lesioni cerebrali determinate da vari traumi.

Sig. Presidente oggi tutto grava sulle nostre famiglie, perché non ci sono strutture adatte ad accoglierci ed in particolare non esiste un assistenza domiciliare come in molti paesi europei.

Gli ospedali che ci assistono oggi sono le nostre case con tutti i problemi che la situazione comporta dalla spesa all’impegno. Oltretutto, con l’autonomia regionale esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia ci sono persone che nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi) niente, in Sicilia in Puglia manca tutto.

La Regione Sicilia, per esempio, con “Statuto speciale” non recepisce una legge nazionale come la 162/98 (“vita indipendente”). Altro che vita indipendente, da anni dicono che mancano i fondi e pertanto non si può usufruire nemmeno dei benefici della legge 328/00.

La nostra condizione sembrava non interessare a nessuno fino a che non succedesse l’orrore e lo scempio di Terri Schiavo.

Ecco perché ci siamo esposti, questo nostro dramma non può più essere sottaciuto! Ora non ce la facciamo più.

E allora, perché Sig. Presidente parlare sempre di eutanasia?

Non capisco perché prima ci salvano e poi ci uccidono! Ed allora perché non chiudere i reparti di rianimazione se il problema e così insormontabile?

Nel nostro caso è più difficile vivere che morire e la condizione mia e di queste persone né è prova di fatto.

Anche le affermazioni del Papa in difesa dello stato vegetativo, rimangono vuote se le istituzioni non cominciano a fare una seria politica per la vita, se non si applicano quelle leggi che sono rimaste solamente sulla carta.

Finche c’è vita nel corpo di una persona non si può dire che non ci sia nulla da fare: bisogna solo trovare la strada giusta da percorrere!

Solo il suo intervento potrà evitare richieste di eutanasia.

Tengo a precisare, caro Presidente, che ogni caso è unico a se stesso e non esiste analogia. Ci sono persone come me che sono “uscite dal tunnel” del coma altre che hanno gli occhi aperti, sono capaci di seguire e talvolta possono abbozzare dei sorrisi o delle smorfie, o anche monosillabi, ma, se lasciate sole, queste persone non collaborano, non seguono, non migliorano.

Il vero dramma non è il cosiddetto “stato vegetativo” ma quello che ne consegue: l’abbandono, l’indifferenza delle istituzioni e della medicina.

E poi vi è la nostra stanchezza, di non riuscire a farsi sentire dopo anni passati in queste condizioni, che mette a dura prova sia noi che i nostri familiari, i quali alla fine, finiscono con l’ammalarsi anche loro.

E’ allora che fare? Bisogna realmente chiedere l’eutanasia?

Io e queste 90 famiglie pensiamo di no. Occorre prenderci in considerazione, non trattarci come malati terminali, ma assisterci adeguatamente, molti di noi sono giovani. Ci vuole una nuova coscienza civile di questo gravissimo problema lungamente messo da parte, perché a tutti potrebbe capitare il nostro stesso inconveniente. Caro Presidente ci affidiamo alla sua parola, ringrazio per l’attenzione e la disponibilità.

19 Maggio 2008

Salvatore Crisafulli +90

con me sottoscrivono:

Mamma di Carmela Galeota (Ginosa Ta) Famiglia di Emanuela Lia (Tricase Le) Famiglia di Carmelo Spataro (Castelfiorentino Fi) padre di Cristina Magrini (Sarzana SP) famiglia di italo Triestino (Fiesco CR) famiglia di Lioce Vita (Ginosa TA) famiglia di Marcello Crisafulli (Monsummano Terme PT) Associazione uniti per i risvegli (Bari) Familiari di Nd (BARI) famiglia di Leonardo Colella (BARI) familiari di Angela Giovannelli (BARI) familiari di Angelo Cervo (Erchie) familiari di Antonio Petrosino (BARI) Pino Fraccalvieri (Puglia) Giovanni Martinello (BG) Antonio Daloiso (FG) Vincenzo Marziano (Calabria) Alfredo Ferrante (Roma) Fargnoli Ginevra (Caserta) Santoro Pasquale (BR) Maria Sapienza (Calabria) Sebastiani Alessio (Roma) Maria Calabrese (Napoli) Toscano Alberto (RC) Lazzari Pietro (SA) Michele Carnevale (SS) Marco Dito, (SR) Pezzino Nicola, (PA) Palmieri Salvatore, (FI) Gallesi Fabrizio, (TA) Giugliacci Morena, (PZ) Ciamarone Rita, (PS) Roberta Rossi, (RC) Roberto Cherubini, (LE) Palmucci Lorenzo, (BR) Bertoni Oreste, (NA) Barbati Ilaria, (CA) ND minore di (CA) La Manna Susy. (RM) Ornella Valenti (TP) Irene Trovato (CT) Francesco Spoto (Gravina di CT) Manuele Diolosà (NA) N.D. minore di (CT) Grilli Alberto (PT) Lombardi Marco (LE) Putignani Leonardo (RC) Tredici Giuseppe (CS) Gambino Carmelo (RG) Lo Bue Ernesto (RM) Farina Barbara (MT) Coletta Pasquale (CZ) Santini Tamara (CL) Lepori Gaspare (NA) Giliberto Mario (SR) Rocca Davide (RM) Cucinella Giorgio (PA) Manzo Angela (NA) Schifano Alessio (SA) Leonardi Paolo (AN) Angelini Pamela (LU) Quadrone Mario (RC) Ursone Angelo (MT) Monsù Vincenzo (PA) Marzucchi Ottavio (LE) Di Bennardi Francesco (CT) Ruggero Santa (NA) Spataforo Concetto (SR) Battifoglia Riccardo (LE) Leogrande Marcella (AN) Gasperini Nicolas (FI) Miccoli Nora (VT) Lampone Carlo (PE) Santangelo Lina (ME) Spinella Francesca (CT) Garozzo Antonino (CT) Miceli Alessandro (CZ) Scopellitti Maria (TA) La Bruna Giovanna (PA) Leone Alessio (CS) Lo Presti Giacomo (CT) Giovannardi Marcella (Puglia) Ferraro Antonio (Moiano BN) Massimiliano Ferrauto (Tortona AL).

data pubblicazione 20 Maggio 2008 ore 09:00

Notizie

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO RISPONDE A SALVATORE CRISAFULLI

Gentile Signor Crisafulli la ringrazio per avermi reso partecipe della decisione di accogliere l'appello rivoltole dal ministro Livia Turco e di interrompere "l'astensione di assumere qualsiasi tipo di alimento". E sono lieto che abbia chiesto a quanti con lei hanno condiviso quella forma estrema di "protesta" di seguirla anche in questa responsabile scelta.

Leggo che l'ha fatto confidando nella mia personale attenzione "ai fatti della vita", e vorrei confermarle l'impegno, già affermato lo scorso dicembre in occasione della Giornata europea delle persone con disabilità, affinchè le istituzioni facciano fronte alla "grande questione di umanità e civiltà" costituita da tutte le "barriere materiali e immateriali".

Avverto nella sua lettera gli stessi sentimenti di dolore che mi avevano indotto, all'indomani dell'appello rivoltomi da Pier Giorgio Welby, a raccogliere quel messaggio di tragica sofferenza, con umana partecipazione e assoluta considerazione per tutte le opinioni relative a vicende che mettono in discussione la dignità e il valore della vita umana.

Così come ho inteso, allora, sollecitare un confronto sensibile e un chiarimento responsabile su quella questione eticamente delicata, tengo ora a richiamare l'attenzione sui bisogno di maggiore intensità di cura e di assistenza delle persone che lottano per la vita (" e non -come lei scrive - per una vita 'vegetale' ") contro il male.

Anche con percorsi assistenziali personali, che siano adeguati e rispettosi della qualità della vita nelle particolari condizioni imposte dal decorso della malattia. Per i quali è necessario - a seguito della riforma del tìtolo V della Costituzione - l'attivo concorso dei diversi soggetti responsabili: dal governo centrale, cui spetta garantire la effettiva tutela del diritto alla salute in tutto il paese, alle Regioni e gli Enti locali che debbono assicurare i livelli essenziali di assistenza con standard di qualità uniformi nel Paese.

E', quindi, giusto che le forze politiche si mostrino consapevoli della responsabilità dì dare piena attuazione ad un principio fondamentale della convivenza civile, quale è il diritto alla salute e a condizioni di vita dignitosa. E mi auguro che, pur nell'ambito di quanto prescritto dall'art 1 del D.L. 3.1.2006, n. l ("Gli elettori affetti da gravi infermità, tali da impedirne l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano, che sì trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali sono ammessi al voto nella predetta dimora"),

Voi stessi possiate esercitare - e così esserne partecipi - questo essenziale diritto di cittadinanza.

Con Viva Cordialità Giorgio Napolitano

Roma 5 Aprile 2008

data Pubblicazione 08 Aprile 2008

Notizie

 Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Caro Presidente,
la richiesta avanzata dal Ministro Livia Turco ma anche dal dott. Guizzetti, dalla dott.ssa Matilde Leonardi, dalle Associazioni di Volontariato e da numerosi cittadini che mi hanno scritto, mi ha portato a chiedere anche agli altri amici che con me avevano condiviso la protesta a revocare l’astensione dall’assumere qualsiasi tipo di alimenti.

Devo precisarle che la mia, come quella degli altri soggetti nella mia condizione non è la volontà di morire ma di vivere.

Di vivere come meglio si può, anche nella condizione in cui siamo. Avrà saputo, a suo tempo, che, in costanza della richiesta di eutanasia di Piergiorgio Welby, gli scrissi una lettera invitandolo a continuare a vivere e non a chiedere di morire.


Oggi, Presidente, ho cambiato idea. Piergiorgio Welby aveva ragione, me ne rendo conto, nell’accorato appello che fece per una vita possibile. Un appello, però, per la vita, non per una vita “vegetale”, come molti dicono.

Noi non siamo dei “vegetali” siamo delle persone che, sia pure nello stato di incomunicabilità, in cui siamo, comprendono tutto, elaborano, ascoltano, discernono.

Non siamo delle piante prive per sempre della parola, della comunicativa, della ragione. Abbiamo la capacità di seguire ogni cosa della vita, capiamo ma non comunichiamo, siamo vigili e tentiamo di uscire dallo stato in cui ci troviamo.


E’ per questo che ci rendiamo conto di quanta sofferenza creiamo a chi ci assiste in stato di precarietà. E’ per questo che ho fatto sapere alle persone che con me comunicano ogni giorno che forse era necessario iniziare una protesta per richiamare l’attenzione sulle nostre necessità.


Piergiorgio Welby aveva ragione quando si chiedeva, se era vita quella che conduceva, chiuso nel suo isolamento. Anche noi siamo per la vita e non per la morte.

Ma una vita naturale non artificiale, una vita che consenta di sentirci persone non di peso agli altri o almeno non in modo scomodo.


Sento molte volte parlare i miei della preoccupante situazione mia e di altri malati come me, delle difficoltà che devono superare per noi, della loro mancanza di libertà per accudirci, della situazione che ci sarà dopo la loro morte e mi chiedo perché vivere ancora per dare ulteriore sofferenza agli altri? Che vita è questa? E non solo per noi! Che male hanno commesso gli altri, costretti a sacrificarsi per continuare a farci vivere con la speranza di tornare ad essere gli esseri di prima?

Noi speriamo di poter riprendere le nostre attività, lo sogniamo ogni giorno ed ogni giorno speriamo di poter superare lo stato di difficoltà in cui ci troviamo. Vi sarà un futuro per noi? Non lo sappiamo. Intanto, speriamo nelle nuove ricerche, nella scienza, nella nostra stessa capacità di farcela.


Voglio lanciare una provocazione: se la nostra situazione è di peso alla collettività, disponga la chiusura dei reparti di rianimazione, così il problema è risolto! Molte volte, però, mi soffermo sulla vita che conduce mia madre, i miei fratelli, la mamma di Galeota, che a 63 anni deve provvedere alle necessità della figlia. Allora entra in me lo sconforto, la convinzione di non farcela, la certezza della inutile attesa.


Ho sospeso la protesta sicuro che lo Stato, come affermato dai suoi rappresentanti, voglia fare questo passo di attenzione nei confronti delle nostre necessità, sicuro che le promesse di questi giorni non siano quelle di “Pulcinella”.


Noi non voteremo perché non siamo in condizioni di farlo e, quindi, speriamo che le promesse di questi giorni siano dettate dalla presa di coscienza della nostra situazione e dalla volontà di riuscire a risolvere i nostri problemi.


Io e gli altri, Sig. Presidente, confidiamo in Lei perché sappiamo che è persona attenta ai fatti della vita, che guarda con attenzione le necessità dei più deboli, che ha riguardo per chi si batte per continuare a vivere ed è convinto che la vita, se vissuta adeguatamente, è migliore della morte.


Per questo abbiamo sospeso la protesta, sicuri che almeno la Sua parola non verrà meno.


Un grazie ed un saluto da parte mia e di tutti gli altri.

29 Marzo 2008

Salvatore Crisafulli + 39

Cristina Magrini, Italo Triestino, Lioce Vita Antonio, Carmelo Spataro, Emanuela Lia, Carmela Galeota, Marcello Crisafulli, Associazione uniti per i risvegli di Bari, Leonardo Colella, Angela Giovannelli, Angelo Cervo, Antonio Petrosino, Pino Fraccalvieri, Giovanni Martinello, Antonio Daloiso, Vincenzo Marziano, Alfredo Ferrante, Fargnoli Ginevrra, Santoro Pasquale, Maria Sapienza, Sebastiani Alessio, Maria Calabrese, Toscano Alberto, Lazzari Pietro, Michele Carnevale, Marco Dito, Pezzino Nicola, Palmieri Salvatore, Gallesi Fabrizio, Giugliacci Morena, Ciamarone Rita, Roberta Rossi, Roberto Cherubini, Palmucci Lorenzo, Bertoni Oreste, Barbati Ilaria, ND e La Manna Susy.

Notizie

           Comunicato Stampa Ufficiale        


L’intervento del Ministro della Salute Livia Turco (lettera ricevuta oggi), nonché del Dr Guizzetti, e della Dott.ssa Matilde Leonardi, ma anche di organizzazioni del volontariato e di semplici cittadini hanno determinato la decisione di SALVATORE CRISAFULLI di non proseguire lo sciopero della fame e di continuare a lottare per la vita.

Attraverso il canale informatico, unica possibilità che egli ha per comunicare con gli altri, ha finalmente fatto sapere ai famigliari ed a chi lo stava seguendo nella astensione che occorre riprendere l’impegno di vivere in attesa di ottenere risultati soddisfacenti dalla scienza che, attraverso l’impiego delle cellule staminali, prima o poi riuscirà a far uscire dallo Stato Vegetativo quanti come lui sono costretti a vivere in solitudine e in apparente vegetazione.

Le promesse di un maggiore impegno sulle necessità assistenziali, fisioterapiche, farmaceutiche e sanitarie in genere da parte dei responsabili politici nazionali, che si sono impegnati di incidere notevolmente sulle decisioni delle singole Regioni in favore dei soggetti in coma vigile, sono state determinanti per la decisione adottata da Salvatore e dagli altri soggetti che lo stavano seguendo nella scelta dell’astinenza alimentare.

Le rispettive famiglie sono entusiaste che finalmente si sia posto fine ad una situazione che stava diventando drammatica ed irreversibile e sono fiduciose che l’attenzione dei politici, dei media e delle associazioni, con la sicura guida del Capo dello Stato, determineranno una situazione diversa dal passato e consentiranno un impegno soggettivo di ciascun malato a sperare in un ritorno alla vita fisicamente normale o quasi, nella prospettiva che finalmente lo stato prenda coscienza della loro situazione e stabilisca una volta per tutte che il trattamento praticato ai soggetti nel particolare stato di coma vigile non sia guardato in termini economici ma in termini umanitari.

Sento anche il dovere di ringraziare sentitamente la Sig.ra Maria Adduci Bari, e Olimpia Tarzia.

Comunicato raccolto e trascritto dalla famiglia di Salvatore.

26 Marzo ore 23:30

 

La lettera del Ministro Livia Turco a Salvatore

Gentile Signor Crisafulli, le scrivo per chiederle di interrompere lo sciopero della fame che ha deciso di intraprendere per rivendicare il diritto ad una assistenza più adeguata, che tenga conto delle sue necessità e di quelle dei suoi familiari. Innanzitutto perché da Ministro della Salute, ma prima ancora da cittadina di questa Repubblica, non mi rassegno alla idea che per godere di un diritto riconosciuto dalla nostra Carta Costituzionale si debba essere costretti a ricorrere a forme di lotta così estreme. In secondo luogo per testimoniarle concretamente che non è, e non deve sentirsi solo, né tanto meno abbandonato. Assumo personalmente l’impegno a fare in modo, per quanto è nelle mie possibilità, che le sue necessità siano pienamente riconosciute e soddisfatte in maniera adeguata. A tal fine Stefano Inglese, mio consigliere per le problematiche delle disabilità, è in contatto con la sua famiglia e con la Direzione Generale della sua Asl, che ha avviato una verifica del programma assistenziale che la riguarda.
So quanto sia dura la sua vita e quella di quanti, come Lei, fanno i conti con disabilità particolarmente gravi. E non mi sfugge che ancora oggi, nonostante l’impegno meritorio di tanti, in molte parti del Paese si finisce per scaricare sulle famiglie carichi e oneri eccessivi, che si rivelano, presto o tardi, insostenibili.
Nei venti mesi nei quali ho avuto la responsabilità del Ministero della Salute ho cercato di mettere in campo una serie di misure e provvedimenti che ritengo utili e necessari proprio per migliorare la qualità della assistenza in situazioni come
la sua.  Abbiamo fissato criteri più rigidi e vincolanti per la qualità della assistenza a domicilio, all’interno delle strutture per lungodegenti e negli hospice. Abbiamo dettagliato di più e meglio quanto deve essere garantito per assicurare una assistenza di qualità e in linea con i bisogni. Abbiamo rinnovato l’elenco dei presidi e degli ausili garantiti dal Servizio sanitario nazionale, introducendo anche quei comunicatori grazie ai quali lei stesso riesce a comunicare con l’esterno e a vincere l’isolamento al quale, altrimenti, le sue condizioni di salute la costringerebbero. Abbiamo semplificato le norme sulla invalidità, evitando visite e controlli inutili per conservare la titolarità ai diritti acquisiti.
Sappiamo che serve di più, molto di più, e che tanto di quanto già le norme prevedono non sempre viene applicato e rispettato. Ma la prego di non considerare ciò motivo sufficiente a rinunciare a quell’attaccamento alla
  vita che abbiamo potuto apprezzare tutti, qualche mese fa, nel suo appello a Pier Giorgio Welby. Non cambi opinione adesso. Abbiamo bisogno, tutti noi, della testimonianza e dell’impegno di persone come lei. Non solo per garantire una consapevolezza più estesa e diffusa della necessità di fare un salto di qualità nella attenzione per la qualità della vita, garantendo più efficienza ed eguaglianza di fronte alla malattia, alla sofferenza, alla morte. Ma anche per testimoniare quanto la vita meriti di essere vissuta e spesa fino in fondo, sempre e comunque. La battaglia che lei sta conducendo, le questioni che sta sollevando insieme a molti altri malati che ho conosciuto e seguito nel corso di questa esperienza di governo, stanno via via imponendo alla attenzione di una opinione pubblica sempre più ampia, e alla politica, temi e questioni che, altrimenti, sarebbero rimasti confinati tra addetti ai lavori, familiari, organizzazioni di pazienti. E stanno chiedendo a tutti noi di fare tutto ciò che ci compete, ed è nelle nostre possibilità, per impedire  che una disabilità grave si trasformi, di fatto, in un impoverimento della dotazione di diritti della persona. Non è poco, non è davvero poco!
La sua vita è preziosa per lei stesso, per la sua famiglia, per tutti noi, non lo dimentichi.

Con affetto sincero

Livia Turco
Ministro della Salute

Roma, 26 marzo 2008

 

"Lo Stato non ha pietà di nessuno"

L'urlo silenzioso e straziante di Salvatore Crisafulli, il primo della lista dei partecipanti alla protesta, che perdura da oltre due settimane, che lo portò anche ad opporsi a Piergiorgio Welby non c'è la fà piu', si è spenta la sua grande voglia di vivere. "Lo Stato non ha pietà di nessuno". 24 Marzo 2008

 

COMUNICATO STAMPA del 15/3/2008

(nuovi entrati Aggiornato al 23 Marzo)

 LETTERA APERTA: n° 2

A TUTTI GLI ORGANI ISTITUZIONALI CHE GOVERNANO L’ITALIA, A TUTTE LE FORZE POLITICHE, A TUTTE LE AGENZIE DI STAMPA E TV PUBBLICHE.

CONTINUA LA  PROTESTA AD OLTRANZA DEI DISABILI GRAVISSIMI CHE DI GIORNO IN GIORNO CRESCE DI NUMERO. (28)

Clicca qui per leggere i partecipanti ed i nuovi entrati con le loro storie.

CONTRO L'EUTANASIA "PASSIVA" DELLO STATO ITALIANO”

“Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua”. (stralcio-risposta di Piergiorgio Welby a Salvatore Crisafulli).

"L'assistenza ai disabili deve essere un punto prioritario del programma elettorale"

"Protesteremo ad oltranza ed informeremo la magistratura se non si comincerà a fare una seria politica sociale per le persone vittime di incidenti e vittime dell’indifferenza della politica e dei giornalisti”.

CEREBROLESIONI E STATO VEGETATIVO:
  "UNA EPIDEMIA SILENZIOSA
"

Con questo nuovo comunicato, le famiglie chiedono ai giornali e a tutte le forze politiche di intervenire immediatamente, se veramente esiste il diritto alla vita e la sua dignità, assicurando tempestivamente prima della formazione del nuovo Governo l’assistenza dignitosa dei loro assistiti come prevedono le leggi.

Chiedono, inoltre di prendere in considerazione le implicazioni psico-sociali del grave trauma cranico e di tutte quelli stadi che portano al cosiddetto “Stato Vegetativo” che tuttora viene poco studiato e preso in considerazione, considerato che –negli ultimi 15 anni- è diventata una vera e propria EMERGENZA SOCIALE che non si può più ignorare, vista la crescita esponenziale delle persone che rimangono in bilico, tra una vita che non è più “vita” ed una morte che naturalmente non viene..

Le famiglie: Non ce la facciamo più a sentirsi abbandonate dallo Stato. A sentirsi sole, indifese e senza la possibilità di far comprendere la loro sofferenza.

Così in VENTOTTO: Salvatore Crisafulli, Cristina Magrini, Italo Triestino, Carmelo Spataro, Emanuela Lia, Carmela Galeota, Marcello Crisafulli, ND, Leonardo Colella, ND, Angela Giovannelli, Angelo Cervo, Associazione Uniti per i risvegli di Bari, Antonio Petrosino, Pino Fraccalvieri, Giovanni Martinello, Antonio Daloiso, Vincenzo Marziano, Alfredo Ferrante, Lioce Vita Antonio, Fargnoli Ginevra, Santoro Pasquale, Maria Sapienza, Sebastiani Alessio, Maria Calabrese, Toscano Alberto, e Lazzari Pietro che vogliono rappresentare la volontà di tanti altri disabili italiani, hanno, deciso direttamente o tramite le loro famiglie di sensibilizzare lo Stato italiano perchè assicuri un'assistenza sanitaria adeguata come prevede l’art 32 della costituzione della Repubblica italiana “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti… La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” e come prevede anche l’art 38 della costituzione “Ogni cittadino inabile…. per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale” come prevede la legge 162 del 1998, e L. 328/00 e DDL 130/00. questi disabili vivono in una perenne angoscia e le loro famiglie non sanno come risolvere i problemi di gestione che lo Stato ignora o disattende.

Salvatore Crisafulli, 43 anni, vive a Catania, inchiodato al letto in condizioni di minima responsività, in quella che si chiama sindrome di Locked in, dopo che si è risvegliato miracolosamente da uno “Stato Vegetativo Permanente”  dopo due anni in seguito a una incidente stradale che risale all'11 settembre 2003. La cui storia viene riportata nel libro “Con gli occhi sbarrati” Un caso ormai noto in tutto il mondo definito come Terri Schiavo, circostanza questa confermata durante un incontro con il fratello Bobby Schindler lo scorso 27 Febbraio.

Oggi Salvatore, che solo grazie a un sofisticato software comunica muovendo la testa e gli occhi, mantiene contatti in internet, attraverso le nuove tecnologie e i nuovi sistemi di comunicazione (blog, myspace), è un grande esempio di chi combatte contro l'eutanasia, per la sua straordinaria voglia di vivere, di continuare a sperare, anche grazie all'impegno di tutta la sua famiglia.

Citiamo il suo accorato appello a Piergiorgio Welby, “ti supplico non chiedere la morte, ma combatti per la vita”.

Sicuramente oggi farà clamore la scelta di Salvatore, ma nonostante la precedente lettera aperta ed il totale silenzio da parte di tutte le istituzioni, ritornano in mente le parole che Welby disse a Salvatore:

“Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua”. Sante parole…

Salvatore si è sempre dimostrato sensibile anche alle storie e al dolore di altre persone che, come lui, si trovano in condizioni fisiche terribili. E venendo a conoscenza di tantissimi casi che pervengono anche sul nostro sito internet www.salvatorecrisafulli.it ha voluto anche lui affiancarli in questa battaglia chiedendo, a noi familiari di "non essere alimentato per alcuni giorni e non essere sottoposto alle terapie, anche sapendo che questo gli porterà gravi conseguenze di salute o addirittura a rischiare di morire". "Questo - ci ha comunicato Salvatore - non vuol dire che voglio morire, ma credo che è giusta la protesta di tutti noi disabili abbandonati dallo “STATO ITALIANO”  e dal “TOTALE SILENZIO” alla quale mi affianco in questa battaglia, iniziando da oggi uno sciopero della fame, pur sapendo di rischiare di morire.  

E' necessario che al disabile grave gli venga assicurata un'assistenza sanitaria come prevede la costituzione italiana, art 32, ed art 38 nei casi previsti dalla legge 162/98, “ VITA INDIPENDENTE” Cosa che manca a tutti noi.  Ma in Italia si hanno le prove, la Sanità non prevede questo tipo di appoggio alle famiglie, che sono tantissime e che vivono queste terribili situazioni. Anzi, molto spesso le famiglie vengono abbandonate, come era accaduto a Salvatore, e per questo motivo molti chiedono l'eutanasia più per togliersi un peso che per altro.

Da oltre tre mesi i fisioterapisti si sono “volatizzati”. La nostra famiglia siamo i suoi fedeli terapisti.

E' gravissimo questo anche in virtù di quello che sottolinea ogni volta il Papa, cioè che lo stato di coma e lo Stato Vegetativo è comunque vita, come dimostrato anche con la storia di Salvatore.

"I politici oggi iniziano la campagna elettorale per le prossime elezioni, ma parlano di tutto meno che di questo gravissimo problema della nostra società. ”I politici dovrebbero mettersi nei panni di TUTTI questi gravi e gravissimi disabili, parlano TANTO di famiglia di diritto alla vita di dignità e di embrioni, ma purtroppo sono solo parole, poi quando si tratta di dimostrare per davvero l’amore per il prossimo sono tutti egoisti."

Cosa fare con i disabili gravi? La nostra richiesta è: “L’assistenza Sanitaria negata da svariati anni” Come prevedono gli Art. 32 e 38 della costituzione della Repubblica, affiancata alle leggi 162/98, 328/00 insieme al DDL 130/00.

Chiediamo anche che sui vostri programmi, la legge per i disabili venga inserita come priorità assoluta, perché la situazione ormai è veramente all'estremo, molte persone vivono in condizioni disperate e di casi ne conosciamo tantissimi, ed alcuni verranno qui riportati, crescendo notevolmente di giorno in giorno.

Chiediamo a tutti i disabili e le loro famiglie, ed anche alle associazioni di sostenerci organizzandoci e manifestando quanto prima, cliccando qui Chiedendo a tutti i politici in giacca e cravatta di fare un giro nelle nostre case, perche non ci venite a trovare?

Walter Veltroni lo inviterei subito a casa mia a mangiare, cosi personalmente capirebbe la gravità della situazione.

Caro Walter Veltroni SI PUO’ FARE?

Caro Silvio Berlusconi ITALIA RIALZATI? Vi aspettiamo......

Mica siamo obbligati con forza ad accudire ed  alimentari i nostri congiunti.

"in linea di massima sono contrario all'eutanasia" - ma.... prima che mia figlia rimanga sola, quando io non ci sarò più, e se le cose rimarranno così...sono favorevole al testamento biologico per farla morire - (padre di Cristina da 27 anni in SVP)

Ci aspettiamo risposte immediate dai politici italiani.


A tutt’oggi nulla si è verificato per far riconoscere i diritti come prevede la costituzione art. 32 e 38, ed applicare le leggi 162/98, la 328/00 e il ddl 130/00.

Ecco alcuni disabili gravi e le loro famiglie che concorrono a questa nostra angosciosa e dolorosa scelta. Clicca qui per leggere tutti i partecipanti e le loro angoscianti storie....

Comunicato raccolto e trascritto dalla famiglia di Salvatore Crisafulli.


Per info: www.salvatorecrisafulli.it 392-4802536

mail info@salvatorecrisafulli.it

15 Marzo 2008 ore 16:40 (nuovi entrati Aggiornato al 23 Marzo)

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro Pietro, ci conosciamo da tempo e sai quanto bene vogliamo a Salvatore e a tutta la vostra straordinaria famiglia. Ma poiché il vostro appello è istituzionale, voglio risponderti formalmente e pubblicamente.

Sono d’accordo con voi quando dite che ciò che più è vergognoso e devastante in Italia è l’abbandono terapeutico sofferto da tante famiglie che hanno con se un familiare disabile gravissimo o in fase terminale. E hai potuto constatare che le mie non sono pure affermazioni di principio.

Purtroppo parte del mondo politico non ha capito che è proprio disinteressandosi  delle reali difficoltà delle fasce più deboli - a causa di  motivi economici o sociali o di salute – che ha, nel tempo, generato un disinteresse della gente verso una politica che non è in grado più di dare risposte, troppo presa da dinamiche tutte interne ai Palazzi, che rischiano di renderla autoreferenziale.

Tu vuoi risposte concrete, vuoi, giustamente che questo tema sia messo nei programmi delle forze politiche. E a questa richiesta voglio risponderti subito.

La lista per la Vita, promossa, come sai da Giuliano Ferrara,  riporta chiaramente nel suo programma tali istanze.

E mi sembra importante dirti che IL PROGRAMMA E’ STATO PRESENTATO SABATO 8 MARZO u.s. . Questo a dimostrarti che erano già ben presenti nei nostri pensieri, prima d’oggi, le gravi difficoltà vissute dalla tua famiglia e da migliaia di altre famiglie.

Ti allego il programma per poterne prendere atto. (Al punto: “Triplicare i fondi…”)

Ciò detto, Pietro, ti prego di far desistere Salvatore, Gabriella, Carmelo, Emanuela e Carmela e tutti gli altri che si uniscono a voi, da un atto così estremo come lo sciopero della fame e il rifiuto delle cure: non aggiungete sofferenza a sofferenza! Mi auguro che al vostro appello disperato rispondano in molti e, soprattutto, coloro che da aprile governeranno il nostro Paese.

Per quanto mi riguarda, vi sarò sempre vicina nella vostra battaglia che è ormai anche la mia, sia se continuerò ad impegnarmi nella società civile, sia se sarò chiamata a farlo nel Parlamento.

Vi abbraccio tutti

Olimpia Tarzia

 

COMUNICATO STAMPA 1

 LETTERA APERTA: 1

AL PONTEFICE PAPA BENEDETTO XVI, AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO, AL PRESIDENTE DEL PDL, SILVIO BERLUSCONI, AL PRESIDENTE DEL PD WALTER VELTRONI, AL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO, AL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’ BARBARA POLLASTRINI, AL MINISTRO DELLA FAMIGLIA ROSI BINDI, AL MINISTRO DELLE POLITICHE SOCIALI PAOLO FERRERO, AL VICE MINISTRO DELLA FAMIGLIA PAOLO COLAIANNI, A TUTTI I PRESIDENTI DELLE REGIONI ITALIANE, A TUTTE LE  FORZE POLITICHE, A TUTTE LE AGENZIE DI STAMPA, A TV PUBBLICHE ED INFINE AL MONDO WEB.

 SCIOPERO DELLA FAME PER CINQUE DISABILI GRAVISSIMI

CONTRO L'EUTANASIA "PASSIVA" DELLO STATO ITALIANO


"L'assistenza ai disabili deve essere un punto prioritario del programma elettorale" Leggi tutto...

11 Marzo 2008 ore 13:50

 
L'incontro famiglia di Terri Schiavo e di Salvatore Crisafulli.

Su Youtube è stato inserito il video dell'incontro, avvenuto il 27/02/2008, tra Bobby Schindler, fratello di Terri Schiavo e i familiari di Salvatore Crisafulli. Nell'occasione Bobby ha consegnato il libro della storia di Terri, in cambio i familiari di Salvatore hanno consegnato una targa per l'impegno in difesa della vita.

Questo è il video dell'incontro




Notizie - Eventi

Lo scorso 27 Febbraio presso l'hotel Massimo D'Azeglio di Roma si è svolto il Convegno "Ai confini della vita: il ruolo della famiglia" promosso dal Movimento per la vita e Scienza e vita Romano. Non eravamo soli a ribadire l'importanza di aiuti alle famiglie, ma anche il nostro no all'eutanasia. Ospite d'eccezione Bobby Schindler, fratello di Terri Schiavo la giovane donna americana in Stato Vegetativo da anni, morta perché un giudice aveva ordinato di staccare il tubo. Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore. Sono intervenuti anche  l'On. Domenico Di Virgilio, Avv. Francesco Napolitano, ed altri familiari di Pz in Stato Vegetativo o similari. Era presente anche il giornalista l'amico Andrea Spadoni che seguì con trepidazione il caso di Salvatore.

Per visualizzare il video del Congresso clicca qui

03/03/2008

 

Eventi

 “Ai confini della vita: il ruolo della famiglia”

interverranno: Bobby Schindler - Pietro Crisafulli

Mercoledì 27 febbraio 2008 presso l’Hotel Massimo D’Azeglio, in Via Cavour 18, Roma. Si terrà un Convegno "Ai confini della vita: il ruolo della famiglia.

Non saremo soli: a ribadire l’importanza di aiuti statali alle famiglie come la nostra, ma anche il nostro no all’eutanasia, ci sarà anche Bobby Schindler, il fratello di Terri Schiavo (la giovane donna in stato vegetativo permanente morta perché un giudice americano ha ordinato che le staccassero la spina), venuto appositamente dagli Stati Uniti per conoscerci (in particolare a Salvatore). In occasione del convegno, la famiglia Crisafulli donerà a Bobby Schindler (fratello di Terri Schiavo) una targa per ricordare l'impegno contro l’eutanasia, e anche una copia del libro di Salvatore Con gli occhi sbarrati. Invito>>>

25/02/2008

 

Notizie

Notizia tratta da ABCNEWS.COM

Dichiarata in Coma irreversibile: Pronto il funerale ma si risveglia.

La famiglia l'aveva portata a casa per il suo funerale, dopo che i medici le avevano diagnosticato un Coma irreversibile, invece, Rae Kupferschmidt di 65 anni, madre di due figli, incredibilmente si risveglia dal suo Coma, anche con l'aiuto della terapia fisica.

Il Dott. Helms ha dichiarato che in dieci anni non aveva mai visto una cosa simile. Leggi tutto>>>

18/02/2008

 

Testimonianze - libri

Con la straordinaria testimonianza di Salvatore Crisafulli nasce il libro
 
"Con gli occhi sbarrati"

«Ero in coma ma sentivo tutto...! Non potevo parlare o fare movimenti. E per farmi capire non restava che piangere». 
Un incubo “ad occhi sbarrati” al quale non è possibile rimanere indifferenti. Un enigma per gli scienziati e i medici.

Per maggiori dettagli ed acquisto clicca qui                  

Per la sintesi visita la sezione "libro"

 

Notizie

Morto Giancarlo Mascetti l'anti Welby:  malato di SLA da 40 anni

Como - Dopo 40 anni inchiodato a un letto ed attaccato da un respiratore che gli consentiva di vivere, colpito duramente dalla distrofia muscolare in fase ormai terminale, lo scorso 1 Novembre è morto a Parè un piccolo paese nelle provincia di Como Giancarlo Mascetti 70 anni, l'anti Welby, Il suo ultimo pensiero, le sue ultime parole pronunciate a fatica sono state per la moglie: "Cosa ne sarà adesso della mia Rosanna senza di me". è morto portando con sè la sua convinzione che lo aveva fatto balzare quasi un anno fa all’attenzione delle cronache come una sorta di "anti Welby".  Anche la trasmissione Porta a Porta si occupò del caso disse: "Ho la stessa atroce malattia di Piergiorgio Welby, ma io voglio vivere". fino all’ultimo ha continuato a ribadire la sua contrarietà ad ogni forma di eutanasia, ha ripetuto ai medici e alla moglie "Voglio vivere". Leggi tutto>>>

05 Novembre 2007

 

Clamorosa notizia del 19 Ottobre da 12 News: contiene anche il video

Eutanasia: La moglie aveva staccato il tubo, lasciandolo per una settimana senza acqua e cibo incredibilmente dopo mesi si risveglia, cammina e parla.

Nessuno dei media nazionali stampa Tv ed agenzie in Italia hanno dato questa clamorosa notizia tutto ciò è assurdo. Ma per noi familiari di disabili gravi è molto preziosa, in cambio tutti i media davano ampio spazio al caso di Eluana Englaro.

Questa assurda ed incredibile storia proviene dal Messico.

I medici avevano detto che non aveva nessuna possibilità di ripresa, ed e stata la moglie a staccare il tubo dell'alimentazione, invece esattamente il 19 Ottobre scorso Jesse Ramirez si risveglia....Leggi tutto>>>    

Ore 15:27 del 25 Ottobre 2007

Eventi

Giorno 30 Settembre 2007, si è svolta tra Catania e St. Petersburg, (Florida) l'attesissima  telefonata tra la famiglia di Salvatore Crisafulli ed i familiari di Terri Schindler Schiavo, ci sono stati momenti di vera commozione per entrambi le parti, veniva letta e tradotta in Inglese la lettera di Salvatore che ha voluto dedicare a tutta la famiglia Terri. La telefonata si è conclusa, con la promessa che i predetti tra qualche mese verranno in Italia a far visita personalmente a Salvatore.

Clicca qui per guardare il video e leggere il testo della telefonata>>>


La lettera di Salvatore indirizzata alla famiglia di Terri Schindler Schiavo.
Da http://salvatorecrisafulli.blog.kataweb.it/2007/10/01/cari-genitori-di-terri-schindler-schiavo/

Nel Marzo del 2005, durante l'agonia della vostra amata figlia Terri, io venivo ancora definito dalla scienza medica di mezza Europa un "Vegetale", con una diagnosi di Stato Vegetativo Permanente, è che mi trovavo in un altro mondo, fatto solo di silenzio, ma non era così, perché io sentivo e capivo tutto. Vedevo in Televisione, che trasmettevano le immagini di vostra figlia, io scoppiavo a piangere, era come se vedessi me stesso. Clicca qui per leggere il testo>>>


Notizie

La famiglia Crisafulli si unisce al dolore della triste scomparsa di Antonio Trotta, deceduto stamani. Ci uniamo con sofferenza alla sua straordinaria famiglia.

01/10/2007

Comunicato

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, aggiungendo anche delle nostre osservazioni.

Cari direttori de il Manifesto, il Papa Ratzinger il giorno precedente si era espresso in merito allo Stato Vegetativo, adduceva che anche nello Stato Vegetativo Permanente, era vita da rispettare, e che l'alimentazione e l'idratazione erano obbligatorie. Vi scriviamo a nome di centinaia di pz. e dei loro familiari, che vivono... Leggi tutto>>>

Testimonianze

Sfogo di Salvatore Contro L'eutanasia

tratto da: http://salvatorecrisafulli.blog.kataweb.it

Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita cerco anch’io di dare un piccolo contributo al dibattito sull’eutanasia.

Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere... Ringrazio chi, anche durante la mia "vita vegetale", mi parlava come uomo, mi confortava come amico, mi amava come figlio, come fratello, come padre... Ma cos’è l’eutanasia, questa morte brutta, terribile, cattiva e innaturale mascherata di bontà e imbellettata col cerone di una falsa bellezza? .. Sì, la vita, quel dono originale, irripetibile e divino che non basta la legge o un camice bianco a togliercela, addirittura, chissà come, a fin di bene, con empietà travestita di finta dolcezza. Credetemi, la vita è degna d’essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato... Leggi tutto>>>

 

Eventi

INCONTRO PUBBLICO

Mercoledì, 19 Settembre, 2007 ore 18:00 Caffè Gambrinus di Montecatini Terme Viale Verdi nella manifestazione "Incontri d'autore"

Verrà presentato il libro di Adriana Pannitteri "Vite sospese" eutanasia un diritto? Saranno ospiti per raccontare la loro esperienza il Dott. Mario Riccio, il medico che staccò il respiratore a Piergiorgio Welby,  Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore, la cui storia e ben nota a tutti, presente anche su questo stesso libro inchiesta. Nettamente contrario all'eutanasia.

SEGNALAZIONE:                    Appelli

STATO SANITA' POLITICI ISTITUZIONI ASSOCIAZIONI VATICANO. LEGGETEVI QUESTA ASSURDA STORIA ED INTERVENITE, NON GIOCHIAMO CON LA VITA DELLE PERSONE NON FATE I SOLITI SORDI.

Mi chiamo Ferrante Paolo è ringrazio Salvatore che ha messo a disposizione questo sito per poter raccontare a chi ha ancora un po’ di cuore le nostre esperienze drammatiche perché questo serva a sensibilizzare le poche orecchie che vogliano ascoltare .Era un giorno come tanti altri niente faceva presupporre che la mia vita precipitasse in un baratro senza fine. il 04 01 2007 il mio adorato fratello Alfredo di 57 anni era stato colpito da ictus emorragico all’encefalo sinistro di vaste proporzioni ricoverato presso l’ospedale CTO di Roma... Leggi tutto>>>

 

 

Notizie

Questa vicenda è un'obiezione incisiva per tutti coloro che invocano l'eutanasia

Per i malati «vegetativi» il principio di precauzione

Jan Grzeb-ski è un polacco che nel 1988, è precipitato in uno stato di totale incoscienza per un trauma cranico. I medici gli avevano dato solo due o tre anni di vita, invece Jan ha continuato a vivere. Solo la moglie Gertruda aveva creduto nel suo risveglio e ha svolto con amore il lavoro di un team di terapia intensiva. Gertruda ha avuto regione: Jan si è risvegliato nel 2007, dopo 19 anni, e ha conosciuto gli 11 nipoti nati ai suoi 4 figli. «Mia moglie mi ha salvato, e non lo dimenticherò mai», ha detto alla tv polacca. Questa vicenda è un'obiezione incisiva per tutti coloro che invocano l'eutanasia... Leggi tutto>>>

Appelli

La vita di Antonio Trotta; "Appello al Magistrato di Varese" Sig. Grigo

Tratto da: salvatorecrisafulli.blog.kataweb.it

Caro Giudice di Varese, mi chiamo Salvatore Crisafulli, ho 42 anni e vivo a Catania, chissà forse mi conosce. Sono un giovane che vive da paralizzato, a causa di un incidente stradale avvenuto l’11 settembre 2003. Le faccio pervenire la mia "voce" (scrivo con gli occhi)...  Leggi tutto>>>

22 Luglio 2007

Notizie

Il caso di Antonio Trotta
 

Finalmente un barlume di speranza, per i familiari di Antonio Trotta.

I media (non tutti) finalmente sono riusciti a dare una notizia che ci stava a cuore:

tratto da: Varese news In coma, conteso tra Italia e Svizzera

Nel nostro sito internet www.salvatorecrisafulli.it e nel blog di Salvatore www.salvatorecrisafulli.blog.kataweb.it ormai sono punto di riferimento per molte famiglie finite nella spirale del medesimo dolore. Grazie ad internet conosciamo oltre settecento casi, ed è qui che abbiamo incontrato i familiari di Trotta. Leggi tutto>>>

16 Luglio 2007

 

Dal 2 Gennaio 2007 il blog di Salvatore Crisafulli

http://salvatorecrisafulli.blog.kataweb.it

I post sono: "L'eutanasia" e "il libro".
Chi volesse intervenire potrà lasciare un commento.

Vuoi accedere al blog? clicca qui

 

libri

Si segnala l'uscita del libro di Adriana Pannitteri

Vite Sospese. Eutanasia, un diritto?

 

contiene anche la testimonianza di Salvatore Crisafulli

Vivere o morire dopo il caso Welby?

Giovanni Nuvoli che ha dichiarato: "io voglio morire"; Giuseppe Nardi, tetraplegico dopo un incidente; il papà di Eluana Englaro, che da anni chiede di staccare la spina; Salvatore Crisafulli, contrario a qualsiasi forma di dolce morte. Adriana Pannitteri li ha incontrati e il loro racconto, assieme a quello di altre decine di casi, si è trasformato nell'inchiesta straordinaria di una giornalista Rai all'interno dello spinoso tema dell'eutanasia. Leggi tutto>>>

 

17 Giugno 2007

per acquistare il libro clicca qui...

 

Notizie

Uno studio inglese riapre il dibattito etico

«Il cervello resta cosciente anche in coma vegetativo»

Il Corriere della Sera  M.De Bac

Le reazioni registrate con la risonanza magnetica.

ROMA - Un urto contro il guard rail, l' auto che sbanda. Lei sbatte violentemente il capo e cade in un sonno profondo. «Stato vegetativo persistente», scrivono sulla sua cartella i medici di un ospedale britannico. Condizione che significa perdita di coscienza di sé e di consapevolezza dell' ambiente. La ragazza, 23 anni, apre gli occhi ma non vede, muove la bocca ma solo per emettere suoni incomprensibili. Dopo cinque mesi i neurologi del Medical Research Council di Cambridge misurano il suo stato di «responsività» con la risonanza magnetica funzionale (Rmf). E scoprono che ha reazioni cerebrali del tutto simili alle persone sane. Il suo cervello, stimolato da ricordi piacevoli, si eccita, si accende, quando le si chiede di immaginare di giocare a tennis o girare per casa. Leggi tutto>>>

13/04/2007

Notizie

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA Comunicato 69 del 29 marzo 2007

IL Ministro della Salute Livia Turco dichiara:

Subito dieci milioni di euro per acquisto comunicatori vocali malati Sla ed altre patologie...

Il Ministro della Salute Livia Turco ha annunciato oggi, l’intenzione di avviare un’iniziativa straordinaria per garantire la presa in carico domiciliare, comprensiva della messa a disposizione di dispositivi per la comunicazione, a favore dei malati di Sclerosi laterale o di altre patologie invalidanti che provocano la perdita della parola e quindi della possibilità di comunicare con il mondo esterno. Leggi tutto>>>

02/04/2007


ART.  IL Giornale 06/01/07 "Stasera su rete 4" si parla di Eutanasia

 

Morto Piergiorgio Welby il 21/12/2006

Marco Pannella ha annunciato la morte di Piergiorgio Welby durante la diretta di Radio Radicale. Piergiorgio Welby aveva 61 anni e da quaranta era malato di distrofia muscolare. Aveva chiesto l'eutanasia al presidente Napolitano lo scorso 22 Settembre.

 

 

Video Appelli

 

VIDEO TV REPUBBLICA: Ospiti Pietro Crisafulli - Marco Cappato

VIDEO TG5: Welby-Crisafulli ma tanti chiedono Vogliamo vivere

VIDEO STUDIO APERTO: Eutanasia - Le persone che chiedono di vivere

VIDEO TG5: Caso Welby - Vogliamo vivere

VIDEO TELEPACE: Eutanasia - Intervista a Pietro Crisafulli

 

 

Articoli sui quotidiani

 

ART. AVVENIRE 17/12/06: L'appello di Crisafulli "no" all'eutanasia

ART. LA NAZIONE 14/12/06: Welby risponde a Crisafulli

ART. IL MESSAGG. 13/12/06: L'appello di Crisafulli: «Non rinunciare»

ART. QN 13/12/06: «Ti supplico, combatti con me per la vita»

ART. IL TIRRENO 13/12/06: Crisafulli a Welby:  «Scegli la vita»

ART. LA NAZIONE 13/12/06: Crisafulli scrive a Welby

ART. CITY 13/12/06: Welby deve aspettare ancora

ART. LA PROVINCIA 12/12/06 Welby: Questo stato non ha pietà di me

ART. LA STAMPA 12/12/06: " Sto come Welby" Lo invito a vivere

ART. IL TIRRENO 12/12/06: «Piergiorgio, combatti per la vita»

ART. IL GIORNALE 11/12/06: "Sto come te, non chiedere la morte"

ART. LA PROVINCIA 11/12/06: Io come Welby, gli chiedo cambia idea

 

 

Piergiorgio Welby risponde a Salvatore Crisafulli 11-12-2006

Caro Salvatore Crisafulli, la tua voglia di vivere è straordinaria.

Mi auguro serva anche per conquistare nuove libertà per i malati e disabili: di vita indipendente, di parola, di assistenza, di voto per gli intrasportabili, come da anni con Luca Coscioni e la nostra associazione cerchiamo di fare.

Proprio perché mi sono battuto per questi obiettivi, credo sbaglieresti a viverli come contrapposti alla mia lotta contro la tortura che sto subendo. Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo.

 

 

 

L'appello di Salvatore Crisafulli a Welby 10-12-2006

Caro Piero Welby,ti riscrivo dopo aver sentito, che la consulta di Bioetica, ha deciso che tu hai diritto allo stop delle cure. Sono Salvatore Crisafulli e sono stato in Coma ed in Stato Vegetativo Permanente per tanto tempo, per mesi ho vissuto in un incubo, vivevo nell'orrore, i medici dicevano che non capivo nulla ma invece sentivo e capivo tutto. Oggi sono come te, non posso muovermi, parlo attraverso un computer, la mia condizione è sempre gravissima, sono imprigionato nel mio stesso corpo, mi sento come murato vivo, e vivo in un abisso, ma voglio vivere.

Caro Welby rispetto la tua volontà, ma vorrei che tu cambiassi idea, decidendo di lottare fino alla fine, non chiedere la morte ma combatti per la vita. Sto soffrendo tantissimo per te, ma ti supplico di cambiare idea, perché la vita è un bene prezioso, anche se si soffre. Non chiedere l'eutanasia, unisciti a noi per vivere meglio. Se avessimo un’assistenza adeguata ad hoc, ed alleviando le sofferenze nostre e dei nostri familiari, sono convinto che nessuno chiederebbe di morire.

 

 

Intervista Radio Vaticana One o Five Live a Pietro Crisafulli e alla giornalista Tamara Ferrari Coautrice del libro "Con gli occhi sbarrati"

 

 

ART. L. Giornale: La vita che non si arrende, le umilianti cattiverie subite

ART. L'altro Giornale: Salvatore noi ci siamo

ART.  Profilo donna: Libri da leggere: "Con gli occhi sbarrati"

 

 

In tutte le librerie dal 20 Ottobre 2006

il libro "Con gli occhi sbarrati".

La straordinaria storia di SALVATORE CRISAFULLI (L'Airone Editrice).

 

 

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ART. IL Municipale 29/10/06 Libri  "Con gli occhi sbarrati"

ART. TGCOM: 27/10/2006  Un libro sul caso di Salvatore Crisafulli

ART. Libero 23/10/06: Due anni in coma, ora ha scritto un libro

ART. IL Giornale 21/10/06: Per i medici era come un Vegetale

ART.  IL Giornale 21/10/06: "Sentivo che volevo vivere"

ART.  La Stampa 20/10/06: Era in Coma: Dona il suo libro al Papa

ART. Avvenire 19/10/06: «Uscito dal coma, dico no all'eutanasia»

 

 

 

Dopo l'uscita del libro "Con gli occhi sbarrati"


Comunicato


L’11 settembre 2003 Salvatore Crisafulli, il mio adorato fratello maggiore, trentottenne e padre di quattro figli, sta recandosi in Vespa al lavoro all’ASL di Catania con il figlioletto tredicenne, quando si scontra frontalmente con un motofurgone. L’impatto è violentissimo e contrariamente al figlio, Salvatore riporta un trauma molto severo con riscontro di gravi lesioni cerebrali e un coma di quarto grado (su di una scala di quindici). Dopo un delicato intervento chirurgico il primario della rianimazione dell’ospedale “Garibaldi” di Catania, Dott. Sergio Pintaudi, gli diagnostica uno stato di “non contattabilità”, per non dire troppo drasticamente di “coma vegetativo”, dal quale secondo il sanitario sarebbe quasi impossibile tornare indietro. Leggi tutto>>>

 

25/10/2006

 

 

Video appello di un malato  "Signor presidente, voglio l'eutanasia"

 

Piergiorgio Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni
scrive al Capo dello Stato Napolitano.

Il video riprende Piergiorgio Welby (malato di distrofia muscolare da 40 anni) in un letto, un respiratore artificiale, un computer appoggiato sul comodino. Poi lui, immobile, lo sguardo fermo nella telecamera che lo riprende in un primo piano.     22 Settembre 2006

                       

 

Scoperte

Uno spiraglio nel buio dello stato vegetativo

Un team scientifico di Cambridge guidato dal professor Adrian Owen ha scoperto che una paziente di 23 anni in stato vegetativo da sei mesi può comunicare. I risultati della ricerca, condotta dalla Medical Research Council’s Cognition and Brain Sciences Unit di Cambridge, in collaborazione con un gruppo di scienziati di Liege, in Belgio, sono stati pubblicati qualche settimana fa sulla rivista Science.     Leggi tutto>>>


19 Settembre 2006

 

Tratto dal Corriere della Sera

Possibile la coscienza nel coma vegetativo

Esperimenti con la Risonanza Magnetica Funzionale mostrano un'attività neurologica «normale» in risposta a stimoli esterni.

LONDRA - Una paziente in stato vegetativo persistente (coma vigile) da cinque mesi ha mostrato reazioni cerebrali in tutto simili a quelle di soggetti sani in risposta a una serie di stimoli di diverso tipo, lasciando supporre ai medici un suo stato di consapevolezza cosciente, nonostante il coma.    Leggi tutto>>>

18 Settembre 2006

 

Art. IL FOGLIO 09/09/2006: A Cambridge c'è un altra Terri Schiavo, e i medici scoprono che è cosciente.

 

Art. REPUBBLICA: New York, 10 anni in stato vegetativo si sveglia e parla 14 ore di fila I dottori: "E' un miracolo, le nuove medicine non lo spiegano"

 


Il Messaggero del 6 Ottobre 2005

 

SANITÀ: Dopo il caso di Salvatore Crisafulli si prepara una mappa del fenomeno. Stato vegetativo, al lavoro i «saggi» del ministero.

Per visualizzare l'intero articolo clicca qui.

 

14/12/2005 Varato il documento definitivo da parte della Commissione Tecnico Scientifica sullo STATO VEGETATIVO E MINIMA COSCIENZA.

Per visualizzare l'intero documento clicca qui.


11 settembre 2003, Catania. SALVATORE CRISAFULLI, 38 enne, padre di 4 bambini, rimane vittima insieme ad uno dei suoi figli di un gravissimo incidente stradale il Bambino se la cavò, ma Salvatore rimase in Coma e successivamente in Stato Vegetativo...La famiglia ha voluto realizzare questo sito per raccontare passo passo la difficile e tragica vicenda vissuta da Salvatore.
Salvatore Crisafulli dal Febbraio 2004 fino al Maggio 2005 (si consiglia di leggere la Storia) è stato curato SOLAMENTE DALLA SUA FAMIGLIA, dalla madre(67 anni), dal fratello Marcello (43 anni), dalla cognata Rita (37 anni) e soprattutto dal fratello Pietro (36 anni) che ha smesso di lavorare per assistere assiduamente il fratello.

Nella sua abitazione è stato creato un circuito di telecamere per poterlo vedere da tutte le stanze, è stato redatto un diario clinico come se fosse ricoverato in ospedale o in un'altra qualsiasi struttura, sul quale sono stati annotati tutti i cambiamenti e i progressi di Salvatore. Le piaghe, soprattutto quella sacrale, sono state curate assiduamente due volte al giorno creando una camera iperbarica locale con ossiggeno-terapia.

Tutti i giorni veniva stimolato continuamente, effettuata due volte la riabilitazione motoria per la quale è stata comprata l'attrezzatura necessaria. Due volte la settimana veniva messo in vasca idromassaggio, tutti i giorni sistemato sulla statica...

Nessun Medico né Specialista veniva a casa a valutarne però le condizioni. Salvatore necessita di Fisioterapia Neurologica tutti i giorni, di Logopedista per tre volte alla settimana, di apparecchiatura stimolativa specifica per la riabilitazione... Tutto questo senza nessun appoggio esterno.

La famiglia si augura che questa testimonianza, e di quanti vorranno arricchire questo sito con la loro partecipazione, possa essere di aiuto e di sostegno per quelle famiglie che si sono imbattute nella loro stessa difficile situazione.

"Sicilia Risvegli Onlus"

La voce di chi non ha voce
Salvatore Crisafulli
Salvatore, Giugno '92
 Copertina del libro
Copertina libro "Con gli occhi sbarrati"
Ass Terri Schiavo

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