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Crisafulli
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parte)
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COMUNICATO STAMPA
NASCE A CATANIA L'ASSOCIAZIONE “SICILIA RISVEGLI ONLUS”
Dedicata a Salvatore CRISAFULLI
(in collaborazione con la
fondazione Terri Schindler Schiavo)
“Io,
ci sono”. E'
uno slogan, ma anche quella voce che affoga nella gola.
Quelle parole che spesso nessuno vorrebbe sentire, ma che
dimostrano che quei corpi immobili, spesso scambiati per
vegetali, dentro hanno una vita. Si portano sogni e
pensieri, sofferenza per non essere ascoltati e felicità per
essere ancora presenti a questo mondo.
Quella voce che loro non hanno per parlare oggi si chiama
“Sicilia risvegli”, associazione onlus nata a Catania, per
volontà di Salvatore Crisafulli, in coma dall'11 settembre
del 2003 a causa di un gravissimo incidente stradale e che
da anni si batte nella lotta per la vita. La storia di
Salvatore, contenuta nel libro “Con gli occhi sbarrati”, è
salita alla ribalta delle cronache dopo il clamoroso
risveglio, quando ormai i medici non davano più speranze per
un miglioramento della sua condizione. Oggi si trova nello
stato definito “Locked in” (uomo imprigionato nel proprio
corpo). Parla grazie al software di un computer, è immobile
in un letto, ma pensa e sogna.
L'ultimo sogno era proprio questa associazione che si è
avverato anche grazie al lavoro dei suoi familiari e del
fratello Pietro che è il presidente.
La conferenza stampa di
presentazione (con il gratuito Patrocinio della Provincia
Regionale) si terrà a Catania presso una sala “Le Ciminiere”
Mercoledi 18 Novembre 2009 alle 18, ospiti d'eccezione
saranno Salvatore Crisafulli, e la famiglia di Terri Schiavo
(in videoconferenza dalla Florida), la ragazza lasciata
morire di fame e sete.
L'associazione “Sicilia
risvegli” si pone l'obiettivo non lasciare più sole queste
persone abbandonate dallo stato e in special modo dalle
istituzioni sanitarie. “Non lasciateci soli, abbiamo bisogno
di aiuto, di operatori, servizi sanitari tutti i giorni per
poter continuare a vivere”. Sono queste le parole di
Salvatore Crisafulli, che aggiunge – fisioterapista,
logopedista, psicologo e operatore sanitario a carico del
Sistema sanitario nazionale per tutti coloro che si trovano
in stato vegetativo persistente. In questi anni di lotta
sono venuto a conoscenza di 1200 casi come il mio anche se
so che in Italia siamo circa 3500. Ho pensato che era
arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, contro
questo abbandono dello stato".
“Sicilia risvegli onlus” ha
tra gli scopi principali la realizzazione di tre nuovi
progetti per il sud Italia e centro Italia: costruzione di
un centro risvegli, una casa d'accoglienza per le persone in
stato vegetativo e la creazione di una adeguata e moderna
assistenza domiciliare quando queste persone tornato a casa
(h 24).
In più “Sicilia Risvegli
onlus” si impegnerà sempre a sensibilizzare l'opinione
pubblica, i mass media, le autorità politiche
amministrative, il mondo scientifico, accademico e personale
medico e paramedico con il fine di aiutare chi si trova in
condizioni di estremissima disabilità e per sorreggere
famiglie che si trovano spesso in situazioni disperate.
Salvatore Crisafulli,
presidente onorario, insieme a tutti gli altri fondatori, si
impegnerà a promuovere ogni iniziativa per la tutela dei
soggetti deboli, malati estremi e vigilando affiché sia
garantito il rispetto della vita umana, in modo che non si
ripetano casi tragici come quelli di Eluana Englaro.
All'evento di presentazione
interverranno: Pietro Crisafulli (fratello di Salvatore)
Presidente dell'associazione “Sicilia Risvegli Onlus”.
L'avv. Anna La Rana, Presidente Nazionale AGI, (associazione
giuristi italiani), La giornalista di Vanity Fair, Tamara
Ferrari, coautrice del libro “Con gli occhi sbarrati”. Il
giornalista del Settimanale “Visto” Andrea Spadoni ed ex
concorrente del GF7.
Sono stati ufficialmente invitate la massime Autorità
Politiche Nazionali e Regionali, Alcuni ci hanno segnalato
che ci faranno pervenire dei messaggi, che eventualmente
saranno letti, come per esempio quello del Ministro della
Gioventù Giorgia Meloni, e dell'onorevole Domenico Di
Virgilio.
L'associazione "Sicilia Risvegli Onlus" ha sede a Catania in
via S. Orsola, 40 ed una succursale in Toscana. Per contatti
è possibile telefonare al numero: 392 4802536 oppure si può
consultare il sito internet
www.siciliarisvegli.org
Catania 10 Novembre 2009
Il Presidente
Pietro
Crisafulli
Pubblichiamo la lettera di risposta dell'INPS di Catania che
abbiamo "molto apprezzato".
23
Aprile 2009
Ai
Familiari del Sig. Salvatore Crisafulli
Gent.ma Famiglia Crisafulli, facendo seguito alla mia
odierna telefonata ed alle dichiarazioni e scuse del
Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, già apparse sulla
stampa, in merito
alla vicenda della clamorosa quanto “involontaria” chiamata
a visita di revisione sanitaria, da parte della Commissione
medica provinciale di verifica della Sede di Catania
dell’Ente previdenziale, nei confronti del sig. Salvatore
Crisafulli, in coma da sei anni a seguito di un tragico
incidente stradale, desidero rinnovare le scuse per
l’accaduto anche da parte della Direzione provinciale INPS
di Catania.
Si consenta comunque di precisare
doverosamente che la chiamata a visita di revisione è
avvenuta esclusivamente e casualmente per un fatto “tecnico”
all’interno di elenchi nominativi e senza alcuna conoscenza
personale del caso (noto presso l’opinione pubblica, ma
certamente non alle procedure informatiche) nell’ambito di
un programma complessivo che su disposizioni governative
vedrà nel 2009 l’INPS impegnato in un piano straordinario di
verifica sulle invalidità civili, inviando circa 200mila
richieste di verifica ad altrettanti soggetti titolari di
pensione di invalidità (di cui più di tremila nella sola
provincia di Catania), su un totale di circa 2 milioni e
mezzo di pensionati di invalidità civile.
Il
Sig. Salvatore Crisafulli non
rischia pertanto di perdere la pensione di invalidità, così
come temuto dalla famiglia alla ricezione della lettera e
subito balzato ai clamori della pubblica opinione. La
richiesta non era affatto mirata o personalizzata, e nasceva
appunto da un “campione” di migliaia di pensionati (tra cui
molti omonimi o sinonimi) certamente non conosciuti
personalmente dall’Istituto; era praticamente impossibile
per l’INPS di Catania, dal cognome e nome di ciascun
invalido destinatario, risalire alla specifica persona ed al
tragico caso noto alle cronache.
“Ci spiace che il piano
straordinario di verifiche avviato dall’Istituto abbia
prodotto nuovo dolore nella famiglia che già è stata tanto
provata dal dolore” ha subito dichiarato il presidente
dell’Inps Antonio Mastrapasqua. “Casi come quello della
famiglia Crisafulli purtroppo possono ancora verificarsi
perché non esiste una banca dati in cui siano condivise le
diagnosi che consentono la riscossione del sussidio. Per
questo abbiamo avviato il piano straordinario di verifica
sulle invalidità civili. Sono le Asl che ci devono fornire
le cartelle cliniche dei soggetti dichiarati invalidi. Fino
ad oggi la trasmissione di questi dati non è avvenuta,
pertanto accade che la procedura di verifica venga avviata
basandosi solo su elenchi nominativi, privi della necessaria
diagnosi. Ci scusiamo quindi con la famiglia Crisafulli e ci
scusiamo con tutte le altre famiglie che potranno ricevere
queste richieste. Si tratta di incidenti che potranno essere
evitati solo quando tra Asl e Inps ci potrà essere una banca
dati condivisa”.
Sperando di avere almeno chiarito le
motivazioni e le dinamiche dell’increscioso incidente,
frettolosamente denunciato dalla stampa come esempio di
“cattiva previdenza”, desideriamo formulare al
Sig. Crisafulli ed alla sua famiglia, assieme alle scuse
doverose, anche i migliori auguri. Con i più cordiali saluti
Il direttore provinciale
(Dott. Domenico
Busciglio)
Catania 21 Aprile 2009
COMUNICATO STAMPA
CLAMOROSO: “E’ in coma da sei anni e lo
chiamano l’anti Welby, ma secondo l’inps di Catania potrebbe
essere un falso invalido”.
Nei giorni scorsi, per mezzo di una
raccomandata (datata 3 aprile 2009), ci è stata inviata una
clamorosa comunicazione da parte della Commissione medica
superiore dell’Inps di Catania.
Precisamente la
richiesta per Salvatore, di presentarsi il prossimo 15
maggio, per una visita di controllo per valutare la
possibilità di prolungare la pensione di invalidità e per
verificare la permanenza dello stato di invalido.
Si legge: La informo che
l'istituto superiore deve realizzare un piano di verifica
straordinarie nei confronti di titolari di prestazioni di
invalidità civile, per accertare la permanenza dello stato
invalidante (..)
Le raccomando di presentarsi
puntualmente all'appuntamento, in quanto se risulterà
assente, (...) si dovrà procedere alla sospensione della
prestazione.
Siamo rimasti sorpresi, ma anche molto
amareggiati dalla comunicazione dell’Inps, che non ha nessun
senso e nessuna connessione con la realtà dei fatti!
Salvatore Crisafulli, per l’Inps
di Catania potrebbe essere quindi un falso invalido?
Nella comunicazione ufficiale, si fa
anche riferimento alla possibilità di perdere tutti i
diritti nel caso in cui in 90 giorni Salvatore non si
presentasse all’appuntamento fissato.
Ma come fa Salvatore ad andare alla
visita? E’ inchiodato a un letto. Immobile. Non cammina, non
parla senza l’ausilio del software. E quindi poterebbe
essere un falso invalido e non avere i requisiti per
riscuotere il contributo statale?
Questo fatto ha dell’incredibile e ci
lascia amareggiati anche perché dimostra il malfunzionamento
della macchina della sanità e della previdenza, infatti
qualche mese addietro un altra Inps questa volta quella di
Lecce, inviò una lettera a Emanuela Lia (da 16 anni vive
"stato vegetativo"), chiedendo addirittura i redditi
annuali. Questa volta con Salvatore è andata molto peggio.
Il nostro caro Salvatore oggi è
considerato in uno stato di “locked in” (imprigionato nel
proprio corpo) e puo’ andare a fare una visita?
Nel 2003 ricordiamo che è stato vittima
di un tragico incidente stradale, rimanendo tra la vita e la
morte e successivamente in coma vegetativo. Oggi, dopo il
clamoroso risveglio, combatte attivamente per quelli che,
come lui, credono nel valore della vita.
Nel corso degli anni è stato chiamato
prima “Il Terry Schiavo italiano”, poi “l’anti Welby” e si è
impegnato anche per il caso di Eluana Englaro.
E ora hanno il sospetto
che sia in perfette condizioni fisiche? Come fanno a non
"sapere" come vive Salvatore? La sua storia è talmente
conosciuta in italia (ed anche all'estero), che non possa
essere passata inosservata dai vertici dell'inps, è vorremmo
ricordare che sul caso di Salvatore Crisafulli sono
intervenuti le massime istituzioni politiche, (presidente
della repubblica, del consiglio, ministri della Salute etc,
etc).
E se non si presenta alla visita
il 15 maggio perde il diritto alla pensione?
Ci aspettiamo immediatamente le scuse
pubbliche da parte dell’Inps di Catania e da parte degli
addetti ai lavori della commissione medica superiore,
sperando che si sia trattato soltanto di un errore tecnico,
invitandoli (crediamo sia il caso) a leggersi il libro "con
gli occhi sbarrati" citato da Silvio Berlusconi in merito al
decreto salva-eluana.
LA FAMIGLIA DI SALVATORE CRISAFULLI
Catania 20 Aprile 2009
Il dopo Eluana:
Questo è terrorismo
radicale
Le barbarie sono quelle
di Englaro
Prima del testamento biologico, il
Parlamento deve fare una legge urgente sull'assistenza
DIGNITOSA delle persone in stato vegetativo e con disabilità
gravissima.
Le famiglie italiane con familiari in
coma, in stato vegetativo e affetti da altre patologie gravi
e che vivono con gravissima disabilità (per gravissima si
intende sulla soglia limite della morte), da svariati e
svariati anni aspettano una legge che garantisca una volta
per tutte l'assistenza dignitosa.
Noi non abbiamo bisogno
del testamento biologico, ma di cure. La politica deve
obbligatoriamente concentrarsi su questo, sulle centinaia e
centinaia di famiglie che vivono questo dramma disumano.
Qui bisogna reagire.
Basta concentrarsi sul caso Englaro.
Eluana è morta, bisogna guardare avanti.
Le 34 associazioni che optano per la
vita e che fecero il ricorso congiunto a Strasburgo proprio
sul caso Englaro, si facciano sentire, si uniscano a noi.
Facciamoci sentire, è il momento di
reagire. Non possiamo stare a guardare mentre Englaro, i
Radicali e chi segue le loro strategie di morte vanno avanti
per la loro strada, che avrà come unico risultato farci
assistere ad altri omicidi e suicidi.
Anche noi dobbiamo
scendere in piazza con cartelli e slogan per la vita, per
essere liberi di amare e stare accanto ai nostri cari con
tutto l'affetto ricompensati dai risultati, lontani da ogni
strumentalizzazione di politici senz'anima (gli slogan
contro il Papa non ci servono).
Chiediamo tutti insieme e
subito al Parlamento di annullare questo decreto legge sul
testamento biologico, senza senso per chi vive in Coma e in
stato vegetativo, e di affrettarsi a fare un vero decreto
legge che garantisca la nostra vita, anche da paralizzati,
intubati, febbricitanti e piagati.
Chiediamo a tutti di unirsi a noi e
annunceremo una protesta ad oltranza, con manifestazioni,
fiaccolate e quant'altro possa essere utile per ottenere le
cure adeguate per i nostri cari.
Il signor Englaro e i
Radicali hanno voluto a tutti i costi una legge sul fine
vita, scoperchiando il vaso di Pandora che ha spaccato il
Paese e lacerato le coscienze.
“Oggi la vita di ciascuno
di noi, si trova in imminente pericolo di vita".
Basta con queste torture,
questo è vero terrorismo radicale.
Noi non abbiamo voce, perché sempre chi
grida il diritto di morire viene ascoltato? Perché noi no?
Noi ci sentiamo offesi, da questo individuo, che ci offende
tutti, lui è un incivile, non noi.
Bisogna manifestare per la vita, noi ci
sentiamo rattristati, per come veniamo trattati, siamo
feriti. Noi ci sentiamo morire in silenzio, esiste solo il
diritto a morire? E chi vuole vivere? Bisogna reagire alla
sfida di Englaro e dei politici che hanno usato e continuano
a usare lui e sua figlia. Da Nord a Sud svegliamoci.
Noi abbiamo diritto alla serenità,
invece Englaro ci offende continuando a parlare di morte, ci
fa star male. Nonostante abbia detto falsamente che dopo la
morte della figlia non avrebbe più parlato, appare
giornalmente sulle Tv e sui giornali, offendendo
ripetutamente e con accanimento radicale tutti gli italiani,
definendo noi "incivili".
Noi incivili? Ma dove stiamo arrivando?
Noi vogliamo soltanto stare accanto a chi soffre con amore e
affetto. Noi vogliamo solo risorse per aiutare i nostri
cari. E saremmo degli incivili? Chi è più incivile?
Englaro su tutte le tv per lungo
tempo, noi lasciati "morire in silenzio" soli, senza aiuti.
Ora basta!
Dobbiamo reagire perché ci sia maggiore responsabilità e
giustizia.
Non c'è solo il
diritto a morire, non può il
diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti
umani.
Chiediamo un immediato intervento del
Parlamento e chiediamo in particolare al Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi di intervenire immediatamente
per far tacere i media e le tv, che si concentrano
ripetutamente e con accanimento mediatico sull'eutanasia,
sul testamento biologico e sul fine vita.
Catania - Lecce - Verona 23 Febbraio
2009
Redatto da:
Fam. di Salvatore
Crisafulli Fam. di Emanuela Lia Maria Adduci moglie di Bepy
Sottoscritto da
983 famiglie
NB: Chi volesse aderire alla
manifestazione e protesta (data ancora da fissare), può
inviare una e-mail citando, nome cognome indirizzo n. di
Tel; al seguente indirizzo di posta elettronica:
esp@salvatorecrisafulli.it
Video dell'annuncio del decreto: Salva-ELUANA
da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Video stralcio
della conferenza stampa fatta a Palazzo Chigi dal Presidente
del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi in merito al
decreto Salva-Eluana, Berlusconi ampiamente sosteneva le sue
ampie perplessità e motivazioni sul caso di Eluana Englaro. Silvio Berlusconi contestualmente
citava anche il libro "Con
gli occhi sbarrati" la
straordinaria storia di Salvatore Crisafulli, consigliando a tutti la lettura di
questo straordinario capolavoro.
Ho letto alcune
parti di un libro dal titolo
Con gli occhi sbarrati di
Salvatore Crisafulli, che racconta come muoveva gli occhi e
capiva tutto ciò che si muoveva intorno a lui, ma questo
movimento degli occhi veniva considerato dai medici un
riflesso nervoso», ha aggiunto Berlusconi. «Consiglio la
lettura di questo libro a chi avesse dubbi al riguardo»ha sottolineato il premier. Non
sappiamo quanto irreversibile sia lo stato vegetativo.
Una grande sconfitta fatta all'italiana
CIAO ELUANA
Catania 09 Febbraio 2009
Video: Le nostre Eluane d'italia in stato
vegetativo
Con questo video siamo in grado di
mostrarvi due "Eluane" che da oltre 15 anni si trovano sulle
spalle una "sentenza di irreversibilità", ma vengono
accudite in casa, con tanto affetto ed immenso amore,
scoprirete alla fine che non esiste l'irreversibilità dello
stato vegetativo.
Comunicazione
Lo scorso 8 Febbraio 2009
durante il programma "Telecamere" trasmesso da Raitre
condotto da Anna La Rosa Pietro Crisafulli è stato
pesantemente calunniato in TV dal Radicale Marco
Cappato.
“Pentito”,
probabilmente perché dalla situazione iniziale di
disperazione e ribellione per l’indifferenza delle
istituzioni, lottando ferocemente è poi approdato ad una
reazione di cristiana speranza e di estrema dedizione al
fratello Salvatore.
“Parassita”, invece
suona come un insulto gravemente infamante, perché
sottende una precisa accusa di vivere alle spalle del
fratello Salvatore e trarre da lui e dalla sua terribile ed
estrema inabilità i mezzi della propria sussistenza. Non
dimentichiamo che, urlato nel contesto di quella
trasmissione in cui si contrapponeva il comportamento della
famiglia Crisafulli a quello opposto del papà Englaro
spalleggiato dai radicali di cui l’on.le Cappato è esponente
di spicco, quell’epiteto è altamente offensivo e sinonimo di
cinico sfruttatore della disgrazia del fratello, e verme (il
parassita per antonomasia).
Al riguardo Pietro Crisafulli si riserva
di incaricare un legale affinché, al fine di tutelare la
propria reputazione, valuti se ci sono gli estremi per una
querela per diffamazione a mezzo TV contro l’onorevole
Cappato. Ma per rendersi conto di quanto sia grave mantenere
un deputato del genere, già recidivo di altre offese quando
l'11 novembre scorso la famiglia Crisafulli scrisse a
Beppino Englaro, chiedendogli di concedere la "grazia" ad Eluana, rispose
sempre lo stesso radicale Marco Cappato (basta leggersi la precedente
missiva), per
rendersi conto, di cosa quest'uomo riesce a fare alla nostra
nazione.
(l’uomo che
assisti in diretta alla morte di Welby)
Veramente un macabro spettacolo, fatto di sdegno,
delusione, vergogna, dolore, fino a farci cadere le braccia.
Queste le immediate sensazioni dopo aver letto l'intervento
di Marco Cappato, deputato al parlamento europeo per il
Partito Radicale. Tutti i componenti della famiglia
Crisafulli, compreso ovviamente Salvatore, sono rimasti
veramente increduli di come un parlamentare europeo, eletto
da tutti gli italiani, per rappresentare la nostra nazione
in Europa, abbia perso il senso del rispetto umano.
Nell'intervento
(Dopo Barragan, "la famiglia Crisafulli")addirittura veniamo accusati di
"speculare sul dolore altrui", di "falsa comprensione
umana", quando da oltre cinque anni ormai viviamo un dolore
quotidiano, accudendo giorno dopo giorno il nostro amato
Salvatore, rimasto immobile su un letto a causa di un
gravissimo incidente stradale.
Da sempre abbiamo cercato di dar voce a Salvatore, ai
suoi pensieri, alle sue battaglie per dimostrare la sua
coscienza, la sua voglia di vivere.
E le sue urla sono state, da sempre, un esempio e la
speranza per molte persone che soffrono ogni giorno, vivendo
in condizioni disperate, senza essere ascoltati da nessuno e
senza un minimo di assistenza da parte dello Stato.
Caro Deputato, questa è stata da sempre la nostra
battaglia, mettendo a repentaglio la nostra stabilità
familiare, tutto solo per amore di Salvatore e per le
persone che, come lui, non hanno la possibilità di far
sentire la propria voce a uno Stato sordo e inerte, davanti
a tantissimi casi disperati come il nostro.
Lei ci accusa di fantomatiche ed inesistenti cure
all’estero per Eluana, ma sappia caro Cappato che le cure da
noi indicate non sono fantomatiche, ma sono del tutto
veritiere, noi nella nostra lettera ad Englaro, (sarebbe
utile che la leggesse attentamente) abbiamo suggerito il
“forse” potranno migliorare la vita della stessa,
aggiungendo anche che Salvatore dovrebbe farla, vari bambini
ed adulti già la fanno, con esiti di miglioramenti nemmeno
previsti.
Per quanto riguarda la vigilanza alla garanzia delle
comunicazioni sulle tv ed i media in generale, dovrebbero
certamente intervenire, per porre fine al vostro macabro
spettacolo teatrale fatto solo di inganni, dando ascolto
solo ad un campana, radicali ed associazioni tra loro
intrecciate.
Caro deputato, lei non può sapere quali sono i nostri
sentimenti, l'amore, il dolore quotidiano che proviamo e la
disperazione, che ci portano a dar voce alle parole di
Salvatore e a voler combattere perché sia la vita il primo
valore assoluto. Perché questi uomini, queste donne, queste
migliaia di persone "non sono foglie di insalata", ma
provano emozioni, soffrono e gioiscono come noi.
Ma si rende conto il legislatore, sia pure europeo, che
se dopodomani la scienza, dovesse trovare il sistema di
rimettere in piedi i nostri malati, egli, con le sue
convinzioni, avrebbe condannato a morte chi avrebbe potuto
vivere ed anche a lungo?
Ma si rende conto il legislatore, sia pure europeo, che
non si ha conferma della volontà di Eluana in questo momento
di cosa vuole che si faccia della sua vita, trascurando
quanto si dice che lei volesse sedici anni addietro? Il
cervello di Eluana è stato dichiarato piatto? Se non lo è
stato, vuol dire che lei elabora, ragiona, nel suo silenzio
mentalmente decide. E se nel suo intimo, oggi e non sedici
anni fa, stesse decidendo di vivere, il deputato Cappato
farebbe l’assassino come per Ettore Fieramosca? Anche quello
era un uomo morto, ma voleva morire in modo naturale non con
un colpo di grazia!
La famiglia Crisafulli, con tutta la sua esperienza e con
tutta la sua autonomia (ed abbiamo ribadito nella lettera,
di non essere legati a partiti di alcun genere, né alla
Chiesa, né ad organizzazioni) è sicura, come tante altre
famiglie italiane che si trovano nelle stesse condizioni,
che Eluana vuole vivere. Lo dice Salvatore, uscito dal coma,
lo ha detto e scritto a Welby, che aveva la stessa capacità
di comunicare e lo dice ora, quando ascolta le notizie dei
media.
Non si può portare avanti il problema dell’eutanasia
prospettando agli italiani situazioni dette irreversibili e
speculando chiaramente sulle condizioni dei malati.
Lei, che professa la droga libera e l'eutanasia come
valori assoluti della sua politica e che offende e insulta
chi, come noi, combatte per la vita, per dar voce alla
disperazione e una speranza a chi vede solo nella morte la
soluzione allo strazio di una gravissima e forse
irreversibile disabilità, non può assolutamente
rappresentare il nostro paese in Europa.
Non può chiedere voti e consensi a una popolazione di
esseri umani che hanno un cuore e sentimenti. Non può vivere
da benestante grazie a uno stipendio di migliaia di euro,
che noi esseri umani che lei non rispetta, le paghiamo.
Caro Cappato, la vita è il primo valore della nostra
società, da qualsiasi visione politica la veda, religiosa o
laica. E noi, non interveniamo sulle questioni di Welby o di
Eluana per speculare o per creare uno show mediatico, come
avete e continuate a fare voi, ma solo per dar voce al
nostro Salvatore e all'impegno della nostra famiglia, in
modo che lo stato non continui a dimenticarci e che anzi,
prima o poi, possa garantire un'assistenza dignitosa a tutti
quelli che, come Salvatore, si trovano in queste tragiche
condizioni.
E' proprio per questo che noi continuiamo a "urlare"
contro a chi invece sceglie la morte come unica soluzione,
perché non può un apparato statale lavarsi le mani in modo
che la disperazione prenda il sopravvento e "uccida" chi
soffre nel suo silenzio, ma capisce e vede tutto ciò che gli
gira intorno.
Bisogna dire la verità, e la verità non la può conoscere
certamente lei caro Cappato, che non ha vissuto il dramma
quotidiano dell’assistenza ad un comatoso.
La può conoscere solo chi, partendo dallo stato di coma,
ha visto migliorare il proprio assistito fino a riuscire a
farlo scrivere sia pure con gli occhi. Questa è la scienza
di oggi e questa è vita!
Quando però, sentiamo parole come le sue, ci cadono le
braccia e comprendiamo perché lo Stato non ci ascolta, forse
perché deve pagare stipendi a inutili parlamentari come lei.
E si ricordi che tutti noi, viviamo in un inferno
micidiale.
Catania 14 Novembre 2008
Fam.
Crisafulli
Dichiarazione di Salvatore Crisafulli al
deputato Cappato
(uscito da un coma giudicato dai medici
permanente)
Mi sembra di potere dire che Lei appartiene alla schiera
di coloro, disegnata da Gramsci, che sono “così corrivi e
facili nel fare ipotesi insultanti quanto gratuite”. Lei
tenta di dividere il mio pensiero da quello della mia
famiglia. E’ l’amore della mia famiglia che ha contribuito
al mio risveglio. Il suo è anche un tentativo classico degli
agitatori: essi si rendono stupidi quanto i loro abituali
sodali, i quali per questa via possono credere di essere
intelligenti come Lei.
Ed andiamo al sodo: io ho infinitamente più titoli di Lei
per valutare, ancorché sia sfornito di mandato parlamentare.
E dico allora, che è degradante quello che lei scrive, voi
non avete assolutamente rispetto al significato delle nostre
vite”. Ormai è tutto “mercato”: la vita e la morte hanno
quotazioni che non risentono della crisi dei mutui. Nel caso
in cui Lei sia stato bambino avrà udito favole e miti dove
la bella addormentata alla fine si è risvegliata da un
bacio, da immenso Amore, si legga la favola. Io chiudo
invitandola a credere che “I racconti mitici non sono tanto
reperti del passato, quanto «lunghe ombre» che il futuro
proietta sul nostro presente’’. Si abbia Le sue orride
certezze.
In questi giorni di passione e
sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il
"viaggio della morte" di Eluana Englaro, non posso restare
in silenzio di fronte a un evento così drammatico.
Era il maggio del 2005 quando per la
prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi
invitati alla trasmissione "Porta a Porta". Da quel giorno
siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche
i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere
opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di
Englaro, in compagnia di un conoscente (la
foto in alto a destra lo testimonia, ndr).
Dopo l'appello a Welby da parte di
Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel
momento le strade si divisero.
All'epoca anch'io ero favorevole
all'eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai
la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece
diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti
nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma
soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una
piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.
Beppino Englaro si confidò a tal
punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che 'non
era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso
si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire'. In
effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che
alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva
più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più
in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi
anni non aveva mai visto miglioramenti. Entro' anche nel
dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi
e che l'unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per
il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che
fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento
biologico.
In quella circostanza anch'io ero
favorevole all'eutanasia e gli risposi che l'unica soluzione
poteva essere quella di portarla all'estero per farla
morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il
Vaticano che si opponeva fermamente.
Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare
alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto
che con l'aiuto del partito dei Radicali ce l'avrebbe fatta.
(...)
Questa è pura verita'. Tutta la verita'. Sono fatti reali
che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque
io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a
Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale.
Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a
Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol
vivere, vuol sperare e ha diritto a un'assistenza e cure
adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense
difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le
speranze.
E non ho mai
reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver
scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la
mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire
Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua
battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che
la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no.
Lui era troppo interessato a quella legge, a quell'epilogo
drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi
Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato,
offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la
mia famiglia. Troverete tutto nel sito internet www.salvatorecrisafulli.it
Noi tutti siamo senza parole e
crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l'inizio di un
periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte
per la vita, per la speranza.
Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si
attivi concretamente per far vivere l'individuo, non per
ucciderlo.
Vorrei anche
precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno
del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più
sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati
varie volte in altri programmi televisivi"
Preciso che sono in possesso anche di
fotografie che attestano i nostri vari incontri.
Pietro Crisafulli
Catania, 04 Febbraio 2009
Lettera
aperta a Beppino Englaro
Carissimo Beppino, ti scrivo
pubblicamente a nome di tutta la famiglia Crisafulli.
Teniamo a precisarti che non apparteniamo a nessuna
associazione (sappiamo che per aiutare fanno poco e niente),
non facciamo parte di nessun schieramento politico, e per
quanto riguarda la Chiesa, il Vaticano e tutto cio' che gira
attorno al mondo cattolico, che parlano tanto, ma non sanno
niente delle nostre sofferenze, e per giunta non fanno
niente. E' che la nostra pregressa fiducia nella Chiesa in
questi anni è volata via, pertanto ti comunichiamo che non
siamo influenzati da nessuno, siamo io, noi e solo la nostra
famiglia a scriverti.
In extremis ti chiediamo di
concedere la grazia ad Eluana: la tua lotta e
la tua dolorosa e lunghissima battaglia giudiziaria l'hai
già vinta.
Con la presente lettera, ti chiediamo
anche un cordiale incontro, nelle modalità e nei tempi, che
ritieni opportuni. Sappi che non cambia nulla nella
sofferenza e nelle condizioni di Eluana e Salvatore, anzi se
consideriamo (e presumiamo) che Eluana non sente nulla,
mentre Salvatore è cosciente, potrai sicuramente capire che
lui soffra molto più di lei.
Beppino, volevamo anche dirti che (forse) esiste uno
spiraglio di luce, nessuno ne parla perche non conviene,
esiste una terapia particolare che potrebbe far migliorare
la condizione di vita di tua figlia. Salvatore dovrebbe
farla.
Ti chiediamo di provare a sottoporre
anche Eluana a questa nuova terapia scientifica Americana,
(terapia non concessa e non riconosciuta da questo "sordo"
stato italiano).
Come ben sai io e tutta la mia famiglia
siamo entrati in un tunnel senza apparente uscita.
Conosciamo centinaia e centinaia di casi, per essere più
precisi quasi un migliaio di motori immobili, (la
maggior parte vivono in casa propria), posso confermarti che
ci sono persone come Eluana, ed anche molto peggio, (con
respiratore Peg e similari), che scientificamente sono
stati, e continuano ad essere giudicati dei Vegetali, in
pratica delle foglie d'insalata.
La verità invece è, che queste persone capiscono e
recepiscono tutto quello che accade loro intorno, ma non
riescono in alcun modo a comunicarlo e dimostrarlo, alcuni
invece si fanno capire solo con gli occhi.
Partendo proprio da Salvatore, siamo entrati in un argomento
che prima non conoscevamo assolutamente. Solo la mia e la
nostra forza, il nostro amore, ci ha dato la voglia di
informarci e studiare il coma e lo Stato Vegetativo. Abbiamo
girato l’italia, e anche paesi d'Europa, per dare un vero
aiuto a mio fratello, e alla fine siamo stati premiati dal
terribile racconto del nostro amato, e adorato Salvatore.
Salvatore nel suo silenzio sentiva e
capiva, ma quello che troviamo significativo è che lui
sentiva ed avvertiva anche di avere fame e sete, nonostante
si trovasse intubato.
Beppino sappi che la vita è sacra. Ritengo che questo
nostro dialogo, debba poter far riflettere e che arrivi
anche nelle orecchie dei magistrati della corte di Roma.
Noi abbiamo fatto di tutto, anche
l'impossibile per Salvatore, ci conosci, è conosci
ampiamente la nostra storia, come ben sai, Salvatore fu
ampiamente giudicato dai grandi della medicina, un vegetale,
in pratica una pianta d'annaffiare.
Non c'è stato
nessun errore medico, (come cercano di farci capire),
nessuna diagnosi errata, sono state tante le diagnosi, sulla
sua pelle, e sul suo corpo immobile, tutti paroloni. Oggi
seppur nella sua gravissima disabilità che lo accompagna in
questa lunga ed atroce sofferenza, lui è ritornato in
qualche modo alla vita, lui vive per noi, e noi per lui.
Sappiamo di certo che la pensiamo in
modo diverso. Ho avuto la fortuna di conoscerti
personalmente, sia in vari programmi televisivi, che presso
la tua abitazione, dove in quell'occasione sei stato un uomo
veramente straordinario, non posso dimenticarmi le
passeggiate, la bellezza del lago e del centro storico di
Lecco, non posso neanche dimenticare le parole di affetto
che hai rivolto a mia madre, poi il nostro allontanamento
con idee diverse.
Entrambi abbiamo dovuto lottare, io
per il diritto alla cura ed all'assistenza, tu per il
diritto e la libertà di morire. Senza offenderti, sappi
che non può il diritto a morire diventare la nuova
frontiera dei diritti umani.
Infine ti comunico alcuni dati, che
forse ti potranno essere utili, il quasi migliaio di motori
immobili che vivono in stato vegetativo prolungato (c'è ne
sono tanti anche da oltre 20 anni) e le loro rispettive
famiglie, che vivono edaccudiscono i propri cari in casa propria, il 99,9%
si dichiarano completamente contrari all'eutanasia, fatta
eccezione di un solo caso che indica come soluzione
definitiva la morte, dopo la sua. Precisiamo che la disabile
vive da oltre 27 anni in SVP, con il padre oggi 82 anni, e
la paura di lasciarla da sola, gli da' sconforto ed
angoscia.
Le richieste di morire sono del tutto
rare, noi personalmente sappiamo cosa significa essere
stanchi disperati e dipendere da un assistenza fiacca e
burocratica, e alla fine prevale il desiderio di farla
finita.
Mi auguro di sensibilizzarti ed accogliere questo nostro
grido di sofferenza, ed umana partecipazione al tuo dolore.
Accogli le nostre richieste, ed incontriamoci.
Fiduciosi al nostro ascolto ed incontro.
Catania 11 Novembre
2008
Pietro Crisafulli e famiglia
Eutanasia: 99% italiani
(disabili) vuole essere tenuto in vita come Eluana Englaro
il 99 per cento degli italiani che
vivono una situazione simile (addirittura anche peggio) a
quella di Eluana Englaro, (che vengono nutriti
attraverso un tubo SNG o PEG ed aiutati dal respiratore)
vogliono essere tenuti in vita.Leggi tutto>>>
DIVENTERANNO TUTTI ENGLARO?
Dopo la sentenza della Corte di Appello
di Milano e la pilatesca decisione della Suprema Corte di
Cassazione, gran parte dei 3.800 casi di coma vegetativo (?)
in Italia seguiranno Englaro?
Leggi tutto>>>
il Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi risponde pubblicamente a Salvatore
Crisafulli
Caro Crisafulli,
ho letto con emozione ed angoscia la sua
lettera accorata: emozione per l'esperienza tragica che lei
e la sua famiglia avete attraversato e continuate a vivere,
ed angoscia per la sua disperazione: non voglio quindi darle
risposte di circostanza ma concrete, pubbliche ed immediate,
innanzitutto con queste righe.
Lei ha scritto: "Non può il diritto di
morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani". Le
sue parole, sono anche le mie. Personalmente, non credo
affatto nel "diritto a morire", ma in quello di essere
curato e tutelato dallo Stato e dalle sue Istituzioni,
diritto che deve valere per tutti i cittadini, in tutte le
condizioni e in tutti i momenti della vita.
Leggi tutto>>>
Lettera al Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi
"Sono stanchissimo di
lottare ed optare ancora per la vita"
Carissimo Presidente Berlusconi, scrivo
a lei che considero "la mia ultima spiaggia".
Sono un uomo che vive da paralizzato, la mia
patologia viene definita Sindrome Assimilabile alla
Locked.in ovvero "uomo incatenato" o
meglio ancora "uomo imprigionato",
imprigionato nel mio stesso corpo. Mi sento murato vivo,
vivendo in un abisso. Potrà capire le mie angoscianti e
terrificanti pene: questa patologia comporta la totale
paralisi del mio corpo. A differenza di chi vive in Stato
Vegetativo (io lo sono stato), sono riuscito a recuperare la
coscienza e a comunicare il mio pensero con il computer
grazie a un sofisticato software muovendo lo sguardo, la
testa e in particolare gli occhi.
Mi chiamo Salvatore
Crisafulli (disabile gravissimo), 43 anni, di Catania, e
sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale
avvenuto a Catania la mattina dell’11 settembre del 2003.
Sono entrato subito
in coma e successivamente in stato vegetativo permanente
(almeno così sentenziava la scienza medica per due anni).Poi, incredibilmente, nel 2005
riesco a raccontare che dopo circa sette mesi dal trauma
(quando per i medici ancora ero in stato vegetativo)
ho ripreso coscienza e sentivo e capivo tutto, sentivo ed
avvertivo anche di avere fame e sete, ma non riuscivo a
dimostrarlo perché non potevo muovermi e i medici erano
convinti che fossi un vegetale (in pratica una foglia
d'insalata), vivevo nel terrore. Leggi tutto>>>
Lettera
Aperta
Ai Sigg.ri direttori, del Corriere della
Sera, del Messaggero, La Repubblica, La Stampa, il Giorno,
Avvenire, il Giornale, La Padania, il Mattino, il Foglio,
Libero, e alle agenzie di stampa.
"Eluana Englaro non è una
foglia d'insalata"
La famiglia Crisafulli
si pregia di intervenire nel dibattito sulla vicenda della
povera Eluana Englaro, non per giudicare l'operato dello
sventurato padre di Eluana, bensì per dare un piccolo (forse
grande) contributo da parte di chi ben conosce cosa
significhi
sentirsi dire che il proprio caro è un
"vegetale".
A noi la speranza non è mai venuta meno e
siamo stati premiati dalla confessione del nostro
Salvatore, il quale ci ha ripetuto mille volte che,
mentre tutti i più grandi luminari d'Europa lo reputavano
una "foglia d'insalata", lui si sentiva vivo e partecipe
e soffriva terribilmente senza poter comunicare all'esterno
la sua atroce ed agonizzante pena. La sua storia è stata
trascritta nel libro "Con gli occhi sbarrati" l'airone
editrice.
Leggi tutto>>>
La condanna a morte di
Eluana Englaro
"Cancella le nostre
speranze"
La Sentenza di Morte emessa dal
Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è
veramente agghiacciante, fa venire i brividi cancellando
definitivamente le nostre speranze e condannando duramente
tutti i disabili gravissimi, mi chiedo cosa ne sanno i
Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? di
cosa si sono accertati? esistono dei parametri! e dei
criteri validi per confermarne l'irreversibilità?
Assolutamente NO.
Rimango scioccato dal duello che appare
solamente tra il Sig Englaro e la Chiesa, e noi protagonisti
direttamente coinvolti, nulla di tutto ciò.
Leggi tutto>>>
Determinante è molto interessante è stato
il Meeting dello scorso 24 Giugno 2008 eseguito presso la
sede generale UNICEF di Roma, (evento organizzato
dall'associazione amici del risveglio onlus
www.amicidelrisveglio.org), al fine di far conoscere
la più recente scoperta scientifica
americana in campo di danno cerebrale e del coma,
che è stata introdotta nella medicina ufficiale ed
internazionale, in particolare sui bambini ma anche per
adulti, (Terapia iperbarica, Terapia intensiva, Terapia
cranio sacrale ecc. ecc.) Al Convegno erano presenti i
proprietari di quattro centri di Terapia intensiva
iperbarica (USA), diversi bambini disabili con le loro
famiglie, presente anche Pietro Crisafulli, e diverse
associazioni. In tale occasione sono state consegnate
diverse cartelle cliniche, tra cui anche quella di Salvatore Crisafulli.
il caso Centro Studi Neurolesi Bonino
Pulejo di Messina
"Dopo oltre 4 anni il GIP di Messina
dispone l'archiviazione"
A seguito, della comunicazione del
decreto di archiviazione emesso dal GIP del Tribunale di
Messina, del procedimento penale, instaurato nei confronti
del Centro Studi Neurolesi Bonino Pulejo di Messina... Leggi tutto>>>
IL SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
RISPONDE A NOME DEL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO
Gentile Signor Crisafulli, Le rappresento i sensi della partecipe attenzione del
Presidente Giorgio Napolitano per quanto lei torna ad
esprimere nella Sua più recente lettera. La più ampia
considerazione pubblica delle questioni da lei nuovamente
evocate appare certamente necessaria. Il Capo dello Stato
non può che riconfermare l'impegno manifestatole nella sua
lettera dello scorso 5 aprile, del quale non manca riscontro
anche nei diversi interventi volti a sollecitare e sostenere
l'azione dei pubblici poteri, nazionali e locali, sia per
dare attuazione a quanto già disposto, sia per promuovere
gli ulteriori provvedimenti necessari a garantire efficaci
cure e sostegno alle persone - e alle loro famiglie -
colpite da gravi e prolungate sofferenze, nel pieno rispetto
di quanto sancito dall'art. 32 della Costituzione. Nel rinnovare a lei e alla sua famiglia il saluto del
Presidente Napolitano, l'occasione mi è
grata per associare di cuore
il mio personale.
Il Segretario Generale del Presidente della Repubblica
Donato Marra
data di ricevimento e di pubblicazione 04 Giugno
2008
Caro Presidente,
adesso che la Nazione ha un
nuovo Parlamento e un nuovo Capo del Governo, voglio
rispondere alla Sua lettera ricevuta lo scorso 8 Aprile
e da me resa pubblica. Aver ricevuto la Sua lettera mi ha
riempito il cuore di felicità.
Premesso ciò, vorrei
innanzitutto chiarirle chi sono.
Mi chiamo Salvatore
Crisafulli di 43 anni, vittima di uno spaventoso incidente
stradale avvenuto a Catania l’11 settembre del 2003,
entro in coma, successivamente trapasso lo stato vegetativo
permanente (sentenziato dalla scienza medica per due
anni), e poi, incredibilmente nel 2005, riesco a raccontare
che dopo circa sette mesi dal trauma, (quando ancora ero in
coma), mi risveglio ed io sentivo e capivo tutto. La mia
storia in pochi secondi fece il giro del mondo. Le ho
scritto altre volte senza aver ricevuto risposta. La mia
incredibile storia e stata anche trascritta in un libro dal
titolo “Con gli occhi sbarrati”.
Oggi vivo da paralizzato, la mia patologia è quella che si chiama sindrome
assimilabile alla Loked.in “uomo incatenato”
ma con una straordinaria voglia di vivere, che trasmisi anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo “inutilmente” di
lottare per la vita.
Per far sentire la nostra voce “silenziosa”, a tutta la classe
politica ho bisogno del suo aiuto.
Pertanto vorrei che si
aprisse un dibattito sulla nostra condizione e sulla mancata
attuazione di varie leggi che garantiscono il diritto alla
salute sancito dalla Costituzione.
Caro Presidente noi
amiamo la vita! La morte per noi rappresenta un “orrore” e
vorremmo vedere garantita la nostra voglia di vivere.
Perché i mass media parlano
solo di eutanasia senza andare in fondo al problema? Perché
le discussioni si infiammano quando vengono sollevati casi
come quello di Piergiorgio Welby? Si deve avere il coraggio
di andare oltre le motivazioni secondo le quali ad alcuni di
noi conviene fare ricorso alla “dolce morte”. Non può il
diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti
umani.
Se lo Stato riuscisse a
garantire pienamente la tutela della vita, in ogni sua fase
della malattia e della disabilità ed anche nella fase
insostenibile, credo non esisterebbe alcun fenomeno di
eutanasia, certo, poi, quando, si
arriva alla disperazione, si spegne quella fiamma della
speranza, che, non trovando concrete risposte
assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di
fine vita.
In Italia da anni si discute
del testamento biologico, sembra che lo Stato sia orientato
al riconoscimento del diritto di morire, anche perché non
conviene spendere soldi per uno che si trova in cattive
condizioni di salute.
Presidente sa cosa temo? Che
non si voglia più prendere cura delle persone deboli. Ecco
perché parlo di “eutanasia passiva dello stato
italiano”. La dolce morte trova spazio dove c’è
disperazione, dove c’è un grande senso di abbandono e di
sofferenza.
Dove invece, c’è volontà di
vivere come in noi, le cose stanno in modo inverso. Senza
avere la forza di prendere una penna in mano, ma aiutato e
sostenuto dalle mani di altre 90 famiglie che vivono sulla
loro pelle questo terremoto capitato (forse non a caso)
nella loro vita, divento io il portavoce di questa lotta
“silenziosa”. Tutti conoscono il mio caso, da più
tempo perché ho la fortuna di poter parlare attraverso un
computer, usando la sola cosa che riesco a comandare: “gli
occhi”, oltre al movimento del capo.
Al tutt’oggi il nostro
problema è ancora privo di attenzione soprattutto nel
considerare che le persone nel mio stato col tempo
migliorano, (la mia storia ne è la prova tangibile). “Lo
stato vegetativo”, è il risultato di raffinate tecniche di
rianimazione, che riescono a salvare dalla morte. E’ il
limbo, che non è morte nel quale si può vivere se assistiti
e uscire se la medicina riuscirà a farci superare le
gravissime lesioni cerebrali determinate da vari traumi.
Sig. Presidente oggi tutto
grava sulle nostre famiglie, perché non ci sono strutture adatte ad accoglierci ed in particolare non
esiste un assistenza domiciliare come in molti paesi
europei.
Gli ospedali che ci
assistono oggi sono le nostre casecon tutti i problemi che la situazione comporta
dalla spesa all’impegno. Oltretutto, con l’autonomia
regionale esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del
Paese! In Lombardia ci sono persone che nelle nostre stesse
condizioni a cui non manca (quasi) niente, in Sicilia in
Puglia manca tutto.
La Regione Sicilia, per
esempio, con “Statuto speciale” non recepisce una legge
nazionale come la 162/98 (“vita indipendente”). Altro che
vita indipendente, da anni dicono che mancano i fondi e
pertanto non si può usufruire nemmeno dei benefici della
legge 328/00.
La nostra condizione
sembrava non interessare a nessuno fino a che non succedesse
l’orrore e lo scempio di Terri Schiavo.
Ecco perché ci siamo
esposti, questo nostro dramma non può più essere sottaciuto!
Ora non ce la facciamo più.
E allora, perché Sig.
Presidente parlare sempre di eutanasia?
Non capisco perché prima ci
salvano e poi ci uccidono!Ed allora perché non
chiudere i reparti di rianimazione se il problema e così
insormontabile?
Nel nostro caso è più
difficile vivere che morire
e la condizione mia e di queste persone né è prova di fatto.
Anche le affermazioni del
Papa in difesa dello stato vegetativo, rimangono vuote se le
istituzioni non cominciano a fare una seria politica per la
vita, se non si applicano quelle leggi che sono rimaste
solamente sulla carta.
Finche c’è vita nel corpo di
una persona non si può dire che non ci sia nulla da fare:
bisogna solo trovare la strada giusta da percorrere!
Solo il suo intervento potrà
evitare richieste di eutanasia.
Tengo a precisare, caro
Presidente, che ogni caso è unico a se stesso e non esiste
analogia. Ci sono persone come me che sono “uscite dal
tunnel” del coma altre che hanno gli occhi aperti, sono
capaci di seguire e talvolta possono abbozzare dei sorrisi o
delle smorfie, o anche monosillabi, ma, se lasciate sole,
queste persone non collaborano, non seguono, non migliorano.
Il vero dramma non è il
cosiddetto “stato vegetativo” ma quello che ne consegue:
l’abbandono, l’indifferenza delle istituzioni e della
medicina.
E poi vi è la nostra
stanchezza, di non riuscire a farsi sentire dopo anni
passati in queste condizioni, che mette a dura prova sia noi
che i nostri familiari, i quali alla fine, finiscono con
l’ammalarsi anche loro.
E’ allora che fare? Bisogna
realmente chiedere l’eutanasia?
Io e queste 90 famiglie
pensiamo di no. Occorre prenderci in considerazione, non
trattarci come malati terminali, ma assisterci
adeguatamente, molti di noi sono giovani. Ci vuole una nuova
coscienza civile di questo gravissimo problema lungamente
messo da parte, perché a tutti potrebbe capitare il nostro
stesso inconveniente. Caro Presidente ci affidiamo alla sua
parola, ringrazio per l’attenzione e la disponibilità.
19 Maggio 2008
Salvatore Crisafulli +90
con me sottoscrivono:
Mamma di Carmela Galeota
(Ginosa Ta) Famiglia di Emanuela Lia (Tricase Le) Famiglia
di Carmelo Spataro (Castelfiorentino Fi) padre di
Cristina Magrini (Sarzana SP) famiglia di italo Triestino (Fiesco
CR) famiglia di Lioce Vita (Ginosa TA) famiglia di Marcello
Crisafulli (Monsummano Terme PT) Associazione uniti per i
risvegli (Bari) Familiari di Nd (BARI) famiglia di Leonardo
Colella (BARI) familiari di Angela Giovannelli (BARI)
familiari di Angelo Cervo (Erchie) familiari di Antonio
Petrosino (BARI) Pino Fraccalvieri (Puglia) Giovanni
Martinello (BG) Antonio Daloiso (FG) Vincenzo Marziano
(Calabria) Alfredo Ferrante (Roma) Fargnoli Ginevra
(Caserta) Santoro Pasquale (BR) Maria Sapienza (Calabria)
Sebastiani Alessio (Roma) Maria Calabrese (Napoli) Toscano
Alberto (RC) Lazzari Pietro (SA) Michele Carnevale (SS)
Marco Dito, (SR) Pezzino Nicola, (PA) Palmieri Salvatore,
(FI) Gallesi Fabrizio, (TA) Giugliacci Morena, (PZ)
Ciamarone Rita, (PS) Roberta Rossi, (RC) Roberto Cherubini,
(LE) Palmucci Lorenzo, (BR) Bertoni Oreste, (NA) Barbati
Ilaria, (CA) ND minore di (CA) La Manna Susy. (RM) Ornella
Valenti (TP) Irene Trovato (CT) Francesco Spoto (Gravina di
CT) Manuele Diolosà (NA) N.D. minore di (CT) Grilli Alberto
(PT) Lombardi Marco (LE) Putignani Leonardo (RC) Tredici
Giuseppe (CS) Gambino Carmelo (RG) Lo Bue Ernesto (RM)
Farina Barbara (MT) Coletta Pasquale (CZ) Santini Tamara (CL)
Lepori Gaspare (NA) Giliberto Mario (SR) Rocca Davide (RM)
Cucinella Giorgio (PA) Manzo Angela (NA) Schifano Alessio
(SA) Leonardi Paolo (AN) Angelini Pamela (LU) Quadrone Mario
(RC) Ursone Angelo (MT) Monsù Vincenzo (PA) Marzucchi
Ottavio (LE) Di Bennardi Francesco (CT) Ruggero Santa (NA)
Spataforo Concetto (SR) Battifoglia Riccardo (LE) Leogrande
Marcella (AN) Gasperini Nicolas (FI) Miccoli Nora (VT)
Lampone Carlo (PE) Santangelo Lina (ME) Spinella Francesca
(CT) Garozzo Antonino (CT) Miceli Alessandro (CZ)
Scopellitti Maria (TA) La Bruna Giovanna (PA) Leone Alessio
(CS) Lo Presti Giacomo (CT) Giovannardi Marcella (Puglia)
Ferraro Antonio (Moiano BN) Massimiliano Ferrauto (Tortona
AL).
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
NAPOLITANO RISPONDE A SALVATORE CRISAFULLI
Gentile Signor
Crisafulli la ringrazio per avermi reso partecipe della
decisione di accogliere l'appello rivoltole dal ministro
Livia Turco e di interrompere "l'astensione di assumere
qualsiasi tipo di alimento". E sono lieto che abbia chiesto
a quanti con lei hanno condiviso quella forma estrema di
"protesta" di seguirla anche in questa responsabile scelta.
Leggo che l'ha fatto confidando nella mia personale attenzione "ai fatti della
vita", e vorrei confermarle
l'impegno, già affermato
lo scorso dicembre in occasione della Giornata europea delle
persone con
disabilità, affinchè le istituzioni facciano fronte alla
"grande questione di umanità e civiltà"
costituita da tutte le "barriere materiali e immateriali".
Avverto
nella sua lettera gli stessi sentimenti di dolore che mi
avevano indotto,
all'indomani dell'appello rivoltomi da Pier Giorgio Welby, a
raccogliere quel messaggio di tragica sofferenza, con
umana partecipazione e assoluta considerazione per tutte le
opinioni
relative a vicende che mettono in discussione la dignità
e il valore della vita umana.
Così
come ho inteso, allora, sollecitare un confronto sensibile e
un chiarimento responsabile su
quella questione eticamente delicata, tengo ora a richiamare
l'attenzione sui bisogno di maggiore intensità di cura e di
assistenza delle persone che lottano per la vita (" e non -come
lei scrive - per una vita 'vegetale' ") contro il male.
Anche con percorsi assistenziali
personali, che siano adeguati e rispettosi della qualità
della vita nelle particolari condizioni
imposte dal decorso della malattia. Per i quali è necessario
- a seguito della riforma del
tìtolo
V
della Costituzione - l'attivo concorso dei diversi soggetti
responsabili: dal governo
centrale, cui spetta garantire la effettiva tutela del
diritto alla salute in tutto il paese, alle
Regioni e gli Enti locali che debbono assicurare i livelli
essenziali di assistenza con standard
di qualità uniformi nel Paese.
E', quindi, giusto che le forze politiche si mostrino
consapevoli della responsabilità
dì
dare piena attuazione ad un principio fondamentale della
convivenza civile, quale è il diritto
alla salute e a condizioni di vita dignitosa. E mi auguro
che, pur nell'ambito di quanto
prescritto dall'art 1 del D.L. 3.1.2006, n. l ("Gli elettori
affetti da gravi infermità, tali da
impedirne l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano,
che sì trovino in condizioni di
dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature
elettromedicali sono ammessi al voto
nella predetta dimora"),
Voi
stessi possiate esercitare - e così esserne partecipi -
questo
essenziale diritto di cittadinanza.
Caro Presidente,
la richiesta avanzata dal Ministro Livia Turco ma anche dal
dott. Guizzetti, dalla dott.ssa Matilde Leonardi, dalle
Associazioni di Volontariato e da numerosi cittadini che mi
hanno scritto, mi ha portato a chiedere anche agli altri
amici che con me avevano condiviso la protesta a revocare
l’astensione dall’assumere qualsiasi tipo di alimenti.
Devo precisarle che la mia, come quella degli altri soggetti
nella mia condizione non è la volontà di morire ma di
vivere.
Di vivere come meglio si può, anche nella condizione in cui
siamo. Avrà saputo, a suo tempo, che, in costanza della
richiesta di eutanasia di Piergiorgio Welby, gli scrissi una
lettera invitandolo a continuare a vivere e non a chiedere
di morire.
Oggi, Presidente, ho cambiato idea. Piergiorgio Welby
aveva ragione, me ne rendo conto, nell’accorato appello che
fece per una vita possibile. Un appello, però, per la
vita, non per una vita “vegetale”, come molti dicono.
Noi non siamo dei “vegetali” siamo delle persone
che, sia pure nello stato di incomunicabilità, in cui siamo,
comprendono tutto, elaborano, ascoltano, discernono.
Non
siamo delle piante prive per sempre della parola, della
comunicativa, della ragione. Abbiamo la capacità di seguire
ogni cosa della vita, capiamo ma non comunichiamo, siamo
vigili e tentiamo di uscire dallo stato in cui ci troviamo.
E’ per questo che ci rendiamo conto di quanta
sofferenza creiamo a chi ci assiste in stato di precarietà.
E’ per questo che ho fatto sapere alle persone che con me
comunicano ogni giorno che forse era necessario iniziare una
protesta per richiamare l’attenzione sulle nostre necessità.
Piergiorgio Welby aveva ragione quando si chiedeva, se era
vita quella che conduceva, chiuso nel suo isolamento. Anche
noi siamo per la vita e non per la morte.
Ma
una vita
naturale non artificiale, una vita che consenta di sentirci
persone non di peso agli altri o almeno non in modo scomodo.
Sento molte volte parlare i miei della preoccupante
situazione mia e di altri malati come me, delle difficoltà
che devono superare per noi, della loro mancanza di libertà
per accudirci, della situazione che ci sarà dopo la loro
morte e mi chiedo perché vivere ancora per dare ulteriore
sofferenza agli altri? Che vita è questa? E non solo per
noi! Che male hanno commesso gli altri, costretti a
sacrificarsi per continuare a farci vivere con la speranza
di tornare ad essere gli esseri di prima?
Noi speriamo di
poter riprendere le nostre attività, lo sogniamo ogni giorno
ed ogni giorno speriamo di poter superare lo stato di
difficoltà in cui ci troviamo. Vi sarà un futuro per noi?
Non lo sappiamo. Intanto, speriamo nelle nuove ricerche,
nella scienza, nella nostra stessa capacità di farcela.
Voglio lanciare una provocazione: se la nostra situazione è
di peso alla collettività, disponga la chiusura dei reparti
di rianimazione, così il problema è risolto! Molte volte,
però, mi soffermo sulla vita che conduce mia madre, i miei
fratelli, la mamma di Galeota, che a 63 anni deve provvedere
alle necessità della figlia. Allora entra in me lo
sconforto, la convinzione di non farcela, la certezza della
inutile attesa.
Ho sospeso la protesta sicuro che lo Stato, come affermato
dai suoi rappresentanti, voglia fare questo passo di
attenzione nei confronti delle nostre necessità, sicuro che
le promesse di questi giorni non siano quelle di
“Pulcinella”.
Noi non voteremo perché non siamo in condizioni di farlo e,
quindi, speriamo che le promesse di questi giorni siano
dettate dalla presa di coscienza della nostra situazione e
dalla volontà di riuscire a risolvere i nostri problemi.
Io e gli altri, Sig. Presidente, confidiamo in Lei perché
sappiamo che è persona attenta ai fatti della vita, che
guarda con attenzione le necessità dei più deboli, che ha
riguardo per chi si batte per continuare a vivere ed è
convinto che la vita, se vissuta adeguatamente, è migliore
della morte.
Per questo abbiamo sospeso la protesta, sicuri che almeno la
Sua parola non verrà meno.
Un grazie ed un saluto da parte mia e di tutti gli altri.
29 Marzo 2008
Salvatore
Crisafulli + 39
Cristina Magrini,
Italo Triestino, Lioce Vita Antonio, Carmelo Spataro, Emanuela Lia,
Carmela Galeota, Marcello Crisafulli,
Associazione uniti per i risvegli di Bari, Leonardo Colella,
Angela Giovannelli, Angelo Cervo, Antonio
Petrosino, Pino Fraccalvieri, Giovanni Martinello,
Antonio Daloiso, Vincenzo Marziano, Alfredo Ferrante,
Fargnoli Ginevrra,
Santoro Pasquale, Maria
Sapienza, Sebastiani Alessio,
Maria Calabrese, Toscano Alberto, Lazzari
Pietro, Michele Carnevale, Marco Dito, Pezzino Nicola, Palmieri Salvatore,
Gallesi Fabrizio, Giugliacci Morena, Ciamarone Rita, Roberta
Rossi, Roberto Cherubini, Palmucci Lorenzo, Bertoni Oreste,
Barbati Ilaria, ND e La Manna Susy.
L’intervento del Ministro della Salute
Livia Turco (lettera
ricevuta oggi), nonché del Dr Guizzetti, e della Dott.ssa
Matilde Leonardi, ma anche di organizzazioni del
volontariato e di semplici cittadini hanno determinato la
decisione di SALVATORE CRISAFULLI di non
proseguire lo sciopero della fame e di continuare a lottare
per la vita.
Attraverso il canale informatico, unica possibilità che egli
ha per comunicare con gli altri, ha finalmente fatto sapere
ai famigliari ed a chi lo stava seguendo nella astensione
che occorre riprendere l’impegno di vivere in attesa di
ottenere risultati soddisfacenti dalla scienza che,
attraverso l’impiego delle cellule staminali, prima o poi
riuscirà a far uscire dallo Stato Vegetativo quanti come lui
sono costretti a vivere in solitudine e in apparente
vegetazione.
Le promesse di un maggiore impegno sulle
necessità assistenziali, fisioterapiche, farmaceutiche e
sanitarie in genere da parte dei responsabili politici
nazionali, che si sono impegnati di incidere notevolmente
sulle decisioni delle singole Regioni in favore dei soggetti
in coma vigile, sono state determinanti per la decisione
adottata da Salvatore e dagli altri soggetti che lo stavano
seguendo nella scelta dell’astinenza alimentare.
Le
rispettive famiglie sono entusiaste che finalmente si sia
posto fine ad una situazione che stava diventando
drammatica
ed irreversibile e sono fiduciose
che l’attenzione dei
politici, dei media e delle associazioni, con la sicura
guida del Capo dello Stato, determineranno una situazione
diversa dal passato e consentiranno un impegno soggettivo di
ciascun malato a sperare in un ritorno alla vita fisicamente
normale o quasi, nella prospettiva che finalmente lo stato
prenda coscienza della loro situazione e stabilisca una
volta per tutte che il trattamento praticato ai soggetti nel
particolare stato di coma vigile non sia guardato in termini
economici ma in termini umanitari.
Sento anche il dovere di ringraziare sentitamente la Sig.ra
Maria Adduci Bari, e Olimpia Tarzia.
Comunicato raccolto e
trascritto dalla famiglia di Salvatore.
26 Marzo ore 23:30
La lettera del
Ministro Livia Turco a Salvatore
Gentile Signor Crisafulli, le scrivo per
chiederle di interrompere lo sciopero della fame che ha
deciso di intraprendere per rivendicare il diritto ad una
assistenza più adeguata, che tenga conto delle sue necessità
e di quelle dei suoi familiari. Innanzitutto perché da
Ministro della Salute, ma prima ancora da cittadina di
questa Repubblica, non mi rassegno alla idea che per godere
di un diritto riconosciuto dalla nostra Carta Costituzionale
si debba essere costretti a ricorrere a forme di lotta così
estreme. In secondo luogo per testimoniarle concretamente
che non è, e non deve sentirsi solo, né tanto meno
abbandonato. Assumo personalmente l’impegno a fare in modo,
per quanto è nelle mie possibilità, che le sue necessità
siano pienamente riconosciute e soddisfatte in maniera
adeguata. A tal fine Stefano Inglese, mio
consigliere per le problematiche delle disabilità, è in
contatto con la sua famiglia e con
la Direzione Generale della sua Asl, che ha
avviato una verifica del programma assistenziale che la
riguarda.
So quanto sia dura la sua vita e quella di quanti, come Lei,
fanno i conti con disabilità particolarmente gravi. E non mi
sfugge che ancora oggi, nonostante l’impegno meritorio di
tanti, in molte parti del Paese si finisce per scaricare
sulle famiglie carichi e oneri eccessivi, che si rivelano,
presto o tardi, insostenibili.
Nei venti mesi nei quali ho avuto la responsabilità del
Ministero della Salute ho cercato di mettere in campo una
serie di misure e provvedimenti che ritengo utili e
necessari proprio per migliorare la qualità della assistenza
in situazioni come
la sua.
Abbiamo
fissato criteri più rigidi e vincolanti per la qualità della
assistenza a domicilio, all’interno delle strutture per
lungodegenti e negli hospice. Abbiamo dettagliato di più e
meglio quanto deve essere garantito per assicurare una
assistenza di qualità e in linea con i bisogni. Abbiamo
rinnovato l’elenco dei presidi e degli ausili garantiti dal
Servizio sanitario nazionale, introducendo anche quei
comunicatori grazie ai quali lei stesso riesce a comunicare
con l’esterno e a vincere l’isolamento al quale, altrimenti,
le sue condizioni di salute la costringerebbero. Abbiamo
semplificato le norme sulla invalidità, evitando visite e
controlli inutili per conservare la titolarità ai diritti
acquisiti.
Sappiamo che serve di più, molto di più, e che tanto di
quanto già le norme prevedono non sempre viene applicato e
rispettato. Ma la prego di non considerare ciò motivo
sufficiente a rinunciare a quell’attaccamento allavita che abbiamo potuto apprezzare tutti, qualche
mese fa, nel suo appello a Pier Giorgio Welby. Non cambi
opinione adesso. Abbiamo bisogno, tutti noi, della
testimonianza e dell’impegno di persone come lei. Non solo
per garantire una consapevolezza più estesa e diffusa della
necessità di fare un salto di qualità nella attenzione per
la qualità della vita, garantendo più efficienza ed
eguaglianza di fronte alla malattia, alla sofferenza, alla
morte. Ma anche per testimoniare quanto la vita meriti di
essere vissuta e spesa fino in fondo, sempre e comunque. La
battaglia che lei sta conducendo, le questioni che sta
sollevando insieme a molti altri malati che ho conosciuto e
seguito nel corso di questa esperienza di governo, stanno
via via imponendo alla attenzione di una opinione pubblica
sempre più ampia, e alla politica, temi e questioni che,
altrimenti, sarebbero rimasti confinati tra addetti ai
lavori, familiari, organizzazioni di pazienti. E stanno
chiedendo a tutti noi di fare tutto ciò che ci compete, ed è
nelle nostre possibilità, per impedireche una disabilità grave si trasformi, di fatto, in
un impoverimento della dotazione di diritti della persona.
Non è poco, non è davvero poco!
La sua vita è preziosa per lei stesso, per la sua famiglia,
per tutti noi, non lo dimentichi.
Con affetto sincero
Livia Turco
Ministro della Salute
Roma, 26 marzo 2008
"Lo Stato non ha
pietà di nessuno"
L'urlo silenzioso e straziante di
Salvatore Crisafulli, il primo della lista dei partecipanti
alla protesta, che perdura da oltre due settimane, che lo
portò anche ad opporsi a Piergiorgio Welby non c'è la fà
piu', si è spenta la sua grande voglia di vivere. "Lo
Stato non ha pietà di nessuno". 24 Marzo 2008
COMUNICATO STAMPA del 15/3/2008
(nuovi entrati Aggiornato al 23 Marzo)
LETTERA
APERTA: n° 2
A TUTTI GLI ORGANI ISTITUZIONALI CHE GOVERNANO L’ITALIA, A
TUTTE LE FORZE POLITICHE, A TUTTE LE AGENZIE DI STAMPA E TV
PUBBLICHE.
CONTINUA
LAPROTESTA AD
OLTRANZA DEI DISABILI GRAVISSIMI CHE DI GIORNO IN GIORNO
CRESCE DI NUMERO.(28)
“CONTRO L'EUTANASIA "PASSIVA" DELLO STATO ITALIANO”
“Uno Stato che non ha
pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno
capace di ascoltare la tua”. (stralcio-risposta di
Piergiorgio Welby a Salvatore Crisafulli).
"L'assistenza ai
disabili deve essere un punto prioritario del programma
elettorale"
"Protesteremo ad oltranza
ed informeremo la magistratura
se non si comincerà a fare una seria politica sociale per le
persone vittime di incidenti e vittime dell’indifferenza
della politica e dei giornalisti”.
CEREBROLESIONI E STATO VEGETATIVO:
"UNA EPIDEMIA SILENZIOSA"
Con questo nuovo
comunicato, le famiglie chiedono ai giornali e a tutte le
forze politiche di intervenire immediatamente, se veramente
esiste il diritto alla vita e la sua dignità,
assicurando tempestivamente prima della formazione del nuovo
Governo l’assistenza dignitosa dei loro assistiti come
prevedono le leggi.
Chiedono, inoltre di
prendere in considerazione le implicazioni psico-sociali del
grave trauma cranico e di tutte quelli stadi che portano al
cosiddetto “Stato Vegetativo” che tuttora viene poco
studiato e preso in considerazione, considerato che –negli
ultimi 15 anni- è diventata una vera e propria
EMERGENZA SOCIALE che non si può più ignorare, vista
la crescita esponenziale delle persone che rimangono in
bilico, tra una vita che non è più “vita” ed una morte che
naturalmente non viene..
Le famiglie: Non ce la
facciamo più a sentirsi abbandonate dallo Stato. A sentirsi
sole, indifese e senza la possibilità di far comprendere la
loro sofferenza.
Così in
VENTOTTO:Salvatore Crisafulli,
Cristina Magrini, Italo Triestino, Carmelo Spataro, Emanuela
Lia, Carmela Galeota, Marcello Crisafulli, ND, Leonardo
Colella, ND, Angela Giovannelli, Angelo Cervo,
Associazione Uniti per i risvegli di Bari, Antonio Petrosino, Pino Fraccalvieri, Giovanni Martinello, Antonio Daloiso,
Vincenzo Marziano, Alfredo Ferrante, Lioce Vita Antonio,
Fargnoli Ginevra, Santoro Pasquale, Maria Sapienza,
Sebastiani Alessio, Maria Calabrese, Toscano Alberto, e
Lazzari Pietro che vogliono
rappresentare la volontà di tanti altri disabili italiani,
hanno, deciso direttamente o tramite le loro famiglie di
sensibilizzare lo Stato italiano perchè assicuri
un'assistenza sanitaria adeguata
come prevede l’art
32 della costituzione della Repubblica italiana
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce
cure gratuite agli indigenti… La legge non può in nessun caso
violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”
e come prevede
anche l’art 38 della costituzione “Ogni cittadino
inabile…. per vivere ha diritto al mantenimento e
all’assistenza sociale” come prevede la legge 162 del
1998, e L. 328/00 e DDL 130/00. questi disabili vivono
in una perenne angoscia e le loro famiglie non sanno come
risolvere i problemi di gestione che lo Stato ignora o
disattende.
Salvatore Crisafulli, 43 anni, vive a Catania, inchiodato al
letto in condizioni di minima responsività, in quella che si
chiama sindrome di Locked in, dopo che si è risvegliato
miracolosamente da uno “Stato Vegetativo Permanente”dopo due anni in seguito a una incidente stradale che
risale all'11 settembre 2003. La cui storia viene riportata
nel libro “Con gli occhi sbarrati” Un caso ormai noto in
tutto il mondo definito come Terri Schiavo, circostanza
questa confermata durante un incontro con il fratello Bobby
Schindler lo scorso 27 Febbraio.
Oggi Salvatore, che solo
grazie a un sofisticato software comunica muovendo la testa
e gli occhi, mantiene contatti in internet, attraverso le
nuove tecnologie e i nuovi sistemi di comunicazione (blog,
myspace), è un grande esempio di chi combatte contro
l'eutanasia, per la sua straordinaria voglia di vivere, di
continuare a sperare, anche grazie all'impegno di tutta la
sua famiglia.
Citiamo il suo accorato
appello a Piergiorgio Welby, “ti supplico non chiedere la
morte, ma combatti per la vita”.
Sicuramente oggi farà
clamore la scelta di Salvatore, ma nonostante la precedente
lettera aperta ed il totale silenzio da parte di tutte le
istituzioni, ritornano in mente le parole che Welby disse a
Salvatore:
“Uno Stato che non ha
pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno
capace di ascoltare la tua”. Sante parole…
Salvatore si è sempre dimostrato sensibile anche alle storie
e al dolore di altre persone che, come lui, si trovano in
condizioni fisiche terribili. E venendo a conoscenza di
tantissimi casi che pervengono anche sul nostro sito
internet
www.salvatorecrisafulli.it ha voluto anche
lui affiancarli in questa battaglia chiedendo, a noi
familiari di "non essere alimentato per alcuni giorni e non
essere sottoposto alle terapie, anche sapendo che questo gli
porterà gravi conseguenze di salute o addirittura a
rischiare di morire". "Questo - ci ha comunicato Salvatore -
non vuol dire che voglio morire, ma credo che è giusta la
protesta di tutti noi disabili abbandonati dallo “STATO
ITALIANO” e dal
“TOTALE SILENZIO”
alla quale mi affianco in questa
battaglia, iniziando da oggi uno sciopero della fame, pur
sapendo di rischiare di morire.
E' necessario che al disabile grave gli venga assicurata
un'assistenza sanitaria come prevede la costituzione
italiana, art 32, ed art 38 nei casi previsti dalla legge
162/98, “ VITA INDIPENDENTE” Cosa che manca a tutti noi.
Ma in Italia si hanno
le prove, la Sanità non prevede questo tipo di appoggio alle
famiglie, che sono tantissime e che vivono queste terribili
situazioni. Anzi, molto spesso le famiglie vengono
abbandonate, come era accaduto a Salvatore, e per questo
motivo molti chiedono l'eutanasia più per togliersi un peso
che per altro.
Da oltre tre mesi i fisioterapisti si sono “volatizzati”. La
nostra famiglia siamo i suoi fedeli terapisti.
E' gravissimo questo
anche in virtù di quello che sottolinea ogni volta il Papa,
cioè che lo stato di coma e lo Stato Vegetativo è comunque
vita, come dimostrato anche con la storia di Salvatore.
"I politici oggi iniziano
la campagna elettorale per le prossime elezioni, ma parlano
di tutto meno che di questo gravissimo problema della nostra
società. ”I politici dovrebbero mettersi nei panni di TUTTI
questi gravi e gravissimi disabili, parlano TANTOdi
famiglia di diritto alla vita di dignità e di embrioni,
ma purtroppo sono solo parole, poi quando si tratta di
dimostrare per davvero l’amore per il prossimo sono tutti
egoisti."
Cosa fare con i disabili gravi? La nostra richiesta
è: “L’assistenza Sanitaria negata da svariati anni” Come
prevedono gli Art. 32 e 38 della costituzione della
Repubblica, affiancata alle leggi 162/98, 328/00 insieme al
DDL 130/00.
Chiediamo anche che sui vostri programmi, la legge per i
disabili venga inserita come priorità assoluta, perché la
situazione ormai è veramente all'estremo, molte persone
vivono in condizioni disperate e di casi ne conosciamo
tantissimi, ed alcuni verranno qui riportati, crescendo
notevolmente di giorno in giorno.
Chiediamo a tutti i
disabili e le loro famiglie, ed anche alle associazioni di
sostenerci organizzandoci e manifestando quanto prima,
cliccando qui
Chiedendo a tutti i politici in giacca e cravatta di fare un
giro nelle nostre case, perche non ci venite a trovare?
Walter Veltroni lo inviterei subito a casa mia a mangiare,
cosi personalmente capirebbe la gravità della situazione.
Caro Walter Veltroni SI PUO’ FARE?
Caro Silvio Berlusconi
ITALIA RIALZATI? Vi aspettiamo......
Mica siamo obbligati con forza ad accudire ed
alimentari i nostri congiunti.
"in linea di massima sono contrario all'eutanasia" - ma....
prima che mia figlia rimanga sola, quando io non ci sarò
più, e se le cose rimarranno così...sono favorevole al testamento biologico per farla morire -
(padre di Cristina da
27 anni in SVP)
Ci aspettiamo risposte immediate dai politici italiani.
A tutt’oggi nulla si è verificato per far
riconoscere i diritti come prevede la costituzione art. 32 e
38, ed applicare le leggi 162/98, la 328/00 e il ddl 130/00.
15
Marzo 2008 ore 16:40 (nuovi
entrati Aggiornato al 23 Marzo)
Riceviamo e volentieri
pubblichiamo
Caro Pietro,
ci conosciamo da tempo e sai quanto bene vogliamo a
Salvatore e a tutta la vostra straordinaria famiglia. Ma
poiché il vostro appello è istituzionale, voglio risponderti
formalmente e pubblicamente.
Sono
d’accordo con voi quando dite che ciò che più è vergognoso e
devastante in Italia è l’abbandono terapeutico sofferto da
tante famiglie che hanno con se un familiare disabile
gravissimo o in fase terminale. E hai potuto constatare che
le mie non sono pure affermazioni di principio.
Purtroppo
parte del mondo politico non ha capito che è proprio
disinteressandosi delle reali difficoltà delle fasce più
deboli - a causa di motivi economici o sociali o di salute
– che ha, nel tempo, generato un disinteresse della gente
verso una politica che non è in grado più di dare risposte,
troppo presa da dinamiche tutte interne ai Palazzi, che
rischiano di renderla autoreferenziale.
Tu vuoi
risposte concrete, vuoi, giustamente che questo tema sia
messo nei programmi delle forze politiche. E a questa
richiesta voglio risponderti subito.
La lista per
la Vita, promossa, come sai da Giuliano Ferrara, riporta
chiaramente nel suo programma tali istanze.
E mi sembra
importante dirti che IL PROGRAMMA E’ STATO PRESENTATO SABATO
8 MARZO u.s. . Questo a dimostrarti che erano già ben
presenti nei nostri pensieri, prima d’oggi, le gravi
difficoltà vissute dalla tua famiglia e da migliaia di altre
famiglie.
Ciò detto,
Pietro, ti prego di far desistere Salvatore, Gabriella,
Carmelo, Emanuela e Carmela e tutti gli altri che si
uniscono a voi, da un atto così estremo come lo
sciopero della fame e il rifiuto delle cure: non aggiungete
sofferenza a sofferenza! Mi auguro che al vostro appello
disperato rispondano in molti e, soprattutto, coloro che da
aprile governeranno il nostro Paese.
Per quanto mi
riguarda, vi sarò sempre vicina nella vostra battaglia che è
ormai anche la mia, sia se continuerò ad impegnarmi nella
società civile, sia se sarò chiamata a farlo nel Parlamento.
Vi
abbraccio tutti
Olimpia
Tarzia
COMUNICATO STAMPA 1
LETTERA APERTA: 1
AL PONTEFICE PAPA BENEDETTO XVI, AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO, AL PRESIDENTE DEL PDL, SILVIO
BERLUSCONI, AL PRESIDENTE DEL PD WALTER VELTRONI, AL
MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO, AL MINISTRO DELLE PARI
OPPORTUNITA’ BARBARA POLLASTRINI, AL MINISTRO DELLA FAMIGLIA
ROSI BINDI, AL MINISTRO DELLE POLITICHE SOCIALI PAOLO
FERRERO, AL VICE MINISTRO DELLA FAMIGLIA PAOLO COLAIANNI, A
TUTTI I PRESIDENTI DELLE REGIONI ITALIANE, A TUTTE LE FORZE
POLITICHE, A TUTTE LE AGENZIE DI STAMPA, A TV PUBBLICHE ED INFINE AL MONDO WEB.
SCIOPERO DELLA FAME PER CINQUE DISABILI GRAVISSIMI
CONTRO L'EUTANASIA "PASSIVA" DELLO STATO ITALIANO
"L'assistenza ai disabili deve essere un punto prioritario
del programma elettorale"
Leggi tutto...
L'incontro
famiglia di Terri Schiavo e di Salvatore
Crisafulli.
Su Youtube è stato
inserito il video dell'incontro, avvenuto il
27/02/2008, tra Bobby Schindler, fratello di Terri
Schiavo e i familiari di Salvatore Crisafulli.
Nell'occasione Bobby ha consegnato il libro della
storia di Terri, in cambio i familiari di Salvatore
hanno consegnato una targa per l'impegno in difesa
della vita.
Lo scorso 27 Febbraio presso l'hotel Massimo D'Azeglio
di Roma si è svolto il Convegno "Ai confini della vita: il ruolo
della famiglia"
promosso dal Movimento per la vita e Scienza e vita
Romano. Non eravamo soli a ribadire l'importanza di
aiuti alle famiglie, ma anche il nostro no
all'eutanasia.
Ospite d'eccezione Bobby Schindler, fratello di Terri
Schiavo la giovane donna americana in
Stato Vegetativo da anni, morta perché un giudice aveva
ordinato di staccare il tubo.
Pietro
Crisafulli, fratello di Salvatore.
Sono intervenuti anche l'On. Domenico Di Virgilio,
Avv.
Francesco Napolitano,
ed altri familiari di Pz in Stato Vegetativo o similari.
Era presente anche il giornalista l'amico Andrea
Spadoni che seguì con trepidazione il caso di
Salvatore.
interverranno: Bobby Schindler - Pietro
Crisafulli
Mercoledì 27 febbraio
2008 presso l’Hotel
Massimo D’Azeglio, in Via
Cavour 18, Roma. Si terrà un Convegno "Ai confini della
vita: il ruolo della famiglia.
Non saremo
soli: a ribadire l’importanza di aiuti statali alle famiglie
come la nostra, ma anche il nostro no all’eutanasia, ci sarà
anche Bobby Schindler, il fratello di Terri Schiavo (la
giovane donna in stato vegetativo permanente morta perché un
giudice americano ha ordinato che le staccassero la spina),
venuto appositamente dagli Stati Uniti per conoscerci (in
particolare a Salvatore). In
occasione del convegno, la famiglia Crisafulli donerà a Bobby
Schindler (fratello di Terri Schiavo) una targa per ricordare
l'impegno contro
l’eutanasia, e anche una copia del libro di Salvatore
Con gli occhi sbarrati.
Invito>>>
Dichiarata in Coma irreversibile: Pronto il funerale ma si
risveglia.
La famiglia l'aveva portata a casa per il
suo funerale, dopo che i medici le avevano diagnosticato un
Coma irreversibile, invece, Rae Kupferschmidt di 65 anni,
madre di due figli, incredibilmente si risveglia dal suo
Coma, anche con l'aiuto della terapia fisica.
Il Dott. Helms ha dichiarato che in dieci anni non aveva mai
visto una cosa simile.
Leggi tutto>>>
Con
la straordinaria testimonianza di Salvatore Crisafulli nasce
il libro "Con
gli occhi sbarrati"
«Ero in coma ma sentivo tutto...! Non
potevo parlare o fare movimenti. E per farmi capire non
restava che piangere».
Un incubo “ad occhi sbarrati” al quale non è possibile
rimanere indifferenti. Un enigma per gli scienziati e i
medici.
Como
- Dopo 40 anni inchiodato a un letto
ed attaccato da un respiratore che gli
consentiva di vivere, colpito duramente
dalla distrofia muscolare in fase ormai
terminale, lo scorso 1 Novembre è morto
a Parè un piccolo paese nelle provincia
di Como Giancarlo Mascetti 70 anni,
l'anti Welby, Il suo ultimo pensiero, le
sue ultime parole pronunciate a fatica
sono state per la moglie: "Cosa ne sarà
adesso della mia Rosanna senza di me". è
morto portando con sè la sua convinzione
che lo aveva fatto balzare quasi un anno
fa all’attenzione delle cronache come
una sorta di "anti Welby". Anche
la trasmissione Porta a Porta si occupò
del caso disse: "Ho la stessa atroce
malattia di Piergiorgio Welby, ma io
voglio vivere". fino all’ultimo ha
continuato a ribadire la sua contrarietà
ad ogni forma di eutanasia, ha ripetuto
ai medici e alla moglie "Voglio vivere".
Leggi tutto>>>
Eutanasia: La moglie aveva staccato il tubo, lasciandolo
per una settimana senza acqua e cibo incredibilmente dopo
mesi si risveglia, cammina e parla.
Nessuno dei media nazionali stampa Tv ed agenzie in Italia
hanno dato questa clamorosa notizia
tutto ciò è assurdo. Ma per noi familiari di disabili gravi è
molto preziosa,
in cambio tutti i media
davano ampio spazio al caso di Eluana Englaro.
Questa assurda ed incredibile storia proviene dal Messico.
I medici avevano detto che non aveva nessuna possibilità di
ripresa, ed e stata la moglie a staccare il tubo
dell'alimentazione, invece esattamente il 19 Ottobre scorso
Jesse Ramirez si risveglia....Leggi tutto>>>
Giorno 30 Settembre 2007, si è svolta tra Catania e
St. Petersburg,
(Florida) l'attesissima telefonata tra
la famiglia di Salvatore Crisafulli ed i familiari di Terri
Schindler Schiavo, ci sono stati momenti di vera commozione per entrambi
le parti, veniva letta e tradotta in Inglese la lettera di
Salvatore che ha voluto dedicare a tutta la famiglia Terri.
La telefonata si è conclusa, con la promessa che i predetti
tra qualche mese verranno in Italia a far visita
personalmente a Salvatore.
Nel Marzo del 2005, durante l'agonia della vostra amata
figlia Terri, io venivo ancora definito dalla scienza medica
di mezza Europa un "Vegetale", con una diagnosi di Stato
Vegetativo Permanente, è che mi trovavo in un altro mondo,
fatto solo di silenzio, ma non era così, perché io sentivo e
capivo tutto. Vedevo in Televisione, che trasmettevano le
immagini di vostra figlia, io scoppiavo a piangere, era come
se vedessi me stesso.
Clicca qui per leggere il testo>>>
La famiglia Crisafulli si
unisce al dolore della triste scomparsa di Antonio Trotta,
deceduto stamani. Ci uniamo con sofferenza alla sua
straordinaria famiglia.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo, aggiungendo anche delle
nostre osservazioni.
Cari direttori de il
Manifesto, il Papa Ratzinger il giorno precedente si era
espresso in merito allo Stato Vegetativo, adduceva che anche
nello Stato Vegetativo Permanente, era vita da rispettare, e
che l'alimentazione e l'idratazione erano obbligatorie. Vi
scriviamo a nome di centinaia di pz. e dei loro familiari,
che vivono...Leggi tutto>>>
Dal mio letto di quasi resuscitato alla
vita cerco anch’io di dare un piccolo
contributo al dibattito sull’eutanasia.
Il mio è il pensiero semplice di chi ha
sperimentato indicibili sofferenze
fisiche e psicologiche, di chi è
arrivato a sfiorare il baratro oltre la
vita ma era ancora vivo, di chi è stato
lungamente giudicato dalla scienza di
mezza Europa un vegetale senza possibile
ritorno tra gli uomini e invece sentiva
irresistibile il desiderio di comunicare
a tutti la propria voglia di vivere...
Ringrazio chi, anche durante la mia
"vita vegetale", mi parlava come uomo,
mi confortava come amico, mi amava come
figlio, come fratello, come padre... Ma
cos’è l’eutanasia, questa morte brutta,
terribile, cattiva e innaturale
mascherata di bontà e imbellettata col
cerone di una falsa bellezza? .. Sì, la
vita, quel dono originale, irripetibile
e divino che non basta la legge o un
camice bianco a togliercela,
addirittura, chissà come, a fin di bene,
con empietà travestita di finta
dolcezza. Credetemi, la vita è degna
d’essere vissuta sempre, anche da
paralizzato, anche da intubato, anche da
febbricitante e piagato...
Leggi tutto>>>
Mercoledì, 19 Settembre, 2007 ore 18:00 Caffè Gambrinus di Montecatini Terme
Viale Verdi nella manifestazione "Incontri d'autore"
Verrà presentato il libro di Adriana Pannitteri "Vite
sospese"eutanasia un diritto? Sarannoospiti per raccontare la loro esperienza il Dott. Mario Riccio,
il medico che staccò il respiratore a Piergiorgio Welby,
Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore, la cui storia e
ben nota a tutti, presente anche su questo stesso libro
inchiesta. Nettamente contrario all'eutanasia.
STATO SANITA' POLITICI
ISTITUZIONI ASSOCIAZIONI VATICANO. LEGGETEVI QUESTA ASSURDA
STORIA ED INTERVENITE, NON GIOCHIAMO CON LA VITA DELLE
PERSONE NON FATE I SOLITI SORDI.
Mi chiamo Ferrante Paolo è
ringrazio Salvatore che ha messo a disposizione questo sito
per poter raccontare a chi ha ancora un po’ di cuore le
nostre esperienze drammatiche perché questo serva a
sensibilizzare le poche orecchie che vogliano ascoltare .Era
un giorno come tanti altri niente faceva presupporre che la
mia vita precipitasse in un baratro senza fine. il 04 01
2007 il mio adorato fratello Alfredo di 57 anni era stato
colpito da ictus emorragico all’encefalo sinistro di vaste
proporzioni ricoverato presso l’ospedale CTO di Roma...
Leggi tutto>>>
Questa vicenda è
un'obiezione incisiva per tutti coloro che invocano
l'eutanasia
Per i malati «vegetativi» il principio di
precauzione
Jan Grzeb-ski è un polacco
che nel 1988, è precipitato in uno stato di totale
incoscienza per un trauma cranico. I medici gli avevano dato
solo due o tre anni di vita, invece Jan ha continuato a
vivere. Solo la moglie Gertruda aveva creduto nel suo
risveglio e ha svolto con amore il lavoro di un team di
terapia intensiva. Gertruda ha avuto regione: Jan si è
risvegliato nel 2007, dopo 19 anni, e ha conosciuto gli 11
nipoti nati ai suoi 4 figli. «Mia moglie mi ha salvato, e
non lo dimenticherò mai», ha detto alla tv polacca. Questa
vicenda è un'obiezione incisiva per tutti coloro che
invocano l'eutanasia...
Leggi tutto>>>
Caro Giudice di Varese, mi chiamo Salvatore
Crisafulli, ho 42 anni e vivo a Catania, chissà forse mi
conosce. Sono un giovane che vive da paralizzato, a causa di
un incidente stradale avvenuto l’11 settembre 2003. Le
faccio pervenire la mia "voce" (scrivo con gli occhi)...
Leggi tutto>>>
Nel
nostro sito internet
www.salvatorecrisafulli.it e
nel blog di Salvatorewww.salvatorecrisafulli.blog.kataweb.itormai sono punto di riferimento
per molte famiglie finite nella spirale del medesimo dolore.
Grazie ad internet conosciamo oltre settecento casi, ed è
qui che abbiamo incontrato i familiari di Trotta.
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Si segnala l'uscita del libro di Adriana Pannitteri
Vite Sospese. Eutanasia, un diritto?
contiene anche la testimonianza di Salvatore Crisafulli
Vivere o morire dopo il caso Welby?
Giovanni
Nuvoli che ha dichiarato: "io voglio morire"; Giuseppe
Nardi, tetraplegico dopo un incidente; il papà di Eluana
Englaro, che da anni chiede di staccare la spina; Salvatore
Crisafulli, contrario a qualsiasi forma di dolce morte.
Adriana Pannitteri li ha incontrati e il loro racconto,
assieme a quello di altre decine di casi, si è trasformato
nell'inchiesta straordinaria di una giornalista Rai
all'interno dello spinoso tema dell'eutanasia.
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«Il cervello resta cosciente anche in coma vegetativo»
Il Corriere della Sera M.De Bac
Le reazioni registrate con la risonanza magnetica.
ROMA - Un urto contro il guard rail, l' auto che sbanda.
Lei sbatte violentemente il capo e cade in un sonno
profondo. «Stato vegetativo persistente», scrivono sulla
sua cartella i medici di un ospedale britannico.
Condizione che significa perdita di coscienza di sé e di
consapevolezza dell' ambiente. La ragazza, 23 anni, apre
gli occhi ma non vede, muove la bocca ma solo per
emettere suoni incomprensibili. Dopo cinque mesi i
neurologi del Medical Research Council di Cambridge
misurano il suo stato di «responsività» con la risonanza
magnetica funzionale (Rmf). E scoprono che ha reazioni
cerebrali del tutto simili alle persone sane. Il suo
cervello, stimolato da ricordi piacevoli, si eccita, si
accende, quando le si chiede di immaginare di giocare a
tennis o girare per casa.
Subito dieci milioni di euro per acquisto comunicatori
vocali malati Sla ed altre patologie...
Il Ministro della Salute Livia Turco ha annunciato
oggi, l’intenzione di avviare un’iniziativa
straordinaria per garantire la presa in carico
domiciliare, comprensiva della messa a disposizione di
dispositivi per la comunicazione, a favore dei malati di
Sclerosi laterale o di altre patologie invalidanti che
provocano la perdita della parola e quindi della
possibilità di comunicare con il mondo esterno.
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Marco Pannella ha annunciato la morte di Piergiorgio
Welby durante la diretta di Radio Radicale.
Piergiorgio Welby aveva 61
anni e da quaranta era malato di distrofia muscolare.
Aveva chiesto l'eutanasia al presidente Napolitano lo
scorso 22 Settembre.
Piergiorgio Welby risponde a Salvatore Crisafulli 11-12-2006
Caro Salvatore Crisafulli, la
tua voglia di vivere è straordinaria.
Mi auguro serva anche per
conquistare nuove libertà per i malati e disabili: di vita
indipendente, di parola, di assistenza, di voto per gli
intrasportabili, come da anni con Luca Coscioni e la nostra
associazione cerchiamo di fare.
Proprio perché mi sono battuto
per questi obiettivi, credo sbaglieresti a viverli come
contrapposti alla mia lotta contro la tortura che sto
subendo. Uno Stato che non ha pietà di
me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di
ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare
le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le
tante straordinarie vite che siamo.
L'appello di
Salvatore Crisafulli a Welby 10-12-2006
Caro Piero Welby,ti riscrivo dopo aver sentito, che la
consulta di Bioetica, ha deciso che tu hai diritto allo stop
delle cure. Sono
Salvatore Crisafulli e sono stato in Coma ed in Stato
Vegetativo Permanente per tanto tempo, per mesi ho vissuto
in un incubo, vivevo nell'orrore, i medici dicevano che non
capivo nulla ma invece sentivo e capivo tutto. Oggi sono
come te, non posso muovermi, parlo attraverso un computer,
la mia condizione è sempre gravissima, sono imprigionato nel
mio stesso corpo, mi sento come murato vivo, e vivo in un
abisso, ma voglio vivere.
Caro Welby
rispetto la tua volontà, ma vorrei che tu cambiassi idea,
decidendo di lottare fino alla fine, non chiedere la morte
ma combatti per la vita. Sto
soffrendo tantissimo per te, ma ti supplico di cambiare
idea, perché la vita è un bene prezioso, anche se si soffre. Non chiedere
l'eutanasia, unisciti a noi per vivere meglio. Se avessimo
un’assistenza adeguata ad hoc, ed alleviando le sofferenze
nostre e dei nostri familiari, sono convinto che nessuno
chiederebbe di morire.
L’11 settembre 2003
Salvatore Crisafulli, il mio adorato fratello maggiore,
trentottenne e padre di quattro figli, sta recandosi in
Vespa al lavoro all’ASL di Catania con il figlioletto
tredicenne, quando si scontra frontalmente con un
motofurgone. L’impatto è violentissimo
e contrariamente al figlio, Salvatore riporta un trauma
molto severo con riscontro di gravi lesioni cerebrali e
un coma di quarto grado (su di una scala di quindici).
Dopo un delicato
intervento chirurgico il primario della rianimazione
dell’ospedale “Garibaldi” di Catania, Dott. Sergio
Pintaudi, gli diagnostica uno stato di “non
contattabilità”, per non dire troppo drasticamente di
“coma vegetativo”, dal quale secondo il sanitario
sarebbe quasi impossibile tornare indietro.
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Piergiorgio Welby,
co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni
scrive al Capo dello Stato Napolitano.
Il video
riprende Piergiorgio Welby (malato di distrofia
muscolare da 40 anni) in un letto, un respiratore
artificiale, un computer appoggiato sul comodino. Poi
lui, immobile, lo sguardo fermo nella telecamera che lo
riprende in un primo piano. 22
Settembre 2006
Scoperte
Uno
spiraglio nel buio dello stato vegetativo
Un team scientifico di
Cambridge guidato dal professor Adrian Owen ha scoperto
che una paziente di 23 anni in stato vegetativo da sei
mesi può comunicare. I risultati della ricerca, condotta
dalla Medical Research Council’s Cognition and Brain
Sciences Unit di Cambridge, in collaborazione con un
gruppo di scienziati di Liege, in Belgio, sono stati
pubblicati qualche settimana fa sulla rivista Science.
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19 Settembre 2006
Tratto
dal Corriere della Sera
Possibile la coscienza nel coma vegetativo
Esperimenti con la
Risonanza Magnetica Funzionale mostrano un'attività
neurologica «normale» in risposta a stimoli esterni.
LONDRA - Una paziente
in stato vegetativo persistente (coma vigile) da cinque
mesi ha mostrato reazioni cerebrali in tutto simili a
quelle di soggetti sani in risposta a una serie di
stimoli di diverso tipo, lasciando supporre ai medici un
suo stato di consapevolezza cosciente, nonostante il
coma.
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11 settembre 2003,
Catania. SALVATORE CRISAFULLI, 38 enne, padre di 4
bambini, rimane vittima insieme ad uno dei suoi figli di
un gravissimo incidente stradale il Bambino se la cavò,
ma Salvatore rimase in Coma e successivamente in Stato
Vegetativo...La famiglia ha voluto realizzare questo sito per
raccontare passo passo la difficile e tragica vicenda
vissuta da Salvatore. Salvatore Crisafulli dal Febbraio 2004 fino al Maggio
2005 (si consiglia di leggere la Storia)
è stato curato SOLAMENTE DALLA SUA FAMIGLIA,
dalla madre(67 anni), dal fratello Marcello (43 anni),
dalla cognata Rita (37 anni) e soprattutto dal fratello
Pietro (36 anni) che ha smesso di lavorare per assistere
assiduamente il fratello.
Nella
sua abitazione è stato creato un circuito di
telecamere per poterlo vedere da tutte le stanze, è
stato redatto un diario clinico come se fosse
ricoverato in ospedale o in un'altra qualsiasi
struttura, sul quale sono stati annotati tutti i
cambiamenti e i progressi di Salvatore. Le
piaghe, soprattutto quella sacrale, sono state curate
assiduamente due volte al giorno creando una camera
iperbarica locale con ossiggeno-terapia.
Tutti i
giorni veniva stimolato continuamente, effettuata due
volte la riabilitazione motoria per la quale è stata
comprata l'attrezzatura necessaria. Due volte la
settimana veniva messo in vasca idromassaggio,
tutti i giorni sistemato sulla statica...
Nessun
Medico né Specialista veniva a casa a valutarne però le
condizioni. Salvatore necessita di Fisioterapia
Neurologica tutti i giorni, di Logopedista
per tre volte alla settimana, di apparecchiatura
stimolativa specifica per la riabilitazione...
Tutto questo senza nessun appoggio esterno.
La famiglia si augura che questa testimonianza, e di
quanti vorranno arricchire questo sito con la loro
partecipazione, possa essere di aiuto e di sostegno per
quelle famiglie che si sono imbattute nella loro stessa
difficile situazione.